Basta benzina e gasolio: una cittadina della California vieta di costruire distributori

Petaluma smart mobility colonnina
(foto Justin Sullivan/Getty Images)
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Petaluma smart mobility colonnina
(foto Justin Sullivan/Getty Images)

Non è famosa come San Francisco, né carica di miti come Los Angeles, ma di certo passerà alla storia della trasformazione green che l’America di Joe Biden si appresta a costruire, come alternativa all’impero del petrolio. Parliamo di Petaluma, una cittadina della contea di Sonoma, California, citata spesso – ma solo lì – nelle strisce Peanuts, i fumetti di Charles M. Schulz. Al momento, sul suo territorio di circa 40 chilometri quadrati, si contano sedici stazioni di servizio per benzina e gasolio. Ma una recente decisione delle autorità locali impedirà di aggiungerne altre: per favorire la smart mobility, disco verde solo per le colonnine per la ricarica elettrica. 

“A livello federale e statale, finora, l’attesa transizione da un’economia alimentata da combustibili fossili a una basata su energia pulita non è verificata”, ha dichiarato Matt Krogh, uno dei fondatori dell’organizzazione Stand.earth, al sito FastCompany. “Il nostro sostegno va quindi a iniziative locali come quella di Petaluma, che diventa apripista verso il cambiamento”. D’altronde, la mission riportata nel sito Stand.earth è parecchio ambiziosa: “Sfidiamo le aziende e i governi a trattare le persone e l’ambiente con rispetto, perché le nostre vite dipendono da questo”. 

I “brownfield”

Mentre gli attivisti del clima, Greta Thunberg in testa, esultano per questa prima iniziativa, gli amministratori locali motivano la loro decisione con questo visione: non è più necessario costruire nuove infrastrutture destinate ai combustibili fossili di alcun tipo. Oggi l’America e buona parte dei paesi industrializzati hanno tutte le tecnologie e gli strumenti per produrre energia pulita e rinnovabile. Di conseguenza, costruire nuove stazioni di rifornimento tradizionali rischia di essere uno spreco di risorse. E quando una stazione di rifornimento chiuderà, bisognerà affrontare l’enorme problema di rimuovere i serbatoi di stoccaggio del carburante. Al momento, nessuno vuole assumersi il costo della bonifica. 

I terreni contaminati mappati dalle autorità, definiti “brownfield”, sono attualmente 450mila in tutta l’America. Secondo una ricerca dell’Epa, l’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente, oltre la metà dei siti tossici è costituita da ex stazioni di servizio dismesse.

L’accelerazione della smart mobility

La stretta sui distributori per le auto tradizionali potrebbe portare a una più rapida diffusione dei mezzi elettrici. Lo stato della California ha già deciso che nel 2035 vieterà la vendita delle auto a benzina e diesel, per dare spazio al mercato dei veicoli elettrici e plug-in hybrid. Stand.earth sta costruendo anche una rete di comunità chiamata Safe Cities (“Safe” sta per “Stand against fossil fuel expansion”), destinata a fare da lobby per accelerare la transizione verso le rinnovabili.

Con la svolta imposta dalla nuova amministrazione e l’attesa di cospicui investimenti per avviare la rivoluzione green, il caso di Petaluma potrebbe ispirare pacchetti di regole e leggi a livello nazionale. Del resto, la cittadina della contea di Sonoma non è la prima a prendere iniziative di questo genere: già vent’anni fa, Santa Monica si era attivata a sostegno della smart mobility, attraverso una rete di mezzi urbani elettrici.