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Investimenti 1 Ottobre, 2019 @ 1:40

Quanto costano gli immobili di pregio nel centro di Roma e di Milano

di Forbes.it

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Milano
Una via del centro a Milano

A Milano cresce l’investimento nel mattone di pregio in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina del 2026, mentre a Roma è in aumento la domanda per immobili medio-piccoli nel centro storico. È quanto emerge dal Market Report Milano/Roma H1 2019 realizzato da Engel & Völkers in collaborazione con Nomisma, secondo cui il mercato residenziale di pregio ha raggiunto quotazioni con punte di 18mila euro al mq a Milano in zona Quadrilatero e 12mila euro al mq a Roma in centro storico.

Con Milano Cortina 2026 è corsa agli immobili di pregio

L’assegnazione dei Giochi Olimpici invernali 2026 all’accoppiata Milano-Cortina ha conferito euforia agli investitori il cui target è rappresentato dalle zone che saranno collegate dalla nuova rete di trasporto. In particolare cresce l’interesse, oltre che per il centro storico, anche per gli immobili vicini ai poli universitari, ospedalieri e agli headquarters delle grandi aziende.

Il mercato milanese rimane fortemente liquido, spiega il report, con tempi medi di collocamento tra 1-2 mesi per gli immobili di taglio medio (inferiori a 80 mq), tra 1 e 3,5 mesi per i tagli grandi (80-160 mq) e 2-6 mesi per quelli molto grandi (oltre 160 mq). Di fatto per gli immobili di massimo pregio, nuovi o ristrutturati al nuovo, i tempi di vendita e locazione sono pressoché immediati.

I prezzi crescono in tutte le zone. Il range dei prezzi medi va da 8-14mila euro/mq per gli immobili ristrutturati al nuovo e da 6-9mila euro/mq per quelli da ristrutturare. Le quotazioni più elevate arrivano fino a 18mila euro/mq nel Quadrilatero e a Brera, in crescita rispetto al semestre precedente, e a 16-17 mila euro/mq in San Babila e Castello-Foro Bonaparte.

Roma, primo mercato italiano per numero di compravendite immobiliari

Roma è invece il primo mercato italiano per numero di compravendite e continua a crescere. Le 32mila compravendite del 2018 (+3,4% annuo) hanno generato un fatturato complessivo di 7,3 miliardi di euro. La tendenza espansiva è più che confermata nel primo semestre 2019 (+6,9%).

roma
Vista su Roma

E secondo quanto emerge dal report, a Roma la domanda per investimento è in aumento soprattutto nel centro storico e riguarda immobili di piccole-medie dimensioni oltre che immobili di prestigio, con vista su zone monumentali. Al di fuori del centro storico, rimane sostenuta la domanda di acquisto e locazione di prima casa nei quartieri residenziali più verdi, ben serviti dalla rete di trasporto pubblico e vicini ai servizi.

Nel segmento del pregio, inoltre, le zone più dinamiche per volume di compravendite e locazioni sono, oltre al centro storico, i Parioli, San Giovanni e l’Eur. In aumento l’offerta in locazione nei quartieri Trionfale-Vaticano, San Giovanni ed Eur, a fronte di una sostenuta domanda. E proprio la domanda di pregio deve fare i conti con un’offerta numericamente inadeguata rispetto alle richieste. La scarsità degli immobili fa però in modo che questi trovino collocamento sul mercato in poche settimane.

Immobiliare, comparto in salute

Il mercato immobiliare, secondo quanto emerge dal report, è in realtà in buona salute in tutta Italia, non solo a Roma e Milano. Si tratta del primo mercato a livello nazionale per dinamismo, tassi di assorbimento e ripresa dei prezzi. Le compravendite sono aumentate del 3,4% annuo a consuntivo 2018, raggiungendo circa 24.500 transazioni per un fatturato complessivo di 5,9 miliardi di euro. Il dato del primo semestre 2019 conferma il trend di crescita con +8,5% annuo. A trainare la ripresa non sono più solo le localizzazioni centrali e di pregio, dal momento che il recente ciclo espansivo si è ormai propagato a tutte le zone urbane.

