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21 maggio 2026

Jamie Dimon mette in guardia i mercati: la tempesta sui bond potrebbe essere solo all’inizio

Il ceo di JP Morgan avverte: i rendimenti obbligazionari possono salire ancora, con effetti su credito, investimenti e crescita
Jamie Dimon mette in guardia i mercati: la tempesta sui bond potrebbe essere solo all’inizio

Jamie Dimon, amministratore delegato di JpMorgan (foto Kevin Dietsch/Getty Images)

Eleonora Fraschini
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Eleonora Fraschini

Jamie Dimon lancia un segnale d’allarme ai mercati finanziari. Secondo il ceo di JP Morgan, che secondo Forbes ha un patrimonio netto di 2,9 miliardi di dollari, l’attuale fase di tensione sui titoli obbligazionari potrebbe essere soltanto all’inizio di un movimento molto più ampio.

Il rendimento del Treasury americano a 30 anni ha recentemente superato il 5,18%, raggiungendo i livelli più alti degli ultimi 19 anni e innescando un selloff massiccio sui bond globali. Alla base della pressione ci sono diversi fattori: l’aumento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, il ritorno delle paure inflazionistiche e l’esplosione del debito pubblico negli Stati Uniti.

Il ritorno della paura sui tassi

Durante un’intervista a Bloomberg Television, Dimon ha spiegato che il mercato sta sottovalutando il rischio di nuovi rialzi dei rendimenti. Secondo il manager, il mondo potrebbe essere entrato in una fase caratterizzata non più da eccesso di liquidità globale, ma da scarsità di risparmio disponibile. Un cambio di paradigma che obbligherebbe gli investitori a pretendere rendimenti più elevati per detenere titoli di Stato a lunga scadenza.

A pesare sono soprattutto le aspettative di inflazione legate alla guerra con l’Iran e alla possibile risalita dei prezzi energetici, elementi che potrebbero spingere la Federal Reserve a mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo del previsto. Non a caso, i mercati stanno rapidamente rivedendo le attese sui tassi: se fino a poche settimane fa si scommetteva su diversi tagli entro fine anno, oggi cresce la probabilità di nuovi rialzi da parte della Fed.

Debito Usa e credito sotto pressione

Un altro elemento di preoccupazione riguarda la sostenibilità del debito americano. Dimon ha ricordato che gli Stati Uniti devono affrontare un’enorme mole di rifinanziamenti nei prossimi mesi, in un contesto in cui il costo del denaro è molto più elevato rispetto agli anni passati. Il debito pubblico Usa, oggi vicino ai 30mila miliardi di dollari, continua infatti ad aumentare mentre i rendimenti richiesti dagli investitori salgono rapidamente.

Secondo il numero uno di JP Morgan, le conseguenze potrebbero estendersi ben oltre il mercato obbligazionario. Il rischio è che anche il credito corporate diventi più costoso, con spread in ulteriore allargamento e aziende costrette a rifinanziarsi a condizioni molto più onerose. Una dinamica che potrebbe mettere sotto pressione imprese, consumi e crescita economica globale, aumentando la volatilità dei mercati finanziari nei prossimi trimestri.