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Life 25 Febbraio, 2020 @ 10:52

Ornellaia presenta l’annata 2017: una vendemmia d’artista

di Susanna Tanzi

Staff

Mi piacciono i viaggi avventurosi e il lusso discreto.Leggi di più dell'autore
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Da sinistra, Marchese Ferdinando Frescobaldi (presidente Ornellaia), Corinne Godsall (The Solomon R. Guggenheim), Stephen Mould (senior director Sotheby’s)

Una cornice d’eccezione per una presentazione molto attesa: l’annata 2017 di Ornellaia e la 12esima edizione del progetto Ornellaia Vendemmia d’artista, al centro della degustazione e successiva presentazione nelle splendide sale e sulla terrazza di Palazzo Strozzi. A guidare la stampa italiana ed estera nella masterclass, Axel Heinz, enologo e direttore della tenuta di Bolgheri. Fil rouge per capire le differenze tra la “Solare” e le altre annate – 2011, 2010, 2006 – il cambiamento climatico. Che piega l’uomo a trovare strade differenti per la cura della vita e per la raccolta, con risultati molto differenti al gusto. Di certo, eccellenti in ogni caso, anche se la 2017 appare impetuosa, fresca, in attesa di mostrare, con più maturità, tutte le sue doti.

E siccome il nome non è stato scelto a caso, si capisce bene quanto un anno particolarmente secco e siccitoso abbia influenzato l’umore di questo pur splendido vino. Al contrario del 2006, freddo piovoso, con un ritardo nel germogliamento che le calde giornate primaverili non hanno recuperato. Il risultato: un’annata di estrema eleganza e finezza nell’invecchiamento. A concludere la giornata dedicata al pregiato vitigno, è stata svelata l’opera dedicata alla solarità di Ornellaia 2017 e creata da Tomàs Saraceno per la Salmanazar della tenuta: una scultura sospesa di vetro composta da sfere simili a nuvole, la cui forma è in costante cambiamento.

Le bottiglie personalizzate dall’artista Tomàs Saraceno

L’artista ha anche personalizzato altre 110 bottiglie di grande formato e disegnato un’etichetta speciale termocromica attraverso la quale ci invita a riflettere sull’impatto che le nostre azioni hanno sul pianeta. Tutti i grandi formati come ogni anno verranno poi venduti e battuti all’asta da Sotheby’s, per raggiungere le cantine dei fortunati collezionisti, mentre il profitto verrà devoluto a sostegno del progetto “Mind’s Eye” creato dalla Fondazione Solomon R. Guggenheim per consentire anche ai non vedenti di accedere alle opere d’arte dei suoi musei nel mondo.

L’asta online dei 12 lotti dell’annata Solare del 2017 illustrata da Saraceno, si aprirà sulla piattaforma online di Sotheby’s, dove i clienti potranno facilmente fare offerte tramite l’app dedicata, fino al 15 maggio. “Analogamente allo scorso anno, prevediamo che questi lotti attireranno un gruppo internazionale di offerenti che desiderano acquistare queste bottiglie esclusive e vivere esperienze uniche”, ha detto Jamie Ritchie, worldwide head di Sotheby’s wine.

A chiudere la giornata dedicata a Ornellaia, i saluti del marchese Ferdinando Frescobaldi e di Giovanni Geddes da Filicaja, amministratore delegato di Ornellaia, che ricollegandosi alle opere del visionario artista argentino che esplora ad arte nuovi modi sostenibili di essere e di abitare, ha ricordato come il mondo del lusso in questa fase perderà quote di mercato per la crisi del coronavirus in Cina e in Asia.

Leader 24 Luglio, 2019 @ 10:00

Francesca Moretti, dalla passione per la campagna a manager moderna

di Alessandro Rossi

Direttore di Forbes magazine.Leggi di più dell'autore
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Francesca Moretti guida il gruppo vinicolo di famiglia Terra Moretti.

Articolo tratto dal numero di luglio 2019 di Forbes Italia. Abbonati.

