Disaronno Group ha formalizzato l’acquisizione del 100% di Amaro Averna e Zedda Piras da Campari Group. L’operazione, dal valore di 100 milioni di euro, avviata lo scorso dicembre e conclusasi ufficialmente il 28 maggio, porta alla nascita della newco Meridia, con sede a Sassari, che assorbirà gli undici dipendenti dei due storici stabilimenti in Sicilia e Sardegna.
“Questa operazione”, dice Marco Ferrari, ceo di Disaronno Group, “rappresenta un passo fondamentale nel nostro piano di crescita e ci consente di arricchire strategicamente il nostro portfolio a livello internazionale rafforzando significativamente, grazie ad Amaro Averna, la nostra posizione in tre dei nostri mercati prioritari: Stati Uniti, Germania ed Italia. In questo contesto, per Zedda Piras l’obiettivo è il consolidamento della presenza sul mercato italiano”.
Per Campari, invece, la cessione rientra in una strategia di semplificazione del business e riduzione della leva finanziaria. “La cessione di Averna e Zedda Piras”, sottolinea Simon Hunt, chief executive officer di Campari Group, “segna un ulteriore passo fondamentale nella nostra strategia di razionalizzazione del portafoglio, con l’obiettivo di concentrarci su un minor numero di iniziative, ma di maggiore impatto strategico, mentre continuiamo a favorire la riduzione della leva finanziaria”.
I numeri di Disaronno
L’annuncio del closing arriva a pochi giorni da un’altra svolta per la multinazionale. L’evoluzione di Illva Saronno Holding, che ha ufficialmente cambiato nome in Disaronno Group. Il rebranding punta a rafforzare il posizionamento globale del gruppo e a rifletterne in modo più diretto l’identità.
Disaronno Group ha chiuso l’ultimo esercizio con ricavi consolidati pari a 370 milioni di euro (433 milioni di dollari). Ha registrato un incremento del +3% rispetto al 2024. A trainare il business è soprattutto la forte proiezione internazionale, che copre circa 160 Paesi e genera il 70% del fatturato totale fuori dai confini italiani. Per il 2026, l’azienda stima un’ulteriore accelerazione. “Nonostante il momento non sia dei più felici per l’andamento del settore prevediamo comunque un incremento del fatturato del 4,5% grazie a un’attenta strategia”, ha detto Ferrari al Corriere.
Il rebranding introduce una nuova architettura in cui il nome Disaronno Group – che richiama lo storico stemma della famiglia fondatrice Reina – fa da “marchio ombrello”. Questa struttura è stata studiata per coordinare in modo sinergico le tre divisioni strategiche della multinazionale (spirits, wines e ingredients), salvaguardando al contempo l’autonomia e l’identità competitiva di ogni singolo brand in portafoglio.
“Parliamo di un’evoluzione. Il consumo è diventato più virtuoso. Il gruppo sta guardando con interesse anche il trend dei prodotti low alcol. Vogliamo crescere anche nel comparto degli ingredienti per il gelato e la pasticceria”.