
Contenuto tratto dal numero di maggio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Esiste un tipo particolare di azienda che ridefinisce la categoria all’interno della quale compete. Kiwi Vapor, società attiva nel settore delle sigarette elettroniche e del Vaping, sta costruendo una posizione credibile in questa direzione. In un mercato a lungo dominato da incumbent del tabacco e da un’ondata di dispositivi monouso a basso costo, Kiwi Vapor ha sviluppato un modello integrato che connette ingegneria di prodotto, intelligenza dei dati, sostenibilità e sviluppo del brand in un’unica strategia di crescita coerente.
Con il progressivo inasprimento dei quadri regolatori in Europa e l’evoluzione delle priorità di salute pubblica, il mercato delle alternative alla sigaretta tradizionale sta attraversando un cambiamento strutturale. Non basta più offrire un dispositivo che funziona. Gli operatori che definiranno la fase successiva sono quelli in grado di dimostrare responsabilità sull’intero ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione e produzione fino allo smaltimento. È proprio su questo terreno che Kiwi Vapor ha scelto di competere.
Al centro della filosofia di prodotto c’è il principio secondo cui la semplificazione viene prima della moltiplicazione delle funzionalità. Invece di inseguire nuove Feature, l’azienda investe nel perfezionare ciò che già esiste, rendendo i dispositivi più intuitivi, più affidabili e più coerenti con le aspettative dei fumatori adulti in transizione.
A supportare questo approccio c’è un impegno serio nei confronti dei dati. Comportamenti d’uso, dinamiche d’acquisto e performance di prodotto vengono sistematicamente integrati nelle decisioni di sviluppo e commerciali, permettendo all’azienda di anticipare la domanda.
Mattia Sparacino ha fondato Kiwi Vapor partendo da una posizione apparentemente svantaggiosa. Come ceo under 30 in un’industria con decenni di gerarchia consolidata, ha dovuto conquistare la credibilità attraverso preparazione e precisione, non attraverso l’anzianità. “Il vantaggio vero dell’essere giovane non è l’energia, ma poter guardare il settore senza i condizionamenti di chi lo ha sempre vissuto in un certo modo”, afferma Sparacino. “Non è ignoranza delle regole, è libertà di immaginare come potrebbero funzionare meglio. Ed è quello che ci ha permesso di distinguerci”.
Una cultura aziendale costruita sulla velocità di esecuzione e sulla chiarezza strategica ha permesso a Kiwi Vapor di muoversi con agilità anche in contesti complessi. “Costruire credibilità in questo settore significa essere più preparati, più precisi, più determinati”, aggiunge Sparacino. “Abbiamo costruito un’organizzazione capace di combinare la velocità tipica di una startup con la solidità di un modello industriale strutturato. È questa combinazione che oggi fa la differenza”.
Kiwi Vapor tratta la responsabilità ambientale come una scelta ingegneristica, affrontandola su due livelli: interventi a monte sulla progettazione del prodotto e sulla filiera, uniti a iniziative a valle che coinvolgono i consumatori nelle pratiche corrette di fine vita. Sul fronte della sensibilizzazione diretta, Kiwi Vapor ha lanciato Green Like a Kiwi, una serie di attività di clean-up itineranti in Italia, Francia e Germania pensate per coinvolgere attivamente i consumatori sul tema della raccolta differenziata e del corretto smaltimento dei dispositivi elettronici.
In Italia, le prime tappe hanno toccato Pavia, Catania e Milano, con prossimi appuntamenti in Toscana. Gli eventi vengono realizzati in collaborazione con Piantando, B corp italiana, e coinvolgono fan del brand, influencer e membri dello staff Kiwi in attività concrete sul territorio. All’estero, la stessa formula viene replicata in partnership con associazioni locali. È un’iniziativa che porta la responsabilità ambientale e la sensibilizzazione fuori dagli uffici e dentro le comunità in cui l’azienda opera.
L’azienda partecipa a Recycle-Cig, un programma di riciclo strutturato gestito in partnership con Logista e il Centro di Coordinamento Raee. Punti di raccolta presso i punti vendita consentono ai consumatori di restituire i dispositivi esausti, tracciati attraverso una filiera logistica progettata per recuperare i materiali elettronici di valore, risolvendo un problema che il settore ha per molto tempo trattato come un’esternalità. L’impegno più significativo, però, è di natura strutturale.
Kiwi Vapor ha definito una roadmap per portare l’intera gamma di prodotti a batteria estraibile e riciclabile entro il 2026. In un mercato ancora saturo di dispositivi sigillati e non riciclabili, si tratta di una scelta concreta e costosa. “La sostenibilità deve stare dentro al modo in cui progettiamo e facciamo crescere l’azienda”, dichiara Sparacino. “Significa fare prodotti migliori e più affidabili, e prendersi responsabilità anche dopo la vendita. In un’industria dove migliaia di player hanno inondato il mercato con batterie non removibili e non riciclabili, il nostro è un cambiamento radicale”.
L’espansione internazionale di Kiwi Vapor è strutturata, selettiva e progettata per durare. Già presente in numerosi mercati, l’azienda sta consolidando la propria presenza in territori europei strategici, Francia e Germania in particolare, continuando al contempo a espandersi con criterio altrove. “L’internazionalizzazione non è solo una questione di distribuzione”, sottolinea Sparacino. “Crediamo nella presenza diretta sui mercati, perché il contatto con il consumatore è fondamentale per costruire il brand e per raccogliere le informazioni che alimentano le nostre decisioni di prodotto e commerciali. È una crescita che vogliamo portare avanti in modo strutturato, non a ogni costo”.
Operare in un contesto globale volatile, segnato da disruption nelle catene di fornitura, pressioni sui costi e variabilità regolatoria, richiede di combinare disciplina e capacità di adattamento. Kiwi Vapor ha fatto di questa coesistenza una priorità gestionale. Ciò che distingue l’azienda non è una singola innovazione di prodotto, ma la coerenza tra le dimensioni su cui compete simultaneamente: qualità del prodotto, integrazione tecnologica, sostenibilità e brand. Con l’intensificarsi della pressione regolatoria e la maturazione delle aspettative dei consumatori, questo tipo di accountability integrata è destinato a diventare lo standard per gli operatori seri. La scommessa di Kiwi Vapor è che le aziende che costruiscono verso questo standard oggi saranno quelle a dettare le regole del gioco quando il mercato raggiungerà la piena maturità.



