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15 aprile 2026

Intelligenza artificiale in sanità: 78% delle aziende la usa ma impatto limitato

Lo studio realizzato dall’Osservatorio Tech4GlobalHealth con Intesa Sanpaolo, fotografa l’adozione dell’AI nella sanità italiana
Intelligenza artificiale in sanità: 78% delle aziende la usa ma impatto limitato

Human Hand Holding Artificial Intelligence Sphere in Digital Space Futuristic AI Concept with Glowing Network Sphere in Hand. Technology Innovation and Human Control of Artificial Intelligence AI Power in Human Hands Digital Transformation Concept. Artificial Intelligence Sphere Surrounded by Network Lines and Human Touch

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L’intelligenza artificiale è ormai una realtà consolidata nel settore MedTech italiano, tra i più dinamici in Europa. Il 78% delle aziende dichiara di averla già integrata in prodotti o servizi, mentre il 61% si trova in fasi avanzate di sviluppo e validazione. Eppure, nonostante la maturità tecnologica, l’adozione su larga scala fatica ancora a tradursi in impatto clinico. Le soluzioni basate su AI stentano a entrare in modo sistemico nei reparti e a trasformare i modelli di cura.

È quanto emerge da AI Adoption Gap in Healthcare, primo studio nazionale sul tema, condotto su circa 300 imprese tra Pmi e startup e pubblicato dall’Osservatorio Tech4GlobalHealth dell’Università Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

La ricerca

Secondo la ricerca, le principali barriere non sono tecnologiche ma strutturali. In cima alla lista figurano la complessità regolatoria (69,6%), la carenza di competenze per certificazioni e validazioni (58,6%) e le difficoltà di accesso ai finanziamenti (57,5%).

Il report individua inoltre alcune priorità d’intervento per accelerare la diffusione delle tecnologie: maggiore prevedibilità nei percorsi regolatori, investimenti in infrastrutture dati e interoperabilità, modelli di procurement pubblico più compatibili con l’innovazione e un rafforzamento delle competenze lungo tutta la filiera sanitaria, dal management ai clinici.

La trasformazione, sottolinea lo studio, richiede un approccio coordinato tra regolatori, industria e sistema sanitario nazionale, con particolare attenzione alla scalabilità delle soluzioni sviluppate da Pmi e startup.

Le analisi dell’Osservatorio Tech4GlobalHealth si integrano con il Research Department di Intesa Sanpaolo e saranno ulteriormente approfondite attraverso la partnership con il Lift Lab della Sda Bocconi, con l’obiettivo di valutare impatti economici, organizzativi e di crescita delle innovazioni nelle scienze della vita.

Le sfide sulle salute

Leandro Pecchia, direttore di Tech4GlobalHealth e professore di Ingegneria Biomedica, Università Campus BioMedico di Roma: “Le sfide sulla salute sono sui territori, ma l’innovazione è ancora centrata sui grandi ospedali. L’Ia è una sfida di sistema, ma molta formazione e progettualità si concentra ancora sui singoli attori. Le complessità
normative richiedono sinergie, ma molti percepiscono ancora una contrapposizione da superare. Il report evidenzia
molte di queste dicotomie e indica una strada per superarne alcune. L’intelligenza artificiale è una leva critica per
garantire sostenibilità, equità e competitività del sistema sanitario e delle aziende italiane”.

Elisa Zambito Marsala, responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs Intesa Sanpaolo: ha
commentato: “Le life science hanno un ruolo sempre più strategico per un Paese chiamato ad affrontare sfide
demografiche crescenti. Con l’Università Campus Bio-Medico abbiamo promosso un Osservatorio sulla salute globale
Tech4GlobalHealth, che coinvolge ricercatori da tutto il mondo. Intesa Sanpaolo sostiene la ricerca applicata, il talento, iniziative a contrasto della fuga dei cervelli, l’internazionalizzazione e l’integrazione del mondo accademico con il tessuto industriale, a supporto della crescita del Paese”.

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