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4 febbraio 2026
Il totale dei capitali raccolti nell’ultimo anno è di 105 milioni. Quello complessivo dalla fondazione, nel 2021, è di 645
La startup del nucleare newcleo ha chiuso un round di finanziamento da 75 milioni di euro. Con la nuova raccolta, il totale dei capitali raccolti nell’ultimo anno è di 105 milioni. Quello complessivo dalla fondazione, nel 2021, è di 645.
Che cos’è newcleo
Newcleo sviluppa reattori nucleari a fissione di piccole dimensioni, da 200 MWe. “Sono reattori ultra-compatti che possono essere prodotti in serie e trasportati nei siti di installazione”, ha spiegato a Forbes Italia l’amministratore delegato, Stefano Buono. “Costeranno meno dei reattori tradizionali e, a regime, saranno prodotti in tre anni”.
L’azienda ha sede a Parigi, ma è radicata in Italia, dove ha diverse sedi, tra cui il centro di ricerca di Torino. Impiega circa 900 persone tra Europa e Stati Uniti.
Chi ha partecipato al round
Il round ha visto l’ingresso di diversi nuovi investitori industriali, come il costruttore di impianti siderurgici Danieli & C., la Cementir Holding del gruppo Caltagirone, che produce cemento e calcestruzzo, e il produttore di valvole Orion Valves. Entra nel capitale di newcleo anche la NextChem del gruppo Maire, attraverso la creazione della joint venture Next-N, dedicata ai servizi di ingegneria e tecnologie per l’isola convenzionale (la parte di un impianto nucleare che converte l’energia termica in elettricità) e il balance of plant (i componenti ausiliari e i sistemi di supporto necessari per il funzionamento di una centrale). Già a ottobre NextChem aveva annunciato che Next-N si era aggiudicata un contratto da 70 milioni con newcleo per servizi di ingegneria.
Hanno partecipato anche veicoli di investimento di famiglie industriali, attive nei settori del petrolio, dell’idrogeno e delle materie plastiche, e diverse realtà che avevano già investito in newcleo in passato: i fondi di venture capital Kairos e Indaco Ventures, l’asset manager Azimut Investments, il fondo pensione del Cern e il produttore di componenti industriali pesanti Walter Tosto.
“La nostra capacità di fornire soluzioni energetiche a basse emissioni di carbonio, con un impatto concreto per le aziende ad alta intensità energetica, si sta dimostrando un forte elemento di attrazione per investitori industriali e finanziari”, ha commentato Buono. “I progressi tangibili che abbiamo compiuto nel licensing, nel programma di ricerca e sviluppo, nell’integrazione verticale di società acquisite e l’espansione geografica sono riconosciuti dagli investitori come un fattore distintivo nella corsa allo sviluppo di un’energia nucleare pulita, sicura e a prezzi competitivi”.
Lo scorso anno si era parlato anche di un possibile investimento da 200 milioni del governo italiano.
A cosa serviranno i fondi
Il nuovo finanziamento, ha proseguito Buono, “sosterrà il potenziamento delle infrastrutture di ricerca e sviluppo in Europa, inclusa la costruzione del nostro reattore non nucleare Precursor (che integrerà i sistemi del reattore finale e sarà rappresentativo delle operazioni su scala commerciale, ndr), e accelererà la nostra espansione negli Stati Uniti, che oggi rappresentano il mercato più dinamico per le tecnologie dei reattori avanzati. Gli Stati Uniti ospitano inoltre investitori istituzionali strategicamente allineati a noi e opportunità di mercato che siamo pronti a cogliere”.
La tecnologia
Il reattore di newcleo userà come carburante la miscela Mox (mixed oxide fuel, combustibile ossido misto), composta da uranio impoverito e plutonio e ricavata dagli scarti di altri impianti. In sostanza, afferma l’azienda, brucia scorie anziché produrne. Buono ha spiegato che la tecnologia permette di non estrarre nuovo uranio (“per centinaia di anni useremo quello già estratto”), di produrre pochi scarti (“meno di un metro cubo per ogni gigawatt elettrico annuo”) e che i rifiuti avranno vita relativamente breve (“saranno radioattivi per 250 anni, contro i 250mila delle scorie delle centrali tradizionali”). Per il raffreddamento newcleo intende usare il piombo anziché l’acqua. “Le proprietà del piombo”, ha detto Buono, “rendono il sistema intrinsecamente sicuro. In altre parole, il design stesso rende impossibili incidenti come quelli del passato”.
Newcleo collabora con diverse grandi aziende per varie declinazioni della sua tecnologia: con il gruppo cantieristico Fincantieri per le navi a propulsione nucleare, con la società di ingegneria offshore Saipem per le centrali nucleari galleggianti, con il gruppo ingegneristico Maire per i prodotti chimici sostenibili e con il costruttore di impianti siderurgici Danieli per la produzione di acciaio verde.
I progetti internazionali
In Italia, newcleo sta realizzando un centro di ricerca e sviluppo al Centro Ricerche Enea del Brasimone, sull’Appennino bolognese, dove ha già costruito Othello, un impianto da 2 MW destinato alla qualificazione di componenti e soluzioni delle sue tecnologie. Il sito ospiterà anche Precursor, che dovrebbe essere completato entro la fine del 2026 ed entrare in servizio all’inizio del 2027.
In Francia, la società ha presentato un programma di sicurezza nucleare per l’impianto di produzione del combustibile e per il progetto di reattore avanzato, e conta di richiedere le licenze di costruzione entro il 2027. Ha già comprato un sito a Nogent-sur-Seine, nell’Aube, per l’impianto di produzione del combustibile e ha avviato la procedura per comprare terreni a Chinon, nell’Indre e Loira, per l’installazione del reattore avanzato.
Negli Stati Uniti ha firmato una partnership con Oklo — azienda del nucleare in cui ha investito anche Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI — per sviluppare un ecosistema nazionale del combustibile nucleare e per costruire infrastrutture produttive per i combustibili avanzati.
In Slovacchia ha costituito Newvys, una joint venture con la società statale slovacca Javys per installare fino a quattro reattori da 200 MWe nel sito nucleare di Jaslovské Bohunice, nell’ovest del paese.