“La fragilità del quadro economico italiano non sembra compromettere le capacità di risalita del settore immobiliare italiano che, dopo la durissima crisi che lo ha colpito, sta con fatica recuperando le posizioni perse. Tali evidenze emergono sia dall’ulteriore espansione del volume di compravendite, sia dal graduale miglioramento dei principali indicatori economici del comparto soprattutto nelle principali città, prima fra tutte Milano – ha dichiarato Luca Dondi dall’Orologio, ad di Nomisma. In particolare, il rallentamento della crescita economica e la prospettiva di stagnazione non hanno fin qui penalizzato il dinamismo dei mercati di pregio di Milano e Roma”.

Life 31 Agosto, 2019 @ 1:00

L’estetica del piatto nei ristoranti di 3 hotel romani a 5 stelle

di Forbes.it

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Verve Restaurant
di Sonia Rondini
A Roma sono sempre più di moda gli hotel che, al lusso del design e dei servizi, abbinano una cucina di altissimo livello. Spiccano tra i maestosi monumenti queste incredibili location che catturano con l’estetica del piatto, le terrazze e i dehors un sempre più vasto pubblico di appassionati e intenditori del buon mangiare e del buon bere. A ciò che è bello vedere (location ed impiattamento) segue, dovrebbe essere questa la norma, la bontà del piatto scelto.
Mirabelle Cantina
Lo dimostra il Mirabelle, terrazza gourmet dell’Hotel Splendide Royale, a pochi passi da via Veneto, con vista da Villa Medici a Trinità dei Monti, fino a San Pietro e al Gianicolo, verso il parco di Monte Mario. Fiore all’occhiello di questo ristorante nato nel 2000 è un insuperabile servizio e i prodotti legati al territorio, umbro e romano in particolare, che lo chef Stefano Marzetti usa sapientemente. Mirabelle offre un’esperienza davvero sorprendente, tra comfort assoluto e ricette gourmand. Da provare il menù proposto che prevede piatti dai nomi intriganti: tonno “a modo mio” con sorbetto al bloody mary come antipasto e “Settimo cielo”, cioccolato con cuore di nocciola e pepite d’oro tra i dolci. Unica regola da rispettare è il dress code suggerito: casual elegante con uomini rigorosamente in pantalone e camicia.
Dolce Verve
Nella storica via Giulia, progettata e realizzata da Papa Giulio II, ha invece aperto da qualche mese Verve Restaurant all’interno dell’Hotel D.O.M., una struttura 5 stelle con 18 camere e suite, tutte direttamente affacciate sulla celebre via. Preziosi velluti bordeaux, luci soffuse, legni pregiati e opere d’arte avvolgono gli ospiti in un’eleganza senza tempo. Tra i proprietari di Verve ci sono gli imprenditori Renzo ed Eleonora Valeriani, lo chef Adriano Magnoli e la pastry chef Antonella Mascolo. Anche qui, si punta sulla valorizzazione dei prodotti del territorio mantenendo una grande integrità dei sapori, una cucina essenziale e rigorosa, senza sbavature. Da Verve si viene accolti con una deliziosa entrée, con un bellissimo gioco di consistenze tra il soffice Bun con alici, la fresca tartare di rapa rossa e la croccante baguette con lardo di cinta senese. Tra i dolci, un richiamo alla romanità con i Sampietrini di Roma, dove cubetti croccanti ripieni di ricotta e miele e panpepato si alternano a una frolla di visciole che ci riporta a un altro grande classico, la crostata di visciole e la colazione degli antichi romani.
Assaje (risotto al basilico con seppioline scarpetta, peperone crusco e pecorino scoppolato)

