Euro digitale entro fine 2021? Ecco come funzionerà

La sede della Banca centrale europea a Francoforte (Photo Shutterstock)
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La sede della Banca centrale europea a Francoforte, Germania (Photo Shutterstock)

Ci siamo quasi. L’euro digitale potrebbe diventare realtà entro la fine del secondo semestre, quando partiranno le prime sperimentazioni della Banca centrale europea. Per il momento si tratta di un’idea, ma dalle caratteristiche già ben definite. Nel report che la Banca Centrale europea ha avviato ad ottobre e concluso a metà gennaio, si deduce che sarà una moneta emessa dalla Bce, molto diversa dalle cosiddette criptovalute e che si affiancherà al contante, senza sostituirlo.

Come sarà l’euro digitale?

Elettronico, ma come il contante. L’euro digitale sarebbe la Cbdc (Valuta Digitale della Banca Centrale) dell’Eurozona. In parole semplici, sarebbe l’equivalente elettronico dell’euro fisico in contanti, una moneta virtuale parallela alle banconote e accessibile a imprese e cittadini. “Ma ben diversa dalla moneta digitale che noi conosciamo oggi” afferma Luca Fantacci, condirettore presso l’Unità di ricerca di innovazione monetaria dell’Università Bocconi. “Mentre per utilizzare una carta di debito, di credito o un’app di pagamento è necessario avere un conto corrente, l’euro digitale avrà esattamente le stesse caratteristiche del contante. Sarà disponibile a tutti i cittadini, bancarizzati e non, e potrà essere utilizzato o da un’applicazione scaricabile sul telefono o attraverso un portafoglio elettronico della propria carta dei servizi”, continua Fantacci. Come funzionerebbe? Come il Bitcoin: quindi sarebbe emesso e trasferito utilizzando la blockchain e conservato nei portafogli digitali. Ma al contrario delle criptovalute sarebbe implementato e controllato centralmente, tramite database gestito da banca centrale, dal governo o società terze approvate.

Rischi e benefici

Tra i vantaggi ci sarebbe senz’altro la possibilità di rafforzare i meccanismi di trasmissione di politica monetaria. “Oggi le famiglie sono in sofferenza soprattutto perché non hanno potuto godere delle migliaia di miliardi di euro che la Bce ha iniettato nel sistema attraverso le banche” ha dichiarato Silvia Attanasio, responsabile dell’ufficio Innovazione dell’Associazione bancaria italiana. “Con un euro digitale si potrebbe arrivare direttamente a famiglie e imprese”, aggiunge. Allo stesso tempo, tuttavia, non mancano le perplessità.

Eppure non sono mancati i dubbi: non si rischia di esporre i propri dati sensibili? Non si rischia di mettere a repentaglio la propria libertà e di essere controllati dai poteri forti? Christian Miccoli, ceo di Conio (app italiana per vendere e comprare Bitcoin), sostiene che “un euro digitale, strutturato come lo yuan digitale, implicherebbe la possibilità da parte del governo nazionale di controllare i movimenti finanziari con la possibilità di bloccare i fondi individuali a propria discrezione e programmare smart contract per obbligare o vietare determinate categorie di spesa”. Anche Yves Mersch, governatore della Banca del Lussemburgo, in un suo discorso sull’euro digitale, si è espresso in merito: “Alcuni sostengono che una valuta digitale basata su token potrebbe non garantire il completo anonimato. Se ciò si dimostrasse, solleverebbe inevitabilmente problemi sociali, politici e legali”, ha detto in un suo discorso sull’euro digitale. La Banca centrale europea stessa ha spiegato che l’introduzione di un euro digitale potrebbe avere dei risvolti molto seri sull’intero sistema finanziario.

A che punto siamo nel resto del mondo?

La Cina potrebbe essere la prima grande economia mondiale a introdurre la moneta digitale. Durante il secondo programma pilota di valuta digitale, a dicembre 2020, le autorità della città di Suzhou, nella Cina Orientale, hanno distribuito 20 milioni di yuan digitali, equivalenti a 3,1 milioni di dollari, ai residenti locali attraverso una lotteria. Ognuno dei 100 mila vincitori ha ricevuto 200 yuan nella nuova valuta digitale, che possono essere spesi per acquisti online o offline. La banca centrale si prepara oggi ad un lancio formale, da attuare nelle città di Shenzhen, Shanghai e Pechino.

Anche l’India, secondo quanto riportato nell’agenda pubblicata sul sito web della camera bassa , vorrebbe vietare “tutte le criptovalute private”, prevedendo di realizzare un “quadro di facilitazione per la creazione della valuta digitale ufficiale” che sarà emessa dalla banca centrale nazionale, la Reserve Bank of India.

In Ucraina il ministero della trasformazione digitale ha dichiarato senza troppi indugi il suo intento: sviluppare una nuova infrastruttura di mercato degli asset virtuali per dar vita ad una valuta digitale nazionale.

Lo stesso Jerome Powell, presidente della Federal Reserve (la banca centrale degli Stati Uniti d’America), ha parlato della moneta digitale. Il 2021, secondo Powell, sarà un anno importante per il dollaro digitale, sottolineando che “potrebbe essere necessaria una qualche forma di autorizzazione da parte del congresso alla banca centrale prima di sviluppare e lanciare una versione digitale del biglietto verde”, e che comunque si tratta di un “progetto di primaria importanza”.