Il nonno cominciò a produrre vino per passione. Suo padre Vittorio acquistò la collina Bellavista per passione. È stata la passione per la campagna, gli animali, la natura, la cantina che ha vocato (come si direbbe di un territorio) Francesca Moretti a guidare il gruppo vinicolo di famiglia Terra Moretti. “Sono diventata manager per passione”, conferma, “ma anche per forza di cose”, scherza dicendo la verità. “Sono cresciuta sulla collina Bellavista. Ho sempre avuto uno spirito agreste. Giocavo fuori con gli animali e finivo a dare una mano in cantina. Mi davano qualcosa da fare anche per tenermi buona. È lì, quasi per gioco, che è nato il mio grande amore per il vino”. Poi la svolta illuminante. “Quando avevo 14 anni mio padre andò a Bordeaux con l’enologo e mi portò con lui. Questo per me è stato il viaggio della rivelazione: voglio fare il vino, dissi a tutti e prima di tutti lo dissi a me stessa”.

Oggi intorno alla collina Bellavista, vicino ad Erbusco, nel cuore della Franciacorta, i Moretti hanno creato una grande azienda italiana ma soprattutto un ecosistema frutto proprio dei tanti viaggi in Francia di Vittorio con la moglie Mariella. Passando tra colline e borghi vedeva che i francesi erano più avanti degli italiani: strutture alberghiere di lusso, negozi eleganti: tutto ruotava attorno al vino di qualità. E allora, visto che il Chardonnay e il Pinot nero vengono bene in Franciacorta, perché non fare lo stesso che aveva visto in Francia? Si trattava di trasformare un hobby in un business. Terra Moretti e il vino Bellavista sono nati così.

E Francesca? Francesca era predestinata: delle tre sorelle lei è quella di mezzo. La più grande, Carmen, ha sempre avuto la passione per l’accoglienza e l’hotellerie, quindi il suo ruolo era già pronto: occuparsi dei resort L’Andana in Maremma e L’Albereta in Franciacorta. L’altra sorella, Valentina, la più piccola, ha preferito l’architettura e infatti lavora nell’azienda di costruzioni di famiglia. Francesca era perfetta per il gruppo vinicolo. “E infatti, come dicevo, sono diventata manager per forza di cose”, racconta. “Il business è diventato grande nel tempo. Siamo partiti con un’azienda in Franciacorta e sono diventate due, poi è arrivata quella in Toscana, a Suvereto. Nel frattempo mi sono laureata e ho fatto la tesi sull’azienda agricola Petra: ho fatto tutta la zonazione, ho vissuto tre anni lì e da lì, stando a fianco di mio padre imprenditore, ho cominciato a non guardare più solo gli aspetti enologici o agricoli ma anche un po’ tutto il resto. Poi le aziende sono diventate tante (oggi sono sei) con un grande impegno per mio padre che deve occuparsi non solo di vino ma anche di costruzioni. Quindi sono stata obbligata a diventare manager. Ma l’ho fatto e lo faccio volentieri”.

“La vera svolta è arrivata con l’acquisizione di Sella & Mosca con cui siamo più che raddoppiati”, dice Francesca. “Da 3 milioni di bottiglie siamo passati a 9 milioni con un fatturato che sfiora i 70 milioni di euro. C’è stata la necessità di organizzare l’azienda in un modo un po’ più manageriale. E lì viene fuori la Francesca di oggi, una Francesca che si occupa un po’ meno del vino e ha dovuto imparare e sta ancora imparando a fare l’amministratore delegato”.

E il futuro? “Il mio ovviamente è nel vino. Per Sella & Mosca al momento stiamo cercando di alzare il posizionamento e consolidare. È un investimento molto importante per un’azienda come la nostra che era medio piccola e oggi si trova tra le medio grandi. Insomma abbiamo bisogno di assestarci. Dopo di che a me piacerebbe diventare più grande. Abbiamo un’azienda di distribuzione e sto cercando prodotti da distribuire piuttosto che acquistare altre aziende produttive. Al momento dobbiamo prendere fiato, ma mai dire mai”.