Sempre in centro, nell’elegante quartiere dei Parioli, spicca l’Aldrovandi Villa Borghese, dimora storica confinante con i rigogliosi Giardini di Villa Borghese. L’Assaje, il ristorante che vanta una stella Michelin, si affaccia sullo splendido giardino offrendo ai visitatori momenti sublimi per i cinque sensi. Lo chef Lorenzo Di Gravio conquista la vista e il palato con un giusto mix di creatività, elementi territoriali accuratamente selezionati, tecnica e rigore. Di particolare rilevanza la candela spezzata con coda alla vaccinara, cacao e Provolone del Monaco: si tratta di un piatto tipico della tradizione romana, nato quando i “vaccinari” lavoravano il quinto quarto, ovvero quel che rimaneva dopo che le parti più pregiate venivano vendute ai benestanti. “In questo piatto, parto da un elemento tipicamente campano, la candela spezzata, e lo unisco a un’icona della cucina romana” spiega lo chef. Sublime tra i dolci, il semifreddo allo zabaione con sablé alle mandorle e salsa al cioccolato.

Business 13 Agosto, 2019 @ 1:30

“Così porterò la micromobilità anche a Roma”, parla il fondatore di Helbiz

di Marco Barlassina

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salvatore palella
Salvatore Palella, ceo e founder di Helbiz

“La micromobilità non è solo un modo per muoversi meglio, ma anche un nuovo settore economico, qualcosa che prima non esisteva in Italia”. A parlare è Salvatore Palella, l’uomo che con i monopattini di Helbiz sta cambiando volto al trasporto urbano in alcune città italiane, per ora soprattutto a Milano.

La società americana che per prima ha portato in Italia i monopattini in sharing ha da poco annunciato la chiusura di un nuovo round di finanziamenti da 10 milioni di dollari, che “per il 60-70% saranno reinvestiti in Italia”, dice Palella. Serviranno ad ampliare il business di Helbiz, facendo scalare le sue attività, con l’apertura di nuove città, il rafforzamento delle flotte di monopattini e del fleet team.

A Milano, diventata la capitale italiana ed europea dello sharing, Helbiz gestisce oggi una flotta di quasi 800 monopattini elettrici in condivisione, gestiti da un team di circa 30 persone. Sbloccato lo stallo normativo che impediva ai comuni di aprirsi alla micromobilità, con la possibilità per i singoli governi locali di fissare le proprie norme, ora Helbiz è libera di guardare a nuove strade.

“Vogliamo espanderci verso il sud, partendo dalle isole, e arrivare a Roma, dove abbiamo già centinaia di richieste giornaliere. Considerato il manto stradale della Capitale, talvolta sconnesso e caratterizzato dai sampietrini, stiamo realizzando in Cina un nuovo monopattino con maggiori capacità di ammortizzare le sconnessioni della strada. A Torino puntiamo invece ad arrivare entro la seconda metà di settembre”.

Con importanti ricadute anche in termini occupazionali. “A differenza dei competitor non ci affidiamo a cooperative ma abbiamo appaltato la ricarica solo a nostri dipendenti, che fanno quello di mestiere. Con le nuove aperture arriveremo a un altro centinaio di posti di lavoro, oltre a quelli di Milano. E oltre alle assunzioni dirette, occorre considerare anche all’indotto che portiamo nelle città, come nel caso di manutentori, meccanici, furgoni in affitto”.

Nel frattempo Palella sta portando avanti anche il primo dual listing di una società in contemporanea sul Nasdaq e su Borsa Italiana, la prima quotazione di una società su entrambi i mercati nel medesimo istante.  “I tempi dell’Ipo sono confermati, presenteremo il documento S1 ai primi di settembre, la quotazione dovrebbe avvenire entro il mese di novembre su entrambi i mercati. Sarà una quotazione contemporanea. Le regole devono coincidere ed è un’avventura eccitante perché si ha la sensazione di fare la storia.