L’associazione scientifica che divulga la cultura dell’intelligenza artificiale

Piero Poccianti
Piero Poccianti, presidente di AIxIA
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L’intelligenza artificiale pervade sempre di più la vita delle persone, spesso senza che neppure queste lo sappiano: dal riconoscimento facciale per accedere allo smartphone agli assistenti vocali, dai call center automatici alla guida autonoma.

Naturalmente non è da meno l’utilizzo dell’artificial intelligence nel mondo dell’impresa: dai robot industriali ai sistemi di controllo qualità, dalla manutenzione predittiva ai manager virtuali. Ogni volta che da un sistema hardware e software ci si aspetta un comportamento assimilabile a quello di un essere umano, si può parlare di intelligenza artificiale.

I media si sono appassionati all’AI solo negli ultimi anni, ma i tecnici ne parlano dagli anni ’50 e in Italia esiste l’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA) dal 1988. È un’associazione scientifica senza fini di lucro e ha lo scopo di promuovere la ricerca e la diffusione delle tecniche proprie dell’intelligenza artificiale. Considerato l’organismo accademico più autorevole in Italia nel campo dell’AI, conta oggi più di 1.000 membri tra ricercatori, professori universitari e società.

La sua mission si focalizza nella divulgazione dell’intelligenza artificiale intesa come formazione, ricerca e sviluppo di nuovi paradigmi e tecnologia a favore delle imprese e del sistema Paese. Uno dei modi in cui lo fa è organizzando l’AI Forum, il più importante evento in Italia dedicato all’intelligenza artificiale per le imprese. L’ultima edizione del convegno è stata lo scorso 23 novembre in formato digitale con 2 conferenze plenarie, 13 workshop e 4 innovation talk registrando la partecipazione di oltre 50 relatori e più di 900 visitatori unici.

L’associazione da poco ha anche conferito lo stato di Socio Onorario a Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica 2021. Il presidente di AIxIA è Piero Poccianti ed è stato ospite di Federico Morgantini nella trasmissione TV Forbes Digitl Revolution.

Qui di seguito l’intervista integrale:

 

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