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26 febbraio 2026
La startup guidata da Francesco Sciortino ha firmato un'intesa con la Baviera, l’Istituto Max Planck per la Fisica dei Plasmi e Rwe
La startup della fusione nucleare Proxima Fusion ha firmato un protocollo d’intesa con lo stato tedesco della Baviera, con l’Istituto Max Planck per la Fisica dei Plasmi (Ipp) e con la multinazionale energetica Rwe per realizzare un reattore dimostrativo. Nelle intenzioni, dovrebbe essere un passo intermedio verso la costruzione della prima centrale elettrica commerciale basata su fusione nucleare a confinamento magnetico.
Per realizzare lo ‘stellarator’ dimostrativo, chiamato Alpha, è nata la Alpha Alliance, un consorzio industriale che riunisce 30 grandi aziende internazionali. Tra queste ci sono anche le italiane Eni e Walter Tosto.
Alpha sarà costruito a Garching, vicino a Monaco, dove ha sede l’Istituto Max Planck per la Fisica dei Plasmi, una delle principali istituzioni mondiali del settore. La centrale, che si chiamerà Stellaris, sorgerà invece a Gundremmingen, dove Rwe sta smantellando un’ex centrale nucleare.
Che cos’è la fusione nucleare
La fusione nucleare è l’opposto della fissione, su cui si basano i reattori nucleari tradizionali. In natura avviene nel nucleo delle stelle: due atomi di idrogeno si fondono per formare un atomo di elio e liberano energia.
L’energia da fusione è una forma di energia pulita che, a differenza della fissione, non produce scorie radioattive di lunga durata. I combustibili sono il deuterio, un isotopo dell’idrogeno che si trova in abbondanza nell’acqua di mare, e il trizio, un altro isotopo dell’idrogeno che si ricava dal litio: risorse pressoché inesauribili e sempre disponibili.
Finora, però, nessuno è riuscito a costruire un impianto commerciale a fusione capace di produrre più energia di quella necessaria per accenderlo e farlo funzionare. Nel Sole, la reazione avviene a una temperatura di 10-15 milioni di gradi e in condizioni di pressione estrema. Gli atomi di idrogeno possono così vincere le forze di repulsione tra i nuclei che, di norma, tengono separata la materia. Per riprodurla sulla Terra bisogna portare un gas a temperature ancora più elevate – circa 100 milioni di gradi – e renderlo un plasma, il quarto stato della materia.
Lo stellarator è una delle tecnologie proposte per i reattori a fusione. In un’intervista a Forbes Italia, il cofondatore e amministratore delegato di Proxima Fusion, il fisico italiano Francesco Sciortino, l’ha definito “un sistema molto complicato di bobine, con altre componenti ausiliarie”. Si parla di fusione “a confinamento magnetico” perché l’idea, ha spiegato sempre Sciortino, è “confinare con campi magnetici quella materia calda” per “creare una specie di bottiglia di campo magnetico” e “fare in modo che quella materia non tocchi alcuna superficie. Nessun materiale resisterebbe a quelle temperature. Poi pieghiamo la bottiglia e le diamo la forma di una ciambella”.
Il progetto Alpha
L’obiettivo di Alpha è produrre una quantità di energia netta superiore a quella necessaria per farlo funzionare. In caso di successo, potrebbe rappresentare un passo fondamentale verso l’uso commerciale della fusione. Il reattore dimostrativo servirà a testare tecnologie chiave in condizioni realistiche, ad acquisire conoscenze sul processo e a ridurre i rischi tecnologici ed economici, senza la complessità e il rischio finanziario di un sistema commerciale.
L’Ipp assumerà la direzione scientifica del progetto, mentre Proxima sarà responsabile dell’ingegneria, delle procedure di gara pubblica e della costruzione del dimostratore.
I finanziamenti
Il progetto si basa su un modello di finanziamento che unisce capitali pubblici e privati. Proxima finanzierà il 20% del costo, attraverso investitori internazionali privati. Rwe ha espresso la propria disponibilità a partecipare a livello finanziario. La Baviera offre un cofinanziamento regionale del 20%, subordinato allo stanziamento di fondi federali nell’ambito dell’Agenda High-Tech Germania.
Secondo Sciortino, il protocollo d’intesa “segna l’inizio di un ecosistema industriale” e apre “una traiettoria di crescita industriale di lungo periodo nei prossimi decenni, creando nuove opportunità di esportazione per la Germania e per l’Europa”.
I quattro partner stimano che la costruzione di Alpha e di Stellaris creerà diverse migliaia di posti di lavoro e porterà a un forte impulso di ordini e investimenti industriali. La catena di fornitura toccherà diversi ambiti: manifattura, costruzione, magneti superconduttori, elettronica di potenza, infrastrutture delle centrali elettriche. I membri dell’Alpha Alliance si coordineranno per la produzione e l’integrazione dei sistemi e per garantire la catena di approvvigionamento.
“Con Alpha stiamo costruendo il ponte tra decenni di ricerca sulla fusione finanziata con fondi pubblici e la sua realizzazione su scala industriale”, ha detto Lucio Milanese, cofondatore e chief external affairs officer di Proxima. “L’Alpha Alliance esprime l’impegno condiviso dell’industria europea a trasformare questa leadership in capacità industriale”.