Mostre interattive ed esperienzali: così Next Exhibition applica l’innovazione al mondo dell’arte

Next Exhibition
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Articolo tratto dall’allegato Small Giants del numero di dicembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Next Exhibition è nata nel 2017 come spin off di Dimensione Eventi, società di organizzazione di entertainment events, distaccandosi dalle attività tradizionali per puntare sul mondo della cultura e delle mostre. Ha iniziato a operare in Italia con esposizioni d’arte tradizionale (opere e fotografie), ma fin da subito ha riconosciuto nell’aspetto multimediale e tecnologico una strada sicuramente da percorrere, sia per distinguersi dalla concorrenza, sia per andare incontro a quello che il pubblico stava cercando: l’interattività nella fruizione di una qualsiasi esperienza, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. 

Tradizione ma non solo: come si è sviluppata Next Exhibition

Per questo, il presidente Roberto Indiano ha creato con il tempo una società dedicata allo sviluppo non solo di mostre tradizionali, bensì anche e soprattutto di exhibitions a carattere multimediale. Il primo artista-brand, apripista delle progettualità della società, è stato Van Gogh, forse la figura più forte al mondo in questo campo. Che è stato seguito poi da altri del calibro di Frida Kahlo, Monet, Pompei e Leonardo da Vinci. 

Next Exhibition è nata in Italia ed è ormai oltre la fase di startup, essendo cresciuta e diventata a tutti gli effetti una piccola media impresa. Mentre progrediva l’attività, si è evoluta anche la compagine aziendale. All’inizio la società era sostanzialmente in mano soltanto al presidente Roberto Indiano: tuttavia, mentre l’evoluzione strategica, finanziaria e operativa proseguiva, si rendeva necessario l’inserimento di nuove figure, sia professionali sia istituzionali.

“A livello di nuovi partner, sottolineo il fatto che quasi tutti i nostri soci hanno portato know how e competenze, oltre naturalmente ad aver iniettato capitali”, spiega Indiano. “Il primo a credere nel nostro progetto è stato Javier Gomez, imprenditore noto in Italia per aver introdotto e sviluppato il marchio Flying Tiger, catena di negozi retail. In seconda battuta, attraverso una campagna di equity crowdfunding, sono entrati un gruppo editoriale e alcuni imprenditori privati di esperienza. Ultimo entrato il gruppo Betacom, una software house italiana che ci sta aiutando a sviluppare tutta la componente tecnologica all’interno dei nostri asset.”

Exhibitions temporanee e mostre digitali

La società si sta specializzando in due rami di prodotto specifici. Il primo, più a carattere tradizionale, vede delle exhibitions temporanee, della durata in media di tre mesi, in cui sono esposte opere originali o fotografie. Queste sono naturalmente più legate all’ambito della cultura intesa nella sua classicità, pur senza tralasciare spazi multimediali e interattivi, per creare engagement in una clientela il più eterogenea possibile. Il secondo filone, invece, che sta diventando il core business della società e ci sta aiutando nella scalabilità, sono le mostre a carattere digitale. Quindi mostre, o meglio esperienze, dematerializzate. Come ad esempio una mostra immersiva totalmente proiettata all’interno di un grande spazio bianco, che diventa di fatto un museo proiettato. O addirittura  un’esperienza vissuta con un visore Vr che, una volta indossato, permette al visitatore di entrare in un mondo virtuale, che rappresenta di fatto l’avanguardia del metaverso. 

Roberto Indiano, presidente di Next Exhibition
Roberto Indiano

“Queste produzioni consentono una serie importante di vantaggi”, spiega Indiano. “Il primo è di carattere economico, perché il costo della produzione del software, interna all’azienda, viene ammortizzato sempre di più ogni volta che viene riprodotta la mostra. Il secondo è la contemporaneità, in quanto una mostra digitale può essere prodotta in più location, anche a migliaia di chilometri di distanza fra di loro, contemporaneamente. Da qui il terzo vantaggio, commerciