Da non perdere |Small Giants
9 febbraio 2026

Forbes Small Giants a Napoli: il ruolo di Pmi e startup nella crescita del territorio

L’evento, ospitato nella sede dell’Unione Industriali di Napoli, ha offerto un confronto sullo stato dell’ecosistema imprenditoriale locale
Forbes Small Giants a Napoli: il ruolo di Pmi e startup nella crescita del territorio

Forbes.it
Scritto da:
Forbes.it

Napoli non è più soltanto una meta culturale e turistica: è un laboratorio economico in fermento, capace di attrarre investimenti, trattenere talenti e generare imprese competitive sui mercati globali. È questo il messaggio emerso dalla tappa napoletana di Forbes Small Giants, il roadshow di Forbes Italia dedicato alle piccole e medie imprese che stanno trasformando il tessuto produttivo del Paese.

L’evento, ospitato nella sede dell’Unione Industriali di Napoli e moderato dalla giornalista di Forbes Italia Carola Desimio, ha offerto un confronto sullo stato dell’ecosistema imprenditoriale locale, in cui turismo, industria, innovazione e servizi avanzati operano in modo sempre più integrato. Un contesto che cresce non solo nei volumi turistici – oltre 14 milioni di presenze annue e un impatto economico superiore a 1,4 miliardi di euro – ma anche nella struttura e nella competitività delle imprese.

Investire e costruire futuro

Ad aprire i lavori è stato Nicola Formichella, ceo di Forbes Italia, che ha sottolineato come Napoli rappresenti oggi uno dei casi più interessanti di trasformazione urbana ed economica del Paese: “Non è più una città solo da visitare, ma un luogo in cui si viene per produrre, investire e costruire futuro”.

A delineare il quadro dell’economia napoletana è stato Antonio Amato, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Napoli, che ha evidenziato come il vero punto di svolta sia rappresentato dal capitale umano. “Oggi vediamo sempre più giovani scegliere di restare o tornare, investendo sul territorio. Le imprese napoletane puntano su innovazione, internazionalizzazione e crescita strutturata”, ha spiegato, ribadendo il ruolo strategico del Mezzogiorno come ponte naturale verso nuovi mercati.

Il primo panel: cultura, turismo e valore economico

Il primo panel ha approfondito il legame tra cultura, turismo e sviluppo economico, mostrando come l’identità del territorio possa trasformarsi in un asset competitivo.

Dal punto di vista del turismo di fascia alta, Giada Filippetti Della Rocca, ceo di Elite Villas, ha raccontato l’evoluzione di Napoli da città di passaggio a destinazione finale: “Negli ultimi anni Napoli non è più solo il punto di arrivo per poi andare altrove. C’è una crescente domanda di turismo esperienziale, culturale, autentico. Qui oggi si può costruire un’impresa con costi sostenibili e con un potenziale enorme”.

Sul fronte dei grandi eventi, Patrizia Diacci, partner di Andersen, ha evidenziato il valore strategico dell’America’s Cup: “Non è un evento episodico, ma un’occasione unica per lasciare una legacy strutturale. L’America’s Cup può generare investimenti, infrastrutture e reputazione internazionale, a patto che venga progettata con una visione di lungo periodo”.

Centrale anche il tema della valorizzazione del patrimonio culturale. Giuseppe Ariano, responsabile marketing e comunicazione di Scabec, ha sottolineato come cultura e sviluppo siano inscindibili: “La nostra storia e la nostra identità sono il punto di partenza per cambiare il racconto di chi siamo. Valorizzare il patrimonio significa creare occupazione, turismo diffuso e nuove opportunità per i territori meno conosciuti”.

A chiudere il panel, il contributo sull’ospitalità di lusso di Emanuela Augelli, sales manager di Acqua Chiara Collection, che ha ribadito il ruolo dell’esperienza: “Il vero lusso oggi è il ricordo. Non vendiamo solo ville o yacht, ma esperienze sensoriali legate al territorio, capaci di lasciare un segno indelebile negli ospiti”.

Il secondo panel: impresa, innovazione e servizi

Il secondo panel ha spostato l’attenzione su impresa e innovazione, mettendo in evidenza il ruolo delle infrastrutture, dei servizi e delle competenze.

Sul fronte delle telecomunicazioni, Alessandro Ibba, key account manager di Vianova, ha chiarito come la connettività sia un fattore abilitante: “Un’impresa senza una rete stabile è un’impresa scollegata. Il cloud funziona solo se supportato da infrastrutture sicure, affidabili e presenti sul territorio”.

A parlare di servizi professionali è stato Nino Carmine Cafasso, presidente AIS e giuslavorista, che ha posto l’accento sul welfare aziendale: “Se vogliamo sostenere davvero le imprese e i lavoratori, il welfare è oggi l’unico strumento efficace per creare valore senza appesantire il costo del lavoro”.

Dal punto di vista dell’imprenditoria digitale, Francesco Zacariello, presidente e ceo di Atida eFarma, ha raccontato le difficoltà e le opportunità di fare impresa nel Mezzogiorno: “Il vero limite non sono le competenze, ma i capitali. Napoli ha talenti straordinari, ma serve un ecosistema capace di investire nelle startup e accompagnarle nella crescita”.

A chiudere il panel, lo sguardo sull’industria avanzata con Giovanni Abete, ceo di Abete, che ha sottolineato la forza dell’ecosistema campano: “Università, distretti tecnologici e infrastrutture stanno creando una vera Aerospace Valley. Oggi da Napoli competiamo sui mercati globali con prodotti ad altissimo contenuto tecnologico”.

Le startup protagoniste a Napoli

A chiudere l’evento, una selezione di startup che rappresentano la nuova imprenditorialità innovativa del territorio, tra tecnologia, spazio, intelligenza artificiale e fintech.
La sezione dedicata alle startup e all’innovazione è stata moderata e condotta da Enzo Argante, giornalista di Forbes Italia.

  • Campania New Steel – Massimo Varrone, direttore
    Incubatore accademico promosso e partecipato dall’Università di Napoli Federico II e da Fondazione IDIS – Città della Scienza, punto di riferimento per la creazione e lo sviluppo di startup innovative nel Mezzogiorno.

  • Megaride – Flavio Farroni, ceo, ed Edoardo Giaquinto, marketing manager
    Nata come spin-off dell’Università di Napoli Federico II, è oggi un player internazionale nel settore della simulazione della dinamica del veicolo e degli pneumatici, con applicazioni che spaziano dal motorsport all’automotive.

  • Cleverad – Luca Lo Bascio, ceo e co-founder
    Opera nel digital advertising e nel performance marketing, sviluppando modelli avanzati di analisi dei dati e soluzioni di monetizzazione personalizzate per ottimizzare le performance delle campagne e massimizzare il ritorno sull’investimento.

  • Space Frontier – Tommaso De Angelis, ceo
    Sviluppa sistemi di propulsione ibrida per lo spazio basati su combustibili bioplastici proprietari realizzati tramite stampa 3D.

  • Decripto – Giorgio Scura, co-founder
    Specializzata in software e database anti-truffa e antiriciclaggio, opera tra il settore bancario tradizionale e l’ecosistema crypto.

  • Techvisory – Raimondo Zizza, ceo
    Sviluppa e commercializza strumenti digitali che integrano soluzioni di intelligenza artificiale e manutenzione predittiva attraverso servizi SaaS e API.

  • Fabbrica Italiana dell’Innovazione – Fabrizio Monticelli, presidente
    Promuove lo sviluppo di una nuova generazione di imprese tecnologiche, con l’obiettivo di contribuire al rilancio del brand Napoli.


Le foto della serata:


Le interviste ai protagonisti:

Nicola Formichella, amministratore delegato Forbes Italia


Tonio Sgueglia – Castello di Rocca Cilento


Piera Sgueglia – Castello di Limatola


Patrizia Diacci – Partner Andersen


Nino Carmine Cafasso – Giuslavorista e Consulente del Lavoro


Giuseppe Ariano, Responsabile Marketing e Comunicazione di Scabec


Giovanni Bruno, Direttore della struttura MH SUITES


Emanuela Augelli – Sales Manager di Acqua Chiara Collection


Andrea Notaro, CEO del gruppo Tre Pizzi Somma Vesuviana


LEGGI ANCHE: Un anno di Small Giants: le 10 più belle storie di pmi del 2025

Questo articolo è stato notarizzato in blockchain da Notarify.

QR Code certificazione Notarify

CERTIFIED BY NOTARIFY