La startup che divulga l’arte e la cultura attraverso esperienze di realtà aumentata

Il team di Way Experience
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Da tre anni a questa parte è possibile ripercorrere il tragitto che Leonardo da Vinci faceva quotidianamente, spostandosi fra Palazzo Reale e Santa Maria delle Grazie a Milano. Per osservare la città con gli occhi di Leonardo, ricostruita al millimetro con tecnologie 3D, è nato il progetto “You Are Leo” di Way, startup che vuole innovare le modalità di fruizione dell’arte, aiutando enti e luoghi d’arte a comunicare.

Way contribuisce al crescendo di imprese e startup che fanno open innovation aiutando l’Italia a divulgare la cultura e a fare turismo. In che modo? Prendendo un personaggio chiave, un frammento della nostra storia o un gioiello paesaggistico e facendolo rivivere attraverso esperienze immersive. Proprio come suggerisce l’acronimo Way ovvero We Augment You. Che come spiegano i fondatori, Marco Pizzoni e Pier Francesco Jelmoni, vale a dire “aumentare la qualità dei prodotti culturali e le esperienze di visita delle città d’arte realizzando veri e propri viaggi nel tempo, tra reale e virtuale”.

Siete nati nel 2019 debuttando con You Are Leo. Quali altre experience avete creato?

Nel 2022 abbiamo inaugurato la prima mostra phygital di Geronimo Stilton con cui abbiamo fatto viaggiare nel tempo oltre 30mila bambini, genitori e nonni. Sempre quest’anno, abbiamo lanciato The R-evolution Park, un tour scientifico tra reale e virtuale realizzato insieme a WWF e Milanoguida, che ha l’obiettivo di sensibilizzare gli utenti sui temi della sostenibilità ambientale. Entro il 2022 lanceremo You Are Matilde di Canossa, You Are Darwin, progetto finanziato dal bando Innova Musei, e You Are Volandia dedicato al volo.

Come siete nati? 

Lavorando nell’innovazione culturale ho potuto, da un lato, constatare le potenzialità offerte dall’uso di nuove tecnologie immersive (AR e VR), e dall’altro mi sono misurato coi limiti e le barriere del sistema culturale di tradizione. Per questo ho voluto condividere la visione di una startup culturale B2C con Pier Francesco, che aveva una ventennale esperienza nella comunicazione e nel marketing di prodotto B2C. Così è nata Way.

Passiamo ai numeri…

Per You Are Leo, già nel primo anno abbiamo totalizzato oltre 30mila fruitori e un fatturato di 540mila euro. E finora abbiamo venduto oltre 75mil biglietti. Entro il 2022 contiamo di raggiungere un valore di produzione di 1 milione di euro, per questo stiamo cercando un secondo fondo di finanziamento da 2,6 milioni.

WAY nasce e cresce anche grazie al sostegno della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi. In che termini vi ha aiutato?

In questi anni il supporto della Camera di Commercio è stato davvero importante, da un finanziamento di 100mila euro, alla messa in campo di relazioni per poter allestire un secondo round di finanziamento. Siamo nati con un investimento privato raccolto tra Family&Friends, ora stiamo dialogando con diversi vc e business angel.

Yal

Pensate anche a un mercato straniero?

Al momento le Way experience sono concentrate sul territorio italiano attraverso un modello di business B2C, con vendita diretta delle nostre esperienze al pubblico. Vista la forza e la scalabilità dei nostri contenuti stiamo però mettendo in campo una distribuzione internazionale sia diretta attraverso lo sviluppo e il potenziamento del nostro e-commerce, sia attraverso intermediari commerciali B2B. La successiva fase di internazionalizzazione vedrà la vendita al pubblico dei nostri tour VR nelle principali città europee.

A vostro avviso, cosa stanno facendo le istituzioni culturali italiane in termini di innovazione?  E cosa dovrebbero fare urgentemente?

Siamo convinti che sia necessaria una sempre più forte collaborazione tra pubblico e privato affinché l’energia e la capacità d’innovazione delle startup private possa essere al servizio del settore pubblico. Per tutti è chiaro un concetto: non basta lanciare un progetto, anche se intrigante. Bisogna pianificarne la gestione, altrimenti non si va oltre il taglio del nastro.

A tre anni dal lancio cosa state rettificando?

Abbiamo imparato molto, testato i nostri format, fatto R&S a livello tecnologico. Abbiamo definito meglio i processi organizzativi e deciso di focalizzare la nostra attività in modo verticale sul settore dei tour vr phygital ampliando lo sviluppo su più città, e rafforzando i nostri canali digitali per poter essere pronti a cogliere le opportunità che verranno offerte dal metaverso.

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