Quali sono le migliori 150 aziende dove lavorare in Europa

migliori aziende dove lavorare in Europa
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Identificare e stabilire quali sono le migliori 150 aziende europee dove lavorare. È questo lo scopo della “Europe’s Best Workplaces 2021”, la classifica di Great Place to Work, azienda leader nello studio e nell’analisi del clima aziendale e dell’employer branding, che coinvolge 21 paesi del vecchio continente e 3.000 imprese.

Giunta alla diciannovesima edizione, la Europe’s Best Workplaces prevede una suddivisione in quattro categorie (large, medium, small e multinational companies) in base al numero di collaboratori presenti, e grazie alla crescita in termini di partecipazione, quest’anno, conta 25 aziende in più rispetto allo scorso anno (da 125 a 150). Le quali, inoltre, hanno registrato l’88% di media Trust Index, un dato di 8 punti superiore alla media delle imprese non premiate.

Quali sono le migliori aziende dove lavorare in Europa

Entrando nel vivo della Europe’s Best Workplaces, nella categorie multinazionali è Dhl ad aggiudicarsi la vetta e il titolo di miglior aziende europea in cui lavorare. Seguita da AbbVie e Cisco. Tra le large, ossia quelle con più di 500 dipendenti è invece Kuveyt Turk in testa. Seguita da Sii Polska e Regeneron Ireland.

Guardando, invece, alle medium (che contano dai 50 ai 499 dipendenti) e alle small (da 10 a 49 dipendenti) sono Afas Software e Viisi Hypotheken a posizionarsi al primo posto delle rispettive classifiche. Seguite, nel primo caso, da Workhuman e LR Technologies Groupe. Nel secondo, da Utopies e da Holle baby food AG.

classifica delle migliori aziende europee dove lavorare – categoria multinazionali

Le aziende italiane premiate

Guardando ai settori di riferimento, l’IT si prende la scena con il 32% di aziende classificate, seguono con grande distacco l’asset dei servizi professionali (14%) e quello dei servizi finanziari e assicurazioni (13%).

Notizie positive per l’Italia, che quest’anno può vantare la presenza di 20 aziende all’interno della classifica. Di cui 14 local entities di aziende multinazionali. Ma non è tutto.

Per la prima volta il Bel Paese è presente nel segmento dedicato alle large companies con due aziende, ossia Illimity, gruppo bancario italiano ad alto tasso tecnologico fondato nel 2018, ed Elettronica, dal 1951 specialista nazionale della difesa elettronica. Risulta rilevante anche la categoria Best Medium Workplaces (50-499 dipendenti) che vede la presenza di 3 aziende premiate: Biogen Italia, azienda che opera nel settore Biotecnologie e Prodotti Farmaceutici, che si posiziona al 17esimo posto della categoria; Zeta Service, azienda che si occupa di servizi professionali nell’ambito dell’amministrazione del personale in outsourcing (34ª posizione); Insight Technology Solutions Italy, azienda dell’IT che entra per la prima volta in questo ranking al 47esimo posto. Premiata, infine, anche Camasia, azienda del settore IT alla sua prima partecipazione all’indagine Great Place to Work, che si classifica al 18° posto tra le Best Companies europee, categoria Small Workplaces.

“Vedere così tante aziende italiane nella classifica degli Europe’s Best Workplaces ci rende particolarmente orgogliosi e, soprattutto, fiduciosi in vista di un futuro sempre più in crescita”, afferma Alessandro Zollo, Amministratore Delegato di Great Place to Work Italia. “Le indagini su cui si basano i risultati che hanno portato a realizzare questa classifica sono state svolte in un periodo estremamente complesso, in cui le organizzazioni eccellenti si sono spinte oltre al consueto per supportare le persone appartenenti al proprio clima aziendale: da segnalare a questo proposito che l’82% dei collaboratori degli Europe’s Best Workplaces afferma che in azienda le persone sono pronte a dare qualcosa in più per portare a termine il lavoro. Ciò è sicuramente frutto di un ottimo lavoro svolto in termini di benessere organizzativo. Tenere sotto stretta osservazione l’employee experience dei singoli professionisti consente, in seguito, ai leader d’impresa di costruire ottime basi per sviluppare percorsi di change management o trasformazione aziendale finalizzati a migliorare sia il clima organizzativo sia i risultati economici dell’impresa in quanto tale”.

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