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29 aprile 2026

I cfo credono nell’AI: investimenti in forte crescita, atteso un boom nei prossimi anni

Per una ricerca Bain, oltre l’80% dei cfo prevede un aumento degli investimenti in AI superiore al 15%, ma solo una minoranza è soddisfatta
I cfo credono nell’AI: investimenti in forte crescita, atteso un boom nei prossimi anni

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Forbes.it
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I dipartimenti finanziari delle aziende continuano a fare affidamento su strumenti tradizionali come i fogli di calcolo. Nonostante l’aumento degli investimenti tecnologici degli ultimi anni, l’adozione di nuove soluzioni digitali nella funzione Finance procede spesso più lentamente delle aspettative. Un cambio di fase, però, sta emergendo con sempre maggiore chiarezza: l’intelligenza artificiale è entrata stabilmente nell’agenda dei cfo e sta diventando una leva centrale di trasformazione operativa.

La ricerca

Nei prossimi due anni, l’83% dei direttori finanziari prevede un ulteriore aumento degli investimenti in AI superiore al 15%, mentre il 42% si aspetta una crescita oltre il 30%. È quanto emerge da un sondaggio Bain & Company condotto su oltre 100 cfo, metà dei quali appartenenti a grandi aziende con ricavi pari o superiori a 5 miliardi di dollari. Già oggi, più della metà del campione sta incrementando la spesa in AI di oltre il 15%, con una quota rilevante destinata ad attività come pianificazione finanziaria, analisi e reporting.

“I cfo stanno intensificando gli investimenti perché il divario tra chi ha scalato l’AI e chi è rimasto indietro sta diventando troppo ampio per essere ignorato”, spiega Emanuele Veratti, senior partner e digital practice leader Italia di Bain & Company. “I benefici principali oggi non sono tanto nella riduzione dei costi o del personale, quanto nella velocità e nell’efficienza dei processi”.

Il report evidenzia una correlazione diretta tra livello di adozione dell’AI e ritorno percepito sugli investimenti. Tra i cfo che hanno già scalato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale — dal machine learning alla GenAI fino alle soluzioni agentiche — oltre il 40% si dichiara molto soddisfatto dei risultati. La percentuale scende al 25% tra le aziende ancora ferme alla fase pilota. Nel complesso, però, solo il 31% del campione afferma di essere soddisfatto dell’impatto ottenuto.

La fase di sperimentazione

“La maggior parte delle organizzazioni è ancora in una fase di sperimentazione,” osserva Vittorio Bonori, senior expert partner di Bain & Company. “Solo una quota tra il 15% e il 25% dei cfo è riuscita a estendere l’uso dell’AI in modo sistematico su più funzioni finance. Il limite principale non è tecnologico, ma organizzativo”.

Secondo Bonori, il problema ricorrente è che l’AI viene aggiunta ai processi esistenti senza una revisione strutturale del modello operativo. “Gli strumenti vengono affiancati ai processi tradizionali, generando duplicazioni e riducendo i benefici. Per ottenere valore reale è necessario ripensare l’intero modello end-to-end e integrarlo nel modo in cui la funzione opera”.

Per trasformare l’investimento AI in un vantaggio competitivo stabile, secondo Bain i cfo dovranno agire su più livelli: considerare la velocità come una metrica di performance, costruire capacità di scalabilità oltre la fase pilota, semplificare processi e strutture decisionali prima dell’automazione e alzare il livello di ambizione rispetto ai modelli tradizionali.

“Il divario competitivo si sta già definendo” concludono gli esperti. “La differenza non sarà tra chi usa l’AI e chi non la usa, ma tra chi riesce a scalarla e chi resta fermo alla sperimentazione”.

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