Alla scoperta di Sitael, società aerospaziale pugliese guidata da un 33enne

La sede di Sitael.
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Sitael, società aerospaziale pugliese guidata da un 33enne
La sede di Sitael

Articolo tratto dal numero di dicembre 2020 di Forbes Italia. Abbonati.
Di Matteo Marini

Nel 2021 un treno si sposterà per l’Italia con a bordo ambulatori e venti posti di terapia intensiva, collegato alla rete via satellite con un’antenna speciale. Trasporterà pazienti e arriverà in supporto di aree la cui sanità è in crisi. Vale ora per il Covid, potrà servire in futuro per altre emergenze come i terremoti. IcuTrain è il progetto di Sitael vincitore del bando internazionale Space in Response to Covid-19 Outbreak, dell’Esa, proposto dall’Agenzia spaziale italiana. È una sintesi, parziale, della vision del gruppo Angel, di cui Sitael fa parte insieme con altre società come Mermec, Blackshape, Angelstar, per citarne alcune. I confini dell’azione sono liquidi e ci si muove di conseguenza.

Le società di Angel Company operano in molti settori differenti, che partono dal suolo e arrivano oltre l’atmosfera. Quello predominante è la mobilità terrestre, salendo di quota ci sono aeroplani per uso civile e militare, i satelliti in orbita bassa, Marte, il Sole. “Tutti blocchi tecnologici per costruire nuovi servizi attraverso la digital transformation”, spiega Matteo Pertosa, amministratore delegato di Sitael, la società aerospaziale di Mola di Bari, del gruppo Angel, “significa prendere un servizio, un business che già esiste, metterlo nella lavatrice del digitale e farne uscire qualcosa di più efficiente, migliore. Fare qualcosa, che prima si faceva in mesi, in secondi”.

Matteo Pertosa, Amministratore Delegato di Sitael

Pertosa, 33 anni, figlio del fondatore del gruppo Angel, il cavaliere del lavoro Vito Pertosa, guida la più grande azienda italiana a capitale privato nel settore aerospaziale. È lui a spiegare la vision della holding di famiglia, 1.600 dipendenti, che ha appena annunciato l’acquisizione della business unit Trasporti di Sirti per il segnalamento ferroviario. Si rimescolano le carte perché è tutto più fluido e interconnesso grazie alla IoT.

Si muoverà su tre grandi aree. La prima è la mobilità a largo spettro, dai binari ai pedali: “Costruiamo tutti i sistemi di gestione del traffico per garantire la sicurezza delle linee ferroviarie. Abbiamo lanciato una soluzione di bike sharing elettrico on demand, esportando in Olanda e nel Regno Unito. Puntiamo a ottimizzare il parco inutilizzato dei grandi concessionari auto con una tecnologia che va a bordo, connessa e gestibile da remoto”.

Il Google Maps della rete ferroviaria, per esempio, prende forma grazie a telecamere portate da treni speciali e aerei da osservazione, che assemblano un ‘catasto’ di tutti gli elementi: binari, reti, pali e segnaletica. Lavorando con un digital twin un sistema è più semplice da  gestire, organizzare, nelle sue potenzialità e debolezze.

Sitael, come detto, è un grande attore nella new space economy. Da anni è partner delle grandi agenzie e di colossi come Airbus e Thales Alenia Space. I suoi componenti, sistemi e sottosistemi, viaggiano a bordo di satelliti scientifici e per l’esplorazione, da ExoMars a Curiosity e Solar Orbiter. Di recente, la firma per il programma Platino, finanziato dall’Agenzia spaziale italiana e dal Governo con un investimento di oltre 100 milioni, vede Sitael come prime contractor. È una piattaforma basata sulla standardizzazione di piccoli satelliti versatili, per l’osservazione terrestre e non solo: “È il primo con questa tipologia di configurabilità, che può supportare una multi missione, cioè lanciare quattro o cinque satelliti tutti con payload diversi. Ma l’obiettivo è quello di viaggiare organizzati in costellazioni. La frequenza di rivista è molto alta, il satellite passa più spesso sullo stesso punto. Con una copertura globale potremmo avere un Google Maps aggiornato costantemente”.

Sitael sviluppa motori per sonde e satelliti a propellente chimico ed elettrici a effetto Hall. Un prototipo volerà in orbita col primo lancio di Virgin Orbit, decollando con il razzo che si stacca dalla pancia dell’aereo madre. Nei prossimi anni, invece, sarà testato l’innovativo Ram-ep, il primo motore senza propellente, che ‘respira’ la poca e rarefatta aria a una quota non superiore a 200 chilometri, dove non vola nessuno perché gli strati alti dell’atmosfera trascinano giù i satelliti in poco tempo. Ram-ep consentirà a microsatelliti di continuare a operare da quella posizione di vantaggio. Più vicino significa maggiore dettaglio e risoluzione, per applicazioni civili e militari: “Per la new space economy l’orbita bassa è un game changer come lo sono state le altre tecnologie satellitari, la navigazione, quella cellulare e ancora prima le telecomunicazioni tv. D’ora in avanti internet e osservazioni della Terra in real time saranno fornite sempre più dall’orbita bassa”.

Dopo l’accordo siglato nel 2018 con la società di Richard Branson, a ottobre è arrivato il via libera dell’Enac: quello di Grottaglie, in provincia di Taranto, è ufficialmente il primo spazioporto italiano. Attorno a questo e a realtà come Sitael, la Puglia si candida per ospitare un polo d’eccellenza, da cui partono aerei per turisti spaziali (se non ancora in Italia, diventerà comunque realtà “entro cinque anni” secondo Pertosa) e dove imprese private fanno ricerca insieme con le università.

Nel frattempo Sitael ha aperto una sede in Australia per rispondere al mercato di quel Paese che, da due anni, possiede una propria agenzia spaziale. Con servizi di osservazione del suolo da vendere al governo o ai più grandi gruppi minerari al mondo.

Il terzo settore di Angel è la nuova subholding dedicata a ricerca e innovazione: “L’obiettivo di Angel4tech è quello della collaborazione con altre aziende, portare in altri settori il Dna driver della nostra crescita solo 15 anni fa eravamo appena 200 e ora siamo 1.600”. Seguendo quella logica digitale, liquida, ricerca e sviluppo esplorano settori diversi, dalla cybersecurity alla fintech, per tornare ai treni. Questa volta però senza binari, perché parliamo di Hyperloop: Angel partecipa alla creazione della prima infrastruttura pilota in Francia del treno ad altissima velocità con la franco-canadese TransPod: “Vogliamo diventare un polo aggregatore di startup ed eccellenze. Abbiamo preso l’anima manifatturiera dell’Italia e le abbiamo dato quell’orientamento e quel surplus tecnologico che ci consentono un vantaggio competitivo. Angel4Tech avrà sedi in tutto il Paese per essere vicini ai talenti e a tutte le persone che non vogliono lasciare il proprio territorio, ma vogliono abbracciare la nostra mission”.