Il 28enne a capo di una società per l’efficienza energetica che gestisce progetti per oltre 50 milioni

Nikolaus Widmann, ceo Inewa
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Papà altoatesino e mamma veneziana, fino ai 15 anni Nikolaus Widmann ha vissuto in un maso di Bolzano, a 5 minuti di slittino dalla scuola elementare e mezz’ora d’auto dalle scuole medie, a un soffio dalle piste da sci: quanto basta per diventare un maestro. Con tutta quella aria rarefatta nei polmoni, va all’Università di Maastricht (Business and Economics), e a 22 anni  già siede alla scrivania della Kofler Energies AG di Berlino, una delle principali aziende tedesche di ingegneria energetica. Nel 2018 la società è stata acquisita dal Gruppo Elevion (600 milioni di euro di fatturato), “la nuova proprietà mi ha chiesto di rimanere occupandomi del segmento italiano e austriaco. Io ho accettato con entusiasmo perché sento di avere la fiducia del Gruppo”, spiega Widmann, quinto protagonista nella nostra serie #ZetaMillennials ad alto contenuto tecnologico.

Meno di un anno fa Widmann ha lanciato Inewa,  una Esco (Energy Service Company) e che in quanto tale agisce per sostenere la transizione energetica. Ha realizzato oltre 70 progetti, ha 24 impianti di proprietà, un portfolio di oltre 250 clienti attivi per un valore contrattualizzato della produzione di oltre 50 milioni di euro.

Partiamo dal nome: Inewa sta per?

Innovazione, energia sostenibile. La “w” rimanda al concetto tedesco di Energiewende che vuol dire transizione energetica.

Un’azienda si rivolge a voi perché vuole avviare progetti di efficientamento. Voi cosa offrite?

Inewa opera come partner per chi vuole ridurre i consumi di energia, le emissioni di carbonio e l’impatto ambientale dei processi e delle proprie strutture. Partiamo dall’analisi del sistema impiantistico ed energetico per trovare gli sprechi e i potenziali di efficientamento.  In base alle esigenze del cliente individuiamo le tecnologie più efficienti sul mercato, progettiamo un mix di soluzioni integrate e su misura. Le realizziamo facendoci anche carico della manutenzione nel tempo. In questo modo aiutiamo i nostri clienti a ridurre i consumi di energia e a neutralizzare le emissioni dirette di CO2.

Esempi concreti di progetti in corso?

Per i nostri partner di Connecthub, che fa parte di Lenet Group (prima conosciuti come Gruppo Thun), dopo un Relamping (significa sostituire le lampade tradizionali con quelle a Led, ndr) completo stiamo sviluppando un concetto integrato per il sistema impiantistico che andiamo ad associare a impianto fotovoltaico e soluzioni di mobilità elettrica per clienti e dipendenti. Inoltre, con il nostro ramo Consulting offriamo servizi tecnici dedicati e servizi di consulenza nell’area Sustainability.

In questo modo aiutiamo i nostri clienti ad inserire la sostenibilità ambientale nei propri modelli di business e a ridurre anche le emissioni indirette di carbonio lungo tutta la catena del valore. Di fatto riusciamo ad essere un partner a 360° per i nostri clienti perché li aiutiamo a trarre il massimo dai propri sforzi di sostenibilità.

Intervenite anche con vostri capitali. Questo cosa implica per chi collabora con voi, che rapporto si stabilisce?

Come Esco certificata Uni Cei 11352:2014 aderiamo a Federsco offriamo ai nostri clienti la possibilità di accedere a Epc (contratti a rendimento energetico) e ci poniamo direttamente anche come soggetto finanziatore. Noi anticipiamo il finanziamento iniziale per realizzare l’intervento di efficienza energetica. Così il cliente mantiene la sua liquidità e ripaga il nostro investimento nel tempo, con un fee determinato dall’entità dei risparmi che riusciamo a generare (nella bolletta energetica). Alla fine del periodo del contratto il cliente può godere di un sistema più efficiente e sostenibile ma anche di un risparmio importante della spesa per energia.

Questa è un’opportunità per molte aziende che non finanziano interventi in efficienza energetica perché gli investimenti si ripagano in tempi lunghi, che vanno oltre i capex restraint (il contenimento degli investimenti, ndr) che spesso sono di due o tre anni.

Lo stesso vale per il risanamento degli edifici residenziali. Con il superbonus agiamo come general contractor e soggetto finanziatore e offriamo la possibilità di cessione del credito con sconto in fattura.

Lei ha un profilo internazionale. Avrebbe potuto avviare Inewa ovunque, ma ha scelto l’Italia. Perché?

Qui ci sono enormi potenziali soprattutto se si pensa alla produzione di energia da fonti rinnovabili e all’efficienza energetica. Con questa convinzione già nel 2016 avevo  fondato Kofler Energies Italia spin-off e prima filiale estera di Kofler Energies Energieefizienz GmbH. Abbiamo realizzato diversi progetti Esco per capire ben presto che per rispondere al meglio alle sfide del mercato italiano dovevamo supportare il cliente a 360° così da accompagnarlo in tutte le fasi del processo di innovazione. Inewa è nata con questo obiettivo: una Esco customizzata sul mercato italiano.  L’obiettivo è di diventare in pochi anni una delle principali Esco italiane con importanti asset in bioenergia, efficienza energetica e fotovoltaico.

Inewa è sotto l’ombrello Elevion. Corretto?

Sì, è una delle 54 aziende di Elevion, presente in 11 paesi e con sede principale ad Amsterdam. Comunque Inewa è italianissima, la sede operativa è al Noi Techpark di Bolzano.

Siete in 25 in Inewa. Quali sono le professionalità coinvolte? Allargherete la squadra?

Siamo una realtà in crescita e per questo stiamo ampliando la squadra. Il nostro team è composto da ingegneri, figure tecniche ed esperti di sostenibilità, con un giusto mix di profili esperti e di giovani che vogliono imparare e crescere professionalmente. In questo modo abbiamo creato una squadra con competenze trasversali. In questa fase stiamo cercando profili specializzati per i nostri settori di attività.

Una riflessione sul capitolo del Pnrr (Piano Nazionale Ripresa Resilienza) dedicato alla transizione energetica.

Bisogna essere consapevoli che la transizione energetica è un processo complesso che richiederà più di 30 anni per essere realizzato. Per raggiungere questo obiettivo bisogna creare piattaforme energetiche integrate e flessibili, in grado di svilupparsi nel tempo in funzione dell’evoluzione del mercato. Ciò che dobbiamo evitare è la creazione di filiere energetiche separate ed in concorrenza tra loro e invece mettere a sistema tutte le risorse rinnovabili d’Italia in un’ottica di economia circolare.

Un esempio?

Dagli scarti agricoli al biometano, dal biometano all’idrogeno verde in abbinamento a processi di power to gas basati su energia fotovoltaica: in questo modo saremo in grado di accompagnare la transizione in modo flessibile, valorizzando le migliori tecnologie disponibili. In questo senso il Pnrr va nella giusta direzione e dovrà servire a dare un impulso al processo di transizione.