Gli italiani approvano il passaporto vaccinale. Nel mondo tre su quattro lo vogliono per tutti i viaggiatori

Photo by Chris Hondros/Getty Images
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Passaporto vaccinale? Il mondo vota sì e con larga maggioranza, almeno per quanto riguarda viaggi ed eventi. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio condotto da Ipsos per il World Economic Forum, il quale è andato a indagare le opinioni dei cittadini in 28 Paesi del mondo in merito all’adozione e richiesta del passaporto vaccinale per viaggiare. Più nel dettaglio, il sondaggio ha rilevato che ben tre adulti su quattro concordano sul fatto che il passaporto vaccinale dovrebbe essere richiesto a tutti i viaggiatori e che sarebbe una misura efficace per rendere più sicuri i viaggi e i grandi eventi. E l’Italia? Anche il nostro Paese è compreso nel campione dei 28 e i connazionali sono d’accordo nel ritenere il passaporto un mezzo utile in tal senso per ben il 76%, con una percentuale superiore alla media globale.

Con l’avvicinarsi dell’estate, infatti, è ripreso il dibattito su come permettere alla stagione turistica di decollare nel modo più al riparo dai rischi possibile. Ma non solo, anche di come far ripartire la macchina degli eventi d’intrattenimento all’interno dei vari Paesi. Una delle risposte emerse è per l’appunto l’istituzione di un passaporto vaccinale, soluzione peraltro percorsa anche dall’Europa che varerà il suo green pass entro la metà di giugno. L’idea è di consentire a chi si è vaccinato di viaggiare all’estero, esibendo il passaporto ai controlli. All’interno dei confini nazionali, invece, il documento elettronico potrebbe essere utilizzato per accedere a eventi pubblici come concerti, partite, spettacoli o perfino per entrare in bar o ristoranti. In Italia, con il decreto riaperture, è stato invece introdotto un pass verde. Come ha anche spiegato in conferenza stampa il premier Mario Draghi, in attesa del green pass Ue, a metà maggio entrerà in vigore il pass italiano, con cui i turisti saranno in grado di spostarsi da un Paese all’altro senza quarantena, a patto che possano dimostrare di essere guariti dal Covid, vaccinati o negativi a un tampone.

I Paesi del mondo stanno andando in ordine sparso e non sono mancate polemiche riguardo all’adozione del passaporto vaccinale, che per qualcuno sarebbe uno strumento discriminatorio verso chi ancora non ha potuto accedere ai vaccini e un rischio per la privacy delle persone. In Italia, per esempio, il Garante della Privacy ha sottolineato come ci debba essere una legge nazionale per evitare discriminazioni tra chi ha avuto il vaccino e chi no.

La diversità di vedute tra i vari Paesi del mondo traspare anche dai risultati dell’indagine di Ipsos. Infatti, se il 67% degli intervistati totali concorda sul fatto che i grandi luoghi pubblici (quali ad esempio stadi e spazi utilizzati per concerti) dovrebbero richiedere un passaporto vaccinale, in Russia e Ungheria sono d’accordo rispettivamente solo il 31 e il 47%. Nel nostro Paese, il consenso per una tale misura si è attestato invece al 72 per cento. Inoltre, più di un cittadino su due a livello mondiale (il 55%) ritiene che il passaporto debba essere richiesto anche per negozi, ristoranti e uffici. Anche in questo caso la percentuale dei favorevoli in Italia è sopra alla media con il 60 per cento.

Infine, sempre dal sondaggio condotto da Ipsos, emerge che in media più di 8 persone su 10 affermano di consentire senza problemi al proprio medico l’accesso ai dati sanitari e registri delle vaccinazioni. Tuttavia, poco più della metà degli intervistati afferma lo stesso rispetto al proprio datore di lavoro, il 50% dei rispondenti rispetto al proprio Governo e soltanto 4 persone su 10 rispetto alle società private.