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22 maggio 2026

Così Incyte evolve nel biotech con un modello fondato su alleanze e fiducia

L'azienda ha trasformato ricerca e intuizioni in soluzioni terapeutiche e ha ampliato ambiti clinici e capacità organizzative
Così Incyte evolve nel biotech con un modello fondato su alleanze e fiducia

Forbes.it
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Contenuto tratto dal numero di maggio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

“Diventa essenziale, in un comparto come il biotech, interpretare e intercettare il cambiamento sempre più accelerato impresso da scienza e progresso, con la propensione a giocare d’anticipo, nella consapevolezza che la gestione del business sarà sempre più legata alla capacità di rispondere reattivamente alle sollecitazioni del sistema”. Secondo il general manager di Incyte, Nicola Bencini, arrivato in Italia da Menarini Stemline lo scorso anno dopo una lunga carriera in Novartis è dunque necessario parlare di sviluppo consapevole più che di crescita.

Un ecosistema in evoluzione

“L’azienda fa parte di un ecosistema in rapida evoluzione, oggi più che mai. Innovazione accelerata, instabilità geopolitica, pressione sui costi. Per navigare questa complessità e continuare a crescere è fondamentale un nuovo modello di leadership, che definirei di bridging. Il leader che costruisce ponti promuove il dialogo con tutti gli attori dell’ecosistema, genera fiducia e ispira alleanze essenziali per portare avanti l’innovazione”.

Proprio la fiducia, secondo Bencini, sarà fondamentale per continuare a crescere e gestire la sfida della sostenibilità. “L’innovazione scientifica è il principale motore del settore, ma non basta. Lo ripetiamo sempre: una sfida altrettanto importante è far sì che il sistema e i cittadini possano beneficiare dell’innovazione. Per fare questo servono ponti ben saldi”.

La crescita

Un approccio che ha portato Incyte a una crescita elevata. “Dal 2016 siamo passati da un portfolio da un solo prodotto, con un’indicazione, a uno da cinque, con otto indicazioni. Quasi un’innovazione all’anno: un ritmo sorprendente considerando i tempi della ricerca. Non solo: siamo passati da essere un’azienda mono-franchise ad avere due solidi franchise. Il prima storico, in onco-ematologia, e il secondo, inaugurato nel 2024, nell’ambito delle patologie infiammatorie e auto immuni. E la crescita si rispecchia nell’organizzazione, che è quasi quadruplicata”.

Uno sviluppo che significa capacità di guardare oltre. “È inevitabile per una mid-size biotech come la nostra, orientata a identificare le idee da trasformare in soluzioni terapeutiche, massimizzando anche il potenziale di innovazioni esistenti in altri ambiti, come è accaduto con uno dei nostri prodotti di punta, una molecola già in uso in oncologia, che i nostri scienziati hanno trasformato in crema e applicato al trattamento di alcune importanti malattie dermatologiche, tra cui la vitiligine, patologia orfana fino all’arrivo di questa soluzione”.

Le persone

In un contesto di forte cambiamento, Bencini rilancia il concetto di “pagina bianca”, che si traduce nella “capacità di reagire al cambiamento e alle sfide di sistema attraverso una mentalità aperta, che genera soluzioni sempre nuove”.
Il principio ‘Solve on’, cui si ispira Incyte, racconta anche questo, da qui il forte investimento sui giovani.

“L’esperienza è importante, ma in un contesto come quello attuale conta ancor più il talento. In Incyte possiamo dire di essere stati lungimiranti e avere coltivato entrambi gli aspetti. Oggi investiamo molto nello sviluppo delle persone. Due anni fa abbiamo lanciato il progetto IAI Academy, un innovativo programma di acquisizione talenti con cui abbiamo inserito in azienda giovani che avevano appena completato il percorso accademico e che hanno integrato la business unit dedicata alle patologie infiammatorie e autoimmuni”.

Incyte vuole comprendere e trarre valore da queste dinamiche e accelerare sull’IAI Academy. I giovani del team potranno dedicare una percentuale del tempo a un progetto legato a un diverso ramo dell’azienda (medica, accesso, risorse umane, comunicazione). “È un modo per consentire al talento di esprimersi anche in nuove direzioni. Diamo l’opportunità di costruire percorsi di crescita all’interno dell’azienda, trattenendo i talenti con leve di significato e valore che affiancano quelle tradizionali (crescita verticale ed economica), nelle quali i giovani oggi sembrano rispecchiarsi meno”.

Capacità di costruire alleanze, mentalità ‘can do’ e valorizzazione del talento sono tre principi che guidano Incyte Italia. Da ultimo, secondo Bencini, occorre la disciplina. “Una buona execution è un’arte. Per trasformare un’idea in un piano e il piano in un risultato servono focus, controllo e decisioni basate sui dati”.