“Fateci fare le fiere internazionali”: l’appello di Nardella ai ministri del Governo per la ripartenza

Un’immagine del salone Pitti immagine uomo 95 (pittimagine.com)
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Prove di ripartenza per il sistema moda e lifestyle. Dopo un anno e mezzo di fermo. E allora qualcosa comincia a muoversi, l’ingranaggio delle fiere che è rimasto bloccato con appuntamenti di primo piano saltati in forma fisica (vedi Milano Unica, Mido, Micam, Mipel, Pitti Uomo, Pitti Bimbo, Pitti Filati, Salone del Mobile, Cosmoprof, solo per citare i più importanti e conosciuti), relegati con molti sforzi solo sul web, cominciano a scalpitare invocando edizioni di riapertura. Il sasso nello stagno lo ha lanciato per primo il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che nei giorni scorsi si è vestito da ambasciatore di Firenze capitale della moda e ha chiamato per colloqui sull’argomento Pitti Uomo i ministri Lamorgese, Garavaglia, Speranza e Di Maio.

“Fateci fare le fiere internazionali, fateci fare Pitti”, questo l’appello di Nardella ai ministri del Governo per fare la prossima edizione di Pitti Uomo, che è addirittura la numero 100, al più presto e dal vivo. Un pressing che mira a far sì che la fiera di Pitti Immagine possa ripartire ed essere la prima fiera italiana in presenza, naturalmente con tutti i protocolli di sicurezza approntati e rispettati. Nardella sa che il nodo dei vaccini è fondamentale per la ripartenza del sistema tutto ma spera nelle parole del premier Mario Draghi che promette future aperture e interessamento. In questi giorni poi si sono mossi sull’argomento fiere anche Claudio Luti presidente del Salone del Mobile, Antonella Mansi del Centro di Firenze per la Moda Italiana, Claudio Marenzi, presidente di Pitti Immagine e Marino Vago presidente di Sistema Moda Italia.

Prioritario dunque ridare speranza ai settori e agli imprenditori, passaporti sanitari permettendo magari dal 15 giugno e riaperture certe. Per Dario Nardella si potrebbe far slittare Pitti Uomo da giugno (le date di Pitti Uomo già fissate sono dal 15 al 17 giugno) a metà luglio prossimo, per vedere arrivare in città aziende e compratori.

“C’è stato un movimento importante di sensibilizzazione delle città della moda come Firenze e Milano”, ha spiegato l’amministratore delegato di Pitti Immagine Raffaello Napoleone, “e il sindaco Nardella col suo impegno lo dimostra e non lo dico per piaggeria. Una presa di posizione forte da parte dei vari rappresentanti di altri saloni internazionali e di altre istituzioni del tessile-abbigliamento c’è stata e c’è in corso. Finora le fiere sono state omologate alle sagre, e questo è inutile e ingiusto. Io sono molto positivo sulla proposta del sindaco Nardella ma certo i tempi per preparare la fiera di moda maschile sono molto stretti. Noi abbiamo bisogno di ripartire, ma la fiera ha i suoi tempi e i suoi costi. E la fai se ci sono i compratori. Che arriveranno forse dagli Stati Uniti e dalla Russia ma non da Cina e Giappone. Per ora il digital ci ha aiutato e noi di Pitti Immagine abbiamo lavorato molto e bene con la piattaforma di Pitti Connect”, ha continuato Napoleone, “che ha raccolto da gennaio ad ora 15mila compratori e un milione e 600mila pagine viste. Sarebbe fantastico se arrivassero i passaporti vaccinali. Noi in fiera faremmo tamponi rapidi per fare entrare le persone in stretta sicurezza”.

Raffaello Napoleone dice che ci vogliono almeno 90 giorni di lavoro fortissimo per organizzare una fiera come Pitti Uomo, da ora a giugno ce ne sono 60 e dunque i tempi non ci sarebbero. In quanto a luglio poi fare una fiera internazionale come quella fiorentina per la moda maschile dal 1 al 15 luglio non porterebbe a nulla perché in quelle date il grosso degli espositori hanno già fatto le campagne vendite. “Mi auguro che da qui a qualche giorno qualcosa si muova a livello dell’esecutivo”, ha concluso Napoleone, “perché prima si decide e meglio è. Oltre al sindaco si è mosso anche il Presidente della Regione, Eugenio Giani”.