I due segreti dietro al successo di Warren Buffett e Steven Spielberg

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Steven Spielberg realizzava cortometraggi già all’età di 12 anni.

di Darrah Brustein per Forbes.com

Negli ultimi sette anni, Alex Banayan ha studiato il successo in maniera ossessiva. Ha passato migliaia di ore a studiare centinaia di biografie e a incontrare faccia a faccia con persone dalle quali era impaziente di imparare. Banayan ha intervistato Bill Gates, Lady Gaga, Steve Wozniak, Maya Angelou, Larry King, Jessica Alba e molti altri.

Ha iniziato da studente universitario, quando non aveva la possibilità di avvicinarsi ai suoi eroi. Così, ha fatto ciò che nessuno consiglierà mai di fare e ha inseguito Larry King dentro un negozio di generi alimentari, si è intrufolato nella riunione degli azionisti di Warren Buffett e si è accovacciato in un bagno per raggiungere Tim Ferriss. Nel nuovo libro di Banayan, The Third Door: The Wild Quest to Uncover How the World’s Most Successful People Launched Their Careers, si evidenzia come il potere delle relazioni può portare a raggiungere gli obiettivi carrieristici.

Ecco due delle migliori lezioni sulle relazioni che Banayan ha appreso durante le sue interviste alle celebrità:

1. Trova il tuo insider 
Steven Spielberg ha iniziato la sua carriera quando aveva attorno ai 19 anni. Secondo quanto racconta Banayan, Spielberg salì su un bus turistico agli Universal Studios di Hollywood, girò intorno a lungo, poi saltò giù entrando di soppiatto in un bagno e sparendo dietro un edificio. Osservò mentre il bus si allontanava, e poi trascorse il resto della giornata negli spazi della Universal. Girovagando, si imbatté in un uomo di nome Chuck Silvers che lavorava per la Universal TV. Parlarono per un po’. Quando Silvers scoprì che Spielberg era un aspirante regista, gli fece ottenere un permesso di tre giorni.

Spielberg andò lì per i tre giorni successivi, e il quarto si presentò di nuovo, questa volta vestito con un completo e portando la valigetta di suo padre. Si avvicinò al cancello, alzò una mano in aria e disse: “Ehi, Scotty”; la guardia semplicemente fece un cenno di saluto. Per i tre mesi successivi, Spielberg arrivò al cancello, salutando con la mano e oltrepassandolo.

Una volta nel parcheggio, si avvicinava alle star di Hollywood e ai dirigenti dello studio e chiedeva loro di pranzare con lui. Spielberg si intrufolava nei palcoscenici e si sedeva nelle sale di montaggio, assorbendo più informazioni che poteva. Alcuni giorni portava con sé un vestito in più nella sua valigetta, dormiva di notte in un ufficio, si cambiava con gli abiti nuovi la mattina dopo e tornava lì.

Alla fine Chuck Silvers divenne il mentore di Spielberg. Gli consigliò di smettere di dare aria alla bocca, e di tornare quando avrebbe avuto un valido cortometraggio da mostrare. Dato che realizzava cortometraggi dall’età di dodici anni, Spielberg iniziò a scrivere un film di ventisei minuti chiamato Amblin’. Dopo mesi di regia ed estenuanti ritocchi, alla fine lo mostrò a Chuck Silvers. Era così bello che, quando Silvers lo vide, aveva le guance rigate dalle lacrime. Silvers prese il telefono e chiamò Sid Sheinberg, vicepresidente della Universal TV. Dopo che Sid Sheinberg guardò Amblin’, chiese di incontrare immediatamente Spielberg. Spielberg si precipitò alla Universal e Sheinberg gli offrì immediatamente un contratto di sette anni. Ed è così che Steven Spielberg è diventato il più giovane regista nella storia di Hollywood.

Ora, quello che Spielberg ha fatto è stato un punto di svolta. Ha trovato il suo insider: qualcuno all’interno dell’organizzazione disposto a mettere in gioco la sua reputazione per lui. Se Chuck Silvers non avesse offerto a Spielberg un permesso di tre giorni, o chiamato il vicepresidente della produzione chiedendogli di guardare il film, Spielberg non avrebbe mai ottenuto il contratto. “Certo, Spielberg aveva un talento incredibile, ma ce l’hanno anche altri aspiranti registi. C’era una ragione per cui ha ottenuto quel contratto quando molti altri non l’hanno fatto”, spiega Banayan.

2. Non avere preconcetti sul lavorare gratis
Quando Warren Buffett lavorava come broker, decise che voleva affinare le sue capacità e andare alla business school. Fece domanda alla Columbia University, perché sapeva che lì insegnava Benjamin Graham, la leggenda di Wall Street conosciuta come il padre del value investing. Buffett entrò alla Columbia, andò a lezione da Graham e alla fine Graham divenne il suo mentore. Quando Buffett stava per laurearsi, decise di non accettare un lavoro aziendale molto remunerativo, come la maggior parte dei compagni di corso, ma di provare invece a lavorare direttamente per Graham. Buffett chiese a Graham un lavoro, ma Graham rispose di no. Buffett si offrì quindi di lavorare gratis. Graham, tuttavia, continuava a dire di no.

Così Buffett tornò a Omaha e tornò a fare l’agente di cambio. Ma continuò a scrivere lettere a Graham, a fargli visita a New York, e per usare le stesse parole di Buffett, dopo due anni di “assilli”, alla fine Graham gli diede un lavoro. Buffett era sposato e aveva un figlio all’epoca, ma volò comunque a New York il prima possibile per iniziare a lavorare. Non chiese nemmeno se ci fosse uno stipendio. Lavorava a una scrivania fuori dall’ufficio di Graham, imparando direttamente da lui. Due anni dopo, quando Graham andò in pensione e chiuse la sua azienda, Buffett tornò a Omaha per aprire il suo fondo. E quando gli ex clienti di Graham stavano cercando un nuovo posto dove investire i loro soldi, Graham li indirizzò a Buffett.

Avrebbe potuto ottenere un lavoro ben pagato fin dai tempi della scuola e guadagnare molto più denaro nel breve termine. Ma, offrendosi di lavorare gratuitamente per Graham, ha ottenuto molto di più nel lungo termine. Invece di cercare di essere pagato il più possibile in dollari, Buffett ha scelto di essere pagato in insegnamenti e relazioni.

Negli ultimi sette anni, Banayan ha imparato “che ognuno ha il potere di fare piccole scelte che possono alterare le loro vite per sempre. Quando Warren Buffett ha chiesto di lavorare gratuitamente, è stata una scelta. Quando Steven Spielberg è saltato dal bus turistico degli Universal Studios all’età di diciannove anni per poter girare il film e incontrare i dirigenti del cinema, è stata una scelta”. Banayan continua: “Puoi scegliere di aspettare e sperare che la vita ti dia quello che vuoi, oppure puoi scegliere di saltare, creare connessioni strategiche e iniziare a lavorare per realizzare i tuoi sogni”.

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