Un metaverso di ceramiche: l’azienda di design che ha sperimentato gli Nft con una mostra virtuale

Cedit – Ceramiche d’Italia
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Articolo tratto dal numero di luglio 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Smaterializzare la superficie ceramica, forse la più materica delle superfici, così capace di attrarre magneticamente il tocco e lo sguardo, significa rimescolare le carte della percezione. A farlo con indole curiosa e sperimentatrice, durante l’ultima Milano Design Week, è stata Cedit – Ceramiche d’Italia, uno dei marchi del gruppo Florim, con un progetto che esplora gli Nft attraverso una mostra virtuale andata in scena presso lo spazio di Foro Buonaparte 14/A.

Il progetto Nft

New Future Treasures

Protagoniste sono dieci opere dal nome New Future Treasures, ovvero dieci ‘oggetti ritrovati nel futuro’ immersi in un paesaggio lisergico dove galleggiano riferimenti del mondo classico. I loro nomi sono evocativi – New Future Araldica, New Future Chimera, New Future Euridice, New Future Policroma, giusto per citarne alcuni – e affiancano rovine antiche del classicismo ad ambientazioni metafisiche reinterpretando le collezioni cult del marchio. Un progetto nato per lanciare uno sguardo verso il mondo del metaverso, un mondo che sta sempre più catalizzando l’attenzione del design.

I numeri di Florim e l’ingresso in Altagamma

Quella di New Future Treasures è soltanto una delle tante sfaccettature che animano lo spirito di Florim, azienda che produce da oltre 60 anni superfici ceramiche per l’edilizia, l’architettura e l’interior design con sede a Fiorano Modenese. Con un fatturato nel 2021 di oltre 480 milioni di euro e un margine operativo lordo superiore a 25% – i numeri più alti nella storia dell’azienda – Florim è un punto di riferimento per l’intero settore ceramico internazionale.

E non è un caso che proprio quest’anno abbia fatto il suo ingresso in Altagamma, la fondazione che riunisce l’élite delle aziende italiane posizionate sull’alto di gamma, ambasciatrici del made in Italy nel mondo. Un traguardo raggiunto grazie a una spinta verso l’innovazione che si è sempre espressa non soltanto attraverso la creazione di superfici ceramiche sempre più all’avanguardia, ma anche attraverso un impegno nei confronti della sostenibilità nato nel 2008, quando essere green era ancora la bandiera di pochi.

L’impegno per la sostenibilità

A maggio, Florim ha pubblicato la XIV edizione del suo report di sostenibilità, festeggiando dieci anni di impegno nel ridurre il proprio impatto ambientale: due lustri in cui Florim ha speso 50 milioni di euro per rendere più sostenibili i suoi processi di produzione, evitando l’emissione di 111.042 tonnellate di Co2. Nel 2021, Florim è riuscita a recuperare e riutilizzare 12,8 milioni di litri di acqua piovana, mentre l’energia elettrica che non è autoprodotta internamente attraverso i 42mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici insieme ai cogeneratori viene acquistata esclusivamente da fonti rinnovabili con Garanzia di origine (Go).

Traguardi che hanno consentito a Florim di ottenere, nel 2020, la certificazione B Corp, che attesta l’adozione di un modello di business rigenerativo e che inserisce l’azienda – per ora l’unica industria ceramica ad aver ricevuto tale riconoscimento – tra le oltre cinquemila imprese B Corp al mondo. Oltre a fare un recap degli obiettivi raggiunti, la relazione di impatto pone nuove mete ambiziose, tra cui l’installazione di un impianto fotovoltaico di 4,5 MWp nello stabilimento di Mordano, che si aggiunge a quello di 7,7 MWp di Fiorano Modenese; l’adeguamento degli impasti dei prodotti per ridurre l’utilizzo di materie prime, acqua ed energia; e l’analisi di fonti alternative per i mezzi di trasporto per la movimentazione delle merci.

Cedit – Ceramiche d’Italia

Neutralità climatica e zero emissioni

Propositi che si inseriscono in un quadro più grande, che ha portato Florim a cambiare il suo statuto per iniziare un percorso verso la neutralità climatica e le net zero emissions. “A dieci anni dall’inizio della produzione di energia pulita”, ha spiegato il presidente Claudio Lucchese, “Florim ha modificato il proprio statuto formalizzando l’impegno ad attuare un’evoluzione progressiva del modello di business verso un’economia a zero emissioni nette, in linea con gli obiettivi europei e nazionali di transizione ecologica”.

All’impegno di Florim nei confronti dell’ambiente si è ispirato anche l’allestimento dello stand di Florim al Salone del Mobile e nello Showroom di Foro Buonaparte: un progetto firmato dall’architetto e designer Matteo Nunziati, che ha offerto quattro diverse letture dello spazio, unite dal denominatore comune della sostenibilità. Un progetto nato per ribadire che anche la progettazione del lusso e della contemporaneità ha una responsabilità nei confronti del pianeta.

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