Questo under 30 vuole formare i chirurghi con i robot

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Nicola Marino

Articolo apparso sul numero di Forbes di ottobre. Abbonati

“Sono in buone mani?”. È la domanda che spesso attanaglia tutti i pazienti quanto si trovano davanti a un chirurgo. Una domanda alla quale è difficile rispondere con sicurezza intaccabile. Anche quando si parla di chirurgia la curva d’apprendimento va a impattare spesso la qualità di trattamento, rendendo leciti i dubbi di chi deve essere curato. Per garantire maggiore sicurezza ai pazienti di domani, Nicola Marino ha fondato Intech, una società che vuole integrare le tecnologie più avanzate nel mondo dell’addestramento chirurgico e fornire ai medici degli strumenti più efficienti per apprendere e certificare le proprie capacità tecniche.

Il 27enne Nicola inizia il suo primo corso di studi accademici a 17 anni presso l’Università Cattolica di Roma, dove si laurea con lode in Tecniche ortopediche. A vent’anni inizia il suo secondo percorso di studi, questa volta in medicina e chirurgia, presso l’Università di Foggia dove è ora prossimo alla laurea. Il suo interesse per studi e ricerca scientifica verte sull’uso di tecnologie emergenti in medicina, in particolare sull’applicazione di algoritmi di intelligenza artificiale e analisi dei dati. Una formazione consolidata grazie alla ricerca svolta alla prestigiosa Harvard Medical School e al centro Dana Farber Cancer Institute di Boston. “Poter effettuare un periodo di formazione alla Harvard University e portare avanti la ricerca sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale in medicina è stata di certo per me una tappa fondamentale, ma il raggiungimento di un obiettivo è solo parte di un viaggio ben più lungo”, racconta.

Vincitore della Human machine interactions summer school (Hmiss) e Heroes for research, grazie a un progetto sull’uso della realtà aumentata e dei dispositivi IoT in cardiologia, Nicola Marino è anche relatore in eventi internazionali tra cui due TEDx, Singularity University (Roma) e il Forum della salute di Firenze, per il quale è stato il membro più giovane del comitato scientifico per due anni consecutivi. Svolge anche attività di consulenza per l’azienda leader globale americana nel settore dell’analisi dei dati sanitari Health Catalyst, di Salt Lake City (Utah, Usa) e di recente ha ricevuto un incarico come consulente politico in materia di sanità digitale svolto presso la Camera dei Deputati.

La mission dell’azienda di Nicola Marino è quella di progettare, creare e distribuire simulatori chirurgici in linea con i requisiti formativi ufficiali, che siano anche dotati delle tecnologie più avanzate ed esteticamente accattivanti, per trasformare la sessione di formazione dei chirurghi in un’emozionante esperienza di apprendimento. La novità introdotta da Intech sta nel processo di sviluppo di ogni singolo simulatore, che viene avviato solo dopo aver raccolto le informazioni necessarie al suo utilizzo e in forza all’evidenza scientifica che ne garantisce efficacia ed efficienza. Mentre i media oggi pongono molto l’accento sulla chirurgia robotica assistita da algoritmi e sull’integrazione del 5G e della realtà virtuale in sala operatoria, secondo Nicola Marino la vera rivoluzione chirurgica arriverà dall’esterno: “Il potenziamento del chirurgo e la possibilità di agire in teleassistenza non permette infatti di migliorare lo scenario in cui viviamo, quanto potrebbe invece farlo un cambiamento radicale dei sistemi di apprendimento. Nella nostra vision, la chirurgia di domani utilizzerà protocolli di addestramento standardizzati e condivisi a livello globale. Il futuro della chirurgia non potrà prescindere dalle abilità umane”.

Soltanto di recente si è cominciato a parlare in maniera ricorrente di sanità digitale: la necessità oggi è quella di recuperare il terreno perso negli ultimi anni. “Il futuro (meglio dire il presente) della sanità e della cura della persona sarà imprescindibile dalle tecnologie emergenti. Dobbiamo investire massivamente in ricerca e sviluppo in settori come la genomica, l’intelligenza artificiale, la robotica e i dispositivi indossabili e formare capitale umano capace di gestire tecnologie e processi, ma anche di colmare il ritardo in merito ad alfabetizzazione digitale di pazienti e operatori”.