In Red Hat, crediamo che la cultura sia una parte essenziale della nostra identità. Siamo un’organizzazione che ha fatto dell’open source la propria base fondativa, e questo ci impone di non poterne prescindere, ma anzi di abbracciare in pieno una forma mentis che ci definisce, influenza il nostro modo di interagire con il mondo e si riflette tanto nei nostri prodotti quanto nella maniera in cui viviamo e lavoriamo.
La nostra cultura è open, perché crediamo che l’apertura sblocchi il potenziale del mondo. Come Red Hatter, usiamo i principi dell’open source e le pratiche DevOps all’interno della nostra organizzazione per massimizzare flessibilità, trasparenza e velocità; ci scambiamo liberamente punti di vista e idee, risolvendo problemi insieme; celebriamo la diversità e l’inclusione; e, al contempo, rimaniamo fedeli a quell’insieme di valori che più di ogni altra cosa ci unisce.
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In primo luogo l’amore per la libertà, perché non esiste open source senza uno scambio di opinioni ed esperienze privo di costrizioni, ma anche il coraggio per mantenerla sempre viva; poi l’impegno, ovvero la scelta di credere nei nostri obiettivi, confidare nell’open source quale modo per migliorare il mondo, certi del nostro approccio, fidandoci l’uno dell’altro e perseguendo sempre l’innovazione; il senso di responsabilità, perché solo quando ci riteniamo responsabili nei confronti di clienti, azionisti e comunità stiamo lavorando e creando in maniera aperta; la passione, che equivale a far sentire la nostra voce, ma anche ad ascoltare; e naturalmente la curiosità, che ci spinge a porci domande perché ci interessano davvero le risposte, a costruire nuove competenze e creare cose migliori per l’intero Pianeta.



