La persona più ricca dell’Asia entra nel club dei “centimiliardari”

Mukesh Ambani Reliance Industries
(foto Chris Jackson/Getty Images)
Share

Il club dei centimiliardari, per la prima volta, ha un componente asiatico. Secondo la Forbes real-time billionaires list, l’imprenditore indiano Mukesh Ambani, l’uomo più ricco del continente, ha infatti un patrimonio di 101,4 miliardi di dollari (dato aggiornato, come tutti i successivi, alle ore 15 del 12 ottobre). Merito soprattutto della crescita delle azioni di Reliance industries, il gigante della raffinazione e della petrolchimica che Ambani ha ereditato dal padre, salite del 30% dall’inizio dell’anno. Il risultato è dovuto anche a un piano presentato a giugno e ben accolto dal mercato: quello per portare Reliance nel campo delle rinnovabili, con investimenti per 10 miliardi di dollari nei prossimi tre anni.

Fino a oggi Bernard Arnault, francese, era stato l’unico non americano a costruire un patrimonio superiore ai 100 miliardi (Elon Musk, sebbene nato in Sudafrica, è stato naturalizzato statunitense).

Chi è Mukesh Ambani

Nato nel 1957 ad Aden, nello Yemen, Mukesh Ambani è cresciuto a Mumbai, dove il padre fondò, nel 1966, l’azienda tessile Reliance commercial corporation, divenuta poi Reliance industries. Dapprima azienda tessile, Reliance si allargò poi ad altri settori, in particolare al petrolio e alle telecomunicazioni. Dopo una laurea in ingegneria chimica a Mumbai, Ambani si trasferì negli Stati Uniti per iscriversi all’università di Stanford. Interruppe però gli studi, all’inizio degli anni ’80, per tornare in India e contribuire al boom di Reliance.

L’ascesa che lo ha portato tra gli uomini più ricchi al mondo è iniziata nel 2002, dopo la morte del padre. I fratelli Mukesh e Anil Ambani ereditarono la guida di Reliance, ma entrarono presto in contrasto. Nel 2006 divisero così le attività del gruppo: a Mukesh, il maggiore, quella petrolchimica, ad Anil le telecomunicazioni.

La guerra degli Ambani

La battaglia tra fratelli ha raggiunto il culmine nel 2016, quando Mukesh ha lanciato Jio, un servizio telefonico, e offerto sei mesi gratuiti di internet ad alta velocità. Una mossa che ha innescato una guerra di prezzi e ha avuto come conseguenza la rovina di Anil. Non solo quella economica.

Nel 2019, il più piccolo dei fratelli, imprenditore dell’anno per il Times of India 13 anni prima, non poté far fronte a debiti per 80 milioni di dollari nei confronti della Ericsson e rischiò tre mesi di carcere. Mukesh Ambani glieli risparmiò pagando, secondo l’Economic Times of India, circa il 90% della somma.

Per il 2021, Reliance ha registrato un fatturato di 64 miliardi di dollari e un utile netto di 7,1 miliardi. Ad aprile Ambani, che possiede i campioni in carica della Premier League indiana di cricket, i Mumbai Indians, è diventato anche il proprietario sportivo più ricco del mondo. Ha superato infatti Steve Ballmer, l’ex amministratore delegato di Microsoft e proprietario dei Los Angeles Clippers della Nba, che ha un patrimonio di 94,7 miliardi.

Il club dei centimiliardari

Solo quattro anni fa, Bill Gates era l’unica persona nella storia ad avere avuto un patrimonio superiore ai 100 miliardi di dollari: era accaduto, per un breve periodo, nel 1999, al culmine della bolla delle dot com. Nel novembre 2017 Jeff Bezos è stato il secondo a raggiungere il traguardo. Ora sul pianeta ci sono dieci centimiliardari.

Sebbene la sua fortuna sia aumentata di quasi 17 miliardi di dollari, Mukesh Ambani non ha guadagnato posizioni nella classifica dei più ricchi al mondo, rispetto alla lista Forbes Billionaires di aprile. È sempre decimo, anche se molto vicino a Warren Buffett, nono con 102 miliardi.

Sono più lontani Sergey Brin (114,5 miliardi), Mark Zuckerberg (116,5), Larry Page (118,8), Larry Ellison (124,1) e Bill Gates (130,6). Sul podio restano Bernard Arnault (176,2) e Jeff Bezos (189,5) alle spalle di Elon Musk. Con un patrimonio di 203,5 miliardi, Musk è diventato la seconda persona nella storia a superare la soglia dei 200 miliardi, un anno dopo Bezos.