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12 gennaio 2026
Le aziende adottano tecnologie avanzate: entusiasmo diffuso, ma il successo richiede strategia, competenze e governance efficace
Articolo apparso sul numero di dicembre 2025 di Forbes Italia. Abbonati!
L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane non è più un’ipotesi: è una realtà, anche se ancora in fase di maturazione. Una ricerca condotta dalla direzione dei centri di competenza di H-Farm Business School ha analizzato l’esperienza di nove grandi aziende italiane, per un totale di circa 28mila dipendenti, rivelando come l’IA stia lentamente trasformando processi e approcci aziendali.
Oltre l’automazione: l’IA conquista marketing e customer service, mentre governance e competenze restano la vera sfida
Lo studio evidenzia che, pur con livelli di maturità differenti, tutte le realtà coinvolte hanno avviato un programma AI, a testimonianza di una concreta apertura al cambiamento. Tuttavia, la velocità con cui l’innovazione tecnologica avanza supera ancora la capacità delle organizzazioni di adattarsi pienamente. L’adozione dell’IA non si limita più all’automazione del back office: emergono casi significativi di applicazione in marketing e customer service, aree in cui i benefici risultano più immediati e misurabili. Come sottolinea il report State of AI in Business 2025 del Mit, anche nel back-office i ritorni sono rilevanti, spesso trascurati, soprattutto per quanto riguarda la riduzione di costi legati a outsourcing e agenzie.
Un elemento chiave emerso dalla ricerca riguarda l’approccio delle persone al cambiamento: contrariamente alla narrativa diffusa, i dipendenti hanno accolto con entusiasmo le iniziative legate all’IA, mentre le resistenze culturali appaiono marginali. Le difficoltà principali riguardano governance interna e competenze tecniche. In questo contesto, la percezione è che il quadro europeo sia complesso e che possa rallentare il tutto. Un’attenzione eccessiva della leadership può trasformarsi in un’arma a doppio taglio se accompagnata da aspettative difficili da soddisfare.
Dall’entusiasmo alla strategia: le ‘3 P’ per trasformare l’IA in valore concreto
Le strutture organizzative stanno ancora evolvendo: poche aziende hanno creato ruoli C-level dedicati all’IA, ma quasi tutte prevedono di farlo. Questo dimostra che, sebbene l’IA stia avanzando, la realizzazione del suo potenziale dipenderà dalla capacità di trasformare l’entusiasmo e il supporto della leadership in scelte strategiche concrete. Limitarsi al minimo non sarà sufficiente: servono interventi più trasformativi per generare valore sostenibile.
La ricerca suggerisce un approccio basato sulle ‘3 P’: People, ossia l’impegno della leadership e l’investimento nelle competenze, perché anche nell’era dell’IA saranno ancora le persone a fare la differenza; Problem, cioè partire da problemi piccoli e ben definiti per misurare valore e difficoltà; e Platform, dove la qualità dei dati e la governance non sono semplici obblighi di compliance, ma attività centrali che trasformano l’IA in una piattaforma trasversale di business.
Entusiasmo e strategia: il percorso italiano verso un’IA di successo
Nello scenario italiano dell’IA, le aziende mostrano entusiasmo e apertura, ma il successo dipenderà dalla capacità di coltivare questa fiducia attraverso scelte strategiche e trasformative. Per approfondire i risultati, le best practice e le raccomandazioni della ricerca, è disponibile il white paper completo sul sito di H-Farm Business School.
Il progetto è stato guidato da Susanna Sgarbossa, lead researcher e studentessa a Uc Berkeley, con il contributo di Pierluigi Fasano, professore e coordinatore dei centri di competenza, e Federico Donati, program manager dei centri di competenza di H-Farm Business School.