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22 giugno 2026

Cosa sappiamo della società segreta “Dialog” del miliardario Peter Thiel, compresi i suoi membri

Una fuga di dati rivela la rete privata fondata dal cofondatore di PayPal: tra i membri politici, manager, accademici e miliardari
Cosa sappiamo della società segreta “Dialog” del miliardario Peter Thiel, compresi i suoi membri

Peter Thiel, co-founder of PayPal, Palantir Technologies, and Founders Fund (Photo by Marco Bello/Getty Images)

Mary Whitfill Roeloffs
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Mary Whitfill Roeloffs

Una fuga di informazioni private presumibilmente legate a una società ultra-riservata chiamata “Dialog”, fondata dal miliardario di PayPal Peter Thiel, ha rivelato il funzionamento interno di un gruppo esclusivo di cui fanno parte centinaia di leader globali, dirigenti d’azienda e miliardari.

Fatti principali

  • I documenti, esaminati e pubblicati questa settimana da Wired, mostrano che Thiel e l’investitore Auren Hoffman hanno co-fondato Dialog nel 2006 come una rete privata, accessibile solo su invito e dichiaratamente “bipartisan”, composta da persone influenti nei settori della tecnologia, della politica, dell’accademia, della finanza, delle istituzioni pubbliche e non solo.
  • Dialog si descrive come uno spazio dedicato a relazioni riservate e informali tra leader provenienti da ambiti e orientamenti ideologici differenti. Il gruppo organizza almeno un ritiro annuale in presenza in località di lusso come il Ritz-Carlton Dove Mountain, il The Ritz-Carlton, Santa Barbara e il San Clemente Palace Kempinski Venice.
  • I ritiri comprendono sessioni moderate per i partecipanti, ai quali viene garantito che nulla di quanto detto uscirà dalla stanza. Tra i titoli degli incontri figurano temi come “I soldi comprano (davvero) la felicità?”, “Riportiamo in auge il nucleare”, “Come affrontare la Terza Guerra Mondiale” e “Com’è la tua vita sessuale?”.
  • La fuga di dati, resa pubblica per la prima volta dall’hacktivista svizzera maia arson crimew, ha rivelato che i registri di iscrizione erano nascosti all’interno del codice pubblicamente accessibile del sito poco protetto del gruppo, dialog.org. Per ogni persona, Dialog conserva informazioni come lo status di membro, i ritiri a cui ha partecipato, una biografia, l’affiliazione politica, la città di residenza e un token di accesso privato utilizzato come credenziale di login.
  • Dialog è stato descritto come un incrocio tra il Gruppo Bilderberg e un salotto della Silicon Valley.

Chi sono i membri della società segreta di Peter Thiel?

I registri sembrano includere sia membri attivi di Dialog sia persone che hanno partecipato ai ritiri, tenuto sessioni o programmato la loro prima partecipazione quest’anno. Secondo Wired, l’edizione 2026 dovrebbe svolgersi in Irlanda.

Tra i nomi emersi figurano funzionari dell’amministrazione Trump, due senatori statunitensi, sei membri della cosiddetta “PayPal Mafia” (fondatori ed ex dipendenti di PayPal tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila), ex responsabili dell’intelligence mediorientale, ambasciatori, miliardari del private equity, attori televisivi e autori bestseller.

Tra le persone citate:

  • Alexus Grynkewich, comandante supremo alleato della Nato in Europa;
  • Scott Bessent, segretario al Tesoro degli Stati Uniti;
  • Dan Driscoll, segretario dell’Esercito;
  • Hallie Hoffman, capo di gabinetto ad interim della Drug Enforcement Administration;
  • Ted Cruz, senatore repubblicano del Texas;
  • Cory Booker, senatore democratico del New Jersey;
  • Jim Himes, deputato democratico del Connecticut;
  • Wes Moore, governatore del Maryland;
  • Jared Polis, governatore del Colorado;
  • Tom Lue, general counsel e head of governance di Google DeepMind;
  • Randy Kroszner, ex governatore della Federal Reserve;
  • Jonathan Greenblatt, amministratore delegato dell’Anti-Defamation League;
  • Peter Goettler, presidente del Cato Institute;
  • Ryan Stowers, direttore esecutivo della Charles Koch Foundation;
  • Roger Myerson, economista premio Nobel;
  • Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump;
  • Neal Mohan, amministratore delegato di YouTube;
  • Scooter Braun, manager musicale;
  • Ezra Klein, commentatore politico;
  • Souad Mekhennet, giornalista del Washington Post;
  • Joseph Gordon-Levitt, attore;
  • Sophia Bush, attrice;
  • Rick Warren, pastore evangelico.

Quali miliardari compaiono nella fuga di dati?

Secondo i documenti trapelati, tra i miliardari associati a Dialog figurano:

  • Elon Musk (1.300 miliardi di dollari)
  • Eric Schmidt (40,1 miliardi)
  • Peter Thiel (27,8 miliardi)
  • Henry Kravis (12,2 miliardi)
  • Marcos Galperin (6,8 miliardi)
  • Mike Cannon-Brookes (7,7 miliardi)
  • Scott Cook (4,4 miliardi)
  • Barry Sternlicht (3,1 miliardi)
  • Nicolas Berggruen (2,9 miliardi)
  • John Arnold (2,8 miliardi)
  • Joe Lonsdale (2,8 miliardi)
  • Reid Hoffman (2,7 miliardi)

Dettaglio sorprendente

Un sito separato, dating.dialog.org, sembra essere stato creato per favorire incontri sentimentali tra i membri del gruppo. Il modulo di partecipazione chiede infatti agli iscritti se siano “alla ricerca dell’amore” e promette di creare “connessioni significative per persone eccezionali”.

Approfondimento

Dialog mantiene una presenza digitale quasi inesistente e i suoi membri ne parlano raramente in pubblico. Tuttavia, negli anni sono emersi alcuni dettagli.

Nel 2025 Axios ha riferito che i dirigenti del gruppo stavano valutando l’acquisto di un campus nei sobborghi di Washington D.C. Nel 2022 lo statistico Andrew Gelman pubblicò sul proprio blog un invito ricevuto da Dialog, accompagnandolo con commenti piuttosto ironici. Dagli screenshot emergeva una quota di partecipazione di 16.846 dollari per l’evento in California, ridotta del 70% grazie a un codice sconto incluso nell’invito.

Un invito al ritiro Dialog del 2014 presso il Sundance Mountain Resort nello Utah emerse successivamente nei cosiddetti file Epstein, dopo che la fisica di Harvard Lisa Randall lo aveva inoltrato a Jeffrey Epstein chiedendogli: “Vale la pena partecipare?”. Epstein rispose: “Sundance è bello. Vai”.

Anche il finanziere britannico Ian Osborne inoltrò a Epstein il proprio invito per l’edizione del 2014, accompagnandolo con una nota piuttosto sprezzante: “La solita storia. Peter non partecipa nemmeno. Gli dirò che dovrebbero smettere di usare il suo nome”.

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