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Business 12 Maggio, 2020 @ 4:17

L’impatto di Covid-19 sui bilanci delle multinazionali, studio Mediobanca

di Forbes.it

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La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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Nel primo trimestre 2020 è risultato particolarmente pesante l’impatto della pandemia di Covid-19 sui bilanci delle multinazionali di molti settori: il fatturato aggregato medio rimane invariato rispetto al 1Q 2019, ma in alcuni comparti calano nettamente ricavi, ebit, ebit margin e utili netti.

Lo spiega l’Area Studi Mediobanca in un’analisi che ha coinvolto i bilanci di oltre 150 grandi multinazionali con fatturato annuale superiore a 3 miliardi di euro, confrontandoli con quelli dello stesso trimestre del 2019.

A fare le spese della pandemia sono soprattutto i produttori di aeromobili, i colossi Oil & Energy e quelli della Moda, che hanno registrato bruschi cali in tutte le principali voci di bilancio. I cambiamenti nelle abitudini di acquisto hanno, al contrario, prodotto un forte incremento di ricavi per le WebSoft, la GDO e le case farmaceutiche. In generale, gli effetti della pandemia nel primo trimestre del 2020 sono stati pesanti  specialmente per le aziende che fatturano maggiormente in Asia, in particolare in Cina. Qui però, già da fine marzo del 2020, si intravedono alcuni segnali di ripresa. Discorso inverso per chi opera per lo più in Europa e nelle Americhe: per queste aziende l’impatto è avvenuto qualche settimana dopo e si prevede una maggiore contrazione nel secondo trimestre del 2020. I dati del primo semestre del 2020 mostreranno, con molta probabilità, i segni più evidenti della crisi economica, mentre la ripresa  è attesa per il secondo semestre, in particolare per il quarto trimestre 2020. Secondo quanto dichiarato da molte multinazionali, l’impatto del Covid-19 sui numeri di tutto il 2020 rimane per diversi motivi ancora difficile da prevedere: su tutti, la grande incertezza generata da una crisi la cui scala, durata ed estensione geografica sono in continua evoluzione.

Le grandi multinazionali nel primo trimestre 2020: chi sale e chi scende

Entrando più nel dettaglio del fatturato, esso appare in media invariato rispetto al primo trimestre del 2019, con il calo di alcuni settori compensato dalla crescita di altri. Le WebSoft sono le multinazionali cresciute maggiormente (+17,4% rispetto al 1Q 2019), seguite dalle GDO (+9,1%), dalle farmaceutiche (+6,1%), dal settore dei Pagamenti Elettronici (+4,7%), dall’Elettronica (+4,5%) e dal Food (+3,4%). Le multinazionali che producono aeromobili sono, invece, quelle più in difficoltà (-22,1%), seguite dalle Oil & Energy (-15,9%), da quelle della Moda (-14,1%), dall’Automotive (-9,1%), dalle Telco (-2,6%). Tendenzialmente stabili i settori Media & Entertainment (-0,5%) e Drinks (-0,1%).

Generalmente in calo è invece il risultato operativo (ebit), che flette del -18,9% sul 1Q 2019. Bene la GDO (+33,6%), le farmaceutiche (+18,1%), le WebSoft (+17,6%) e l’Elettronica (+10,9%). In forte calo i produttori di aeromobili (il cui ebit passa in terreno negativo), i settori Oil & Energy (-87,8%), Moda (-81,5%) e Automotive (-75,8%) che hanno subìto il più duro contraccolpo. Meno netta, ma comunque importante la contrazione dell’ebit del settore Drinks (-10,1%), dei Pagamenti Elettronici (-8,9%), Media & Entertainment (-7,7%), Telco (-5,9%) e Food (-3,4%).

Nel primo trimestre 2020 il margine operativo netto (ebit margin) medio delle multinazionali è pari a 14,3% (-2,4 p.p. sul 1Q 2019). La redditività premia il settore dei Pagamenti Elettronici che fa registrare l’ebit margin più alto in assoluto (28,4%; -4,2 p.p.). Seguono le farmaceutiche (26,8%; +2,6 p.p.) e il comparto dell’Elettronica (22%; +1,1 p.p.). Calo in doppia cifra anche per la Moda (-10,7 p.p.) il cui ebit margin si attesta al 2,9% nel 1Q 2020.

Le nuove abitudini di consumo causate dalla pandemia nel 1Q 2020 hanno influenzato le performance della GDO che segna utili netti in crescita (+34,8%). Utili netti in aumento anche per le farmaceutiche (+20,5%), le WebSoft (+14,9%) e il settore dell’Elettronica (+10%). Pesanti invece le ripercussioni per le multinazionali produttrici di aeromobili e i colossi Oil&Energy (che passano da un utile a una perdita netta), oltre ai forti decrementi registrati dall’Automotive (-92,4%) e dalla Moda (-92%).

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