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16 febbraio 2026
Tra gli investitori Techstars, Cdp Venture Capital (con il programma Argo), Venisia e Zest, oltre ad altri club deal e business angel
Intuos, startup italiana dell’aviazione non commerciale, ha raccolto 720mila euro in un round di finanziamento. Tra gli investitori ci sono l’acceleratore statunitense Techstars, Cdp Venture Capital (con il programma Argo, in collaborazione con il ministero del Turismo), Venisia e Zest, oltre ad altri club deal e business angel.
Che cos’è Intuos
Intuos ha sviluppato una piattaforma che unisce software e dispositivi internet of things (IoT) brevettati con analisi basate sul machine learning, pensata per aiutare gli operatori di flotte aeronautiche a crescere migliorando l’efficienza, la sicurezza e la conformità.
In particolare, la piattaforma si basa su due componenti. Una, The Manager, digitalizza le operazioni aeronautiche, dalla pianificazione dei voli alla manutenzione della flotta, centralizzando i processi per aeroclub, scuole di volo e operatori commerciali. L’altra, InFlight Data Monitoring, unisce dispositivi IoT proprietari brevettati con telemetria e performance del motore in tempo reale, fornendo monitoraggio live, analisi delle prestazioni del pilota e rilevamento immediato di anomalie.
Intuos, fondata a Roma, ha sede operativa a L’Aquila, all’interno dell’Aeroporto dei Parchi. I fondatori sono l’amministratrice delegata, Carolina Gianardi, che ha più di 30 anni di esperienza nel business management in aziende come Ge Capital e American Express, e il chief technology officer, Vito Tedeschi, che per oltre 40 anni si è occupato di sviluppo software e database management e ha lavorato a progetti per Autostrade per l’Italia, Crédit Agricole, Telecom Italia, Banca d’Italia e Inps. Impiega altre dieci persone, tutte under 35: otto nel team tecnologico e due commerciali.
Il round
“L’aviazione non commerciale sta attraversando la sua trasformazione più grande”, dicono Gianardi e Tedeschi. “La complessità operativa sta crescendo più velocemente di quanto i software aeronautici tradizionali possano gestire. Ciò che manca è un controllo strutturato su addestramento, operazioni e gestione flotte”.
Il capitale raccolto, fanno sapere i fondatori, servirà a completare “gli sviluppi tecnologici della piattaforma” e portare “la nostra innovazione sul mercato americano, forte dell’esperienza maturata in Europa e dell’accordo già siglato in Sudafrica”.