
Paola Pirotta
Innovazione tecnologica, sostenibilità e accesso equo alle cure sono oggi tra le principali sfide che stanno ridisegnando il futuro della sanità, in Italia e a livello globale. In questo scenario, il contributo delle grandi aziende del settore diventa sempre più centrale, non solo nello sviluppo di soluzioni avanzate, ma anche nella costruzione di modelli capaci di migliorare l’efficienza dei sistemi sanitari e la qualità della vita dei pazienti.
Tra queste, Medtronic rappresenta uno dei principali attori a livello internazionale, con una lunga tradizione nell’innovazione in ambito healthcare e una missione orientata a generare un impatto concreto e misurabile sulla salute delle persone. Di come questa visione si traduca oggi in scelte strategiche e operative, tra tecnologia, finanza e collaborazione istituzionale, parliamo con Paola Pirotta, amministratrice delegata e cfo Italia, nonché senior finance director per Iberia e Francia.
Come si traduce oggi in Italia la missione di Medtronic in scelte concrete?
Medtronic si contraddistingue da sempre per la sua forte missione: alleviare il dolore, ridare la salute e allungare la vita. Dal 1960, con il suo fondatore Earl Bakken, ad oggi quella missione è il motore che spinge le nostre persone a migliorare la vita di oltre 79 milioni di pazienti in tutto il mondo, circa due ogni secondo, e si traduce in scelte concrete che mettono l’innovazione al servizio dei pazienti. Lo dimostrano i nostri continui investimenti in ricerca e sviluppo che ammontano a 2,7 miliardi di dollari annui, portando sul mercato oltre 100 nuove tecnologie: innovazioni che integrano tecnologie digitali, monitoraggio da remoto e intelligenza artificiale per rendere le cure più sicure, personalizzate e accessibili, affrontando oltre 70 patologie complesse. Questa visione guida anche il nostro modo di innovare: tecnologia che cambia la vita, collaborazione aperta e accesso equo alle cure. La nostra mission si traduce quindi in un impegno costante, volto a condividere competenze e soluzioni in momenti cruciali, come durante la pandemia in cui abbiamo avviato la nostra produzione 24/7 per fornire i nostri filtri e circuiti per la respirazione agli ospedali di tutto il mondo. Per noi innovazione significa creare valore reale e misurabile per i pazienti e per il sistema salute ogni giorno.
Innovazione e sostenibilità: dove si gioca il vero equilibrio nella sanità?
Il vero equilibrio sta in questo cambio di paradigma: non percepire più l’innovazione come un costo aggiuntivo ma considerarla un fattore che migliora gli esiti, rende più efficienti i percorsi e aiuta la sostenibilità complessiva del sistema. Oggi non possiamo più ragionare in termini di tagli lineari: dobbiamo valutare le tecnologie per il valore che generano. Questo vuol dire puntare su una governance che favorisca l’adozione dell’innovazione, su modelli di programmazione per patologia, su valutazioni Hta più rapide e orientate al valore e su regole capaci di accompagnare il cambiamento invece di rallentarlo. Tecnologie come AI, robotica, telemedicina e digitalizzazione permettono di migliorare gli esiti, efficientare i percorsi di cura, favorire la medicina personalizzata e garantire trattamenti più appropriati in setting diversi. Medtronic si impegna, inoltre, in prima linea, a fornire servizi e soluzioni che, oltre ai dispositivi, sono oggi un fattore determinante nella prospettiva di recupero di efficienze dei sistemi sanitari, e quindi di sostenibilità, e che sono in grado di integrare esperienze e valore, per servire più persone in modi nuovi. Penso ad esempio all’ottimizzazione dei percorsi di cura e ai programmi di miglioramento dei percorsi pazienti che contribuiscono a migliorare la qualità delle cure, garantendo, allo stesso tempo, efficienza e sostenibilità.
In che modo il suo background finanziario supporta concretamente l’innovazione?
Il mio background finanziario mi consente di leggere e valorizzare la ricerca tecnologica non solo come investimento economico, ma come leva strategica per generare impatto positivo e sostenibile. In questo contesto, le competenze finanziarie diventano uno strumento abilitante dell’innovazione, perché aiutano a orientare risorse e scelte verso soluzioni che migliorano concretamente la qualità della salute e della vita delle persone, rafforzando al tempo stesso il senso di responsabilità e il valore generato nel lungo periodo. La finanza, quando è interpretata in modo strategico, serve a trasformare la visione in scelte concrete. Il mio percorso mi ha insegnato a leggere i dati, allocare in modo efficace le risorse, valutare l’impatto degli investimenti e accompagnare trasformazioni complesse nel tempo. In settori come il nostro questo significa aiutare l’innovazione a diventare un modello operativo capace di produrre benefici duraturi. L’esperienza maturata in contesti multinazionali, nelle integrazioni post-acquisizione e nell’ottimizzazione dei processi mi ha rafforzato nella convinzione che i risultati arrivano quando si uniscono rigore, visione di lungo periodo e capacità di esecuzione. Tutto questo è determinante in un’azienda come Medtronic.
Quanto conta oggi la collaborazione tra industria e istituzioni per innovare la sanità?
È determinante. Oggi è un fattore imprescindibile per innovare la sanità in modo efficace e sostenibile. Il futuro dell’healthcare sarà sempre più guidato dall’integrazione tra tecnologia, sostenibilità e nuovi modelli di interazione tra sistemi sanitari, imprese e pazienti, con l’obiettivo di rispondere in modo agile e proattivo alle sfide globali, mantenendo al centro innovazione ed equità nell’accesso alle cure. In questo scenario, il dialogo strutturato e continuo tra medici, industria, istituzioni, università, centri di ricerca e di trasferimento tecnologico diventa essenziale per valorizzare le eccellenze dei territori e favorire la creazione di network capaci di attrarre investimenti e competenze nei distretti del Paese. Il Pnrr ha avuto un ruolo chiave nel promuovere questo approccio, fungendo da forte stimolo al partenariato pubblico-privato. Le istituzioni hanno un ruolo fondamentale nel creare le condizioni abilitanti affinché queste collaborazioni possano generare innovazione concreta e impatto positivo sull’intero sistema sanitario. Nessun attore da solo può guidare la trasformazione della sanità. Industria e istituzioni devono fare squadra condividendo obiettivi, responsabilità e una visione di lungo periodo. L’industria biomedicale può portare non solo tecnologie avanzate ma anche servizi, formazione, soluzioni digitali e modelli organizzativi capaci di generare efficienza, qualità e sostenibilità.
Qual è stata la sfida più complessa nel guidare team internazionali?
Direi quella di tenere insieme realtà molto diverse per cultura, maturità organizzativa, priorità, velocità decisionali, senza perdere coesione e direzione comune. Quando si guidano team distribuiti su più Paesi o si affrontano fasi di trasformazione e integrazione complesse il punto non è uniformare tutto, ma costruire un obiettivo condiviso valorizzando le differenze, facendo leva sul valore aggiunto del singolo e mantenendo chiarezza sulle priorità. È in questi momenti che diventano decisive la capacità di ascolto, il pragmatismo e il senso di responsabilità diffuso.
Cosa significa, per lei, leadership inclusiva?
Creare contesti in cui le persone possano dare il meglio di sé, portare davvero il proprio contributo, sentirsi ascoltate e assumersi responsabilità. Vuol dire valorizzare talenti e prospettive diverse, promuovere gruppi coesi anche in contesti internazionali e costruire una cultura in cui merito, ascolto, empatia e sviluppo delle competenze camminino insieme. In un settore come la sanità, dove tecnologia e cura sono profondamente intrecciate, credo che una leadership inclusiva sia anche quella capace di generare più innovazione e risultati. In sostanza, leadership inclusiva è creare contesti in cui la diversità diventa un acceleratore di valore, l’unicità del singolo una risorsa concreta e le decisioni sono migliori perché nessuna voce rilevante resta fuori. È questo il tipo di leadership che ci permette di innovare responsabilmente e continuare a migliorare la vita dei pazienti.
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