Meta brucia più di 230 miliardi in un giorno: è il record negativo nella storia di Wall Street

(Photo by Win McNamee/Getty Images)
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Nessuna società aveva mai perso tanto in un solo giorno. L’ultima trimestrale di Meta, che ha annunciato risultati inferiori alle attese e il primo calo di utenti nella storia di Facebook, è costata all’azienda di Mark Zuckerberg più di 230 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.

Zuckerberg stesso ha sfiorato un record poco ambito: quello per la più grande somma persa da un individuo in un solo giorno. I 28,6 miliardi di dollari sfumati ieri sono infatti secondi solo ai 33 bruciati da Elon Musk il 9 novembre 2021. Nel caso del fondatore di Tesla, però, la caduta era seguita a un lungo periodo in cui il suo patrimonio era lievitato fino a oltre 300 miliardi di dollari. Il padre di Facebook viene invece da mesi turbolenti, segnati anche dalle accuse della whistleblower Frances Haugen sulla politica del “profitto prima della sicurezza” adottata dalla compagnia.

Il primo calo di utenti nella storia

Meta ha pubblicato ieri la prima trimestrale dopo il cambio di nome. I risultati hanno deluso le aspettative degli analisti: gli utili per azione sono stati di 3,67 dollari contro i 3,84 previsti, mentre per il primo trimestre 2022 sono attesi ricavi tra i 27 e i 29 miliardi, contro i 30,25 stimati in precedenza.

A preoccupare, però, è soprattutto il primo calo di utenti nella storia della compagnia. Negli ultimi tre mesi del 2021, Facebook ne ha persi infatti circa 500mila. Secondo il Washington Post, il calo – più marcato in Africa, India e America Latina – suggerisce che Facebook abbia ormai raggiunto la platea più ampia possibile: circa 1,93 miliardi di persone. Zuckerberg ha indicato come principali cause della flessione una concorrenza più forte rispetto al passato e la preferenza degli utenti per video brevi, visibili su YouTube e TikTok. Nel caso dell’India, poi, avrebbe contribuito anche l’aumento del costo dei dati di internet.

Non è stata peraltro solo la piattaforma Facebook a registrare numeri deludenti. Anche la crescita degli utenti delle altre app della società – Whatsapp, Messenger e Instagram – è stata infatti modesta.

I guai di Meta

A fronte del calo di utenti, poi, le spese sono aumentate. La prima causa è il progetto di creare un metaverso – una sorta di mondo virtuale -, che richiede grossi investimenti in realtà virtuale e realtà aumentata. La società ha speso più di dieci miliardi su questo fronte nel 2021 e il chief financial officer, Dave Wehner, ha detto di aspettarsi “un significativo incremento” per il 2022.

Nonostante Zuckerberg abbia deciso di puntare tutto sul metaverso, peraltro, resta da vincere la concorrenza, tra gli altri, di un titano come Microsoft e dei fratelli Winklevoss. I due gemelli miliardari – che nel 2008 accusarono Zuckerberg di avere copiato una loro idea per creare Facebook e ottennero un risarcimento di 65 milioni  – hanno appena raccolto 400 milioni di dollari per creare il loro “metaverso decentralizzato”.

L’altro grande problema è rappresentato dalla nuova politica di Apple, che ha reso più difficile l’acquisizione di dati sul comportamento degli utenti ad aziende terze. A partire dall’anno scorso, gli utilizzatori di iPhone posso infatti scegliere se permettere o meno alle app di tracciarli. La maggior parte nega il consenso: Meta ha stimato in dieci miliardi di dollari i mancati introiti pubblicitari.

Meta in Borsa

In seguito all’annuncio, il titolo di Facebook ha perso più del 26% giovedì 3 febbraio. L’ultimo crollo paragonabile, -19%, risaliva al luglio 2018 ed era stato causato sempre da una trimestrale deludente. Nel marzo dello stesso anno era stato invece lo scandalo Cambridge Analytica a provocare un altro -20%, da cui la compagnia recuperò tuttavia nel giro di due mesi.

Le perdite si erano invece fermate al 4,8% nel “lunedì nero” di inizio ottobre 2021. Quel giorno, Facebook, Instagram e Whatsapp non funzionarono per ore a causa di un guasto. Nelle stesse ore i mercati aspettavano la testimonianza al Congresso di Frances Haugen, che nelle settimane precedenti aveva passato alcuni documenti interni al Wall Street Journal. Il quotidiano aveva pubblicato una serie di articoli in cui raccontava come Facebook avesse ignorato gli effetti negativi di Instagram sulla salute mentale delle sue utenti più giovani e la diffusione di disinformazione sulla sua piattaforma.

Perdite miliardarie

Il patrimonio di Mark Zuckerberg, in gran parte legato a Facebook, è sceso sotto i 100 miliardi di dollari (alle 12.30 del 4 febbraio era di 84,8 miliardi). Zuckerberg è ora al 12esimo posto nella classifica in tempo reale delle persone più ricche del mondo: erano anni che non usciva dai primi dieci. 

Hanno perso grosse cifre anche Eduardo Saverin (-4,2 miliardi di dollari) e Dustin Moskovitz (-3,9 miliardi), cofondatori di Facebook che non fanno più parte della compagnia, ma conservano quote consistenti. I loro patrimoni sono ora di 13,3 e 14,7 miliardi di dollari.

Le prospettive

Il fondatore del sito di analisi e commenti sui mercati Vita Knowledge, Adam Crisafulli, in un’intervista a Forbes si è detto convinto che “non si tratta solo di un trimestre deludente, ma di un momento decisivo nella storia della società. Gli investitori dovranno considerare con attenzione la posizione della compagnia e valutare se non sia avviata a un lungo periodo di risultati scadenti. Di conseguenza, il titolo faticherà a riprendersi in tempi rapidi”.

Sono invece più ottimisti gli analisti di Bank of America, che prevedono una ripresa a partire dalla seconda metà di quest’anno e continuano a raccomandare l’acquisto delle azioni di Meta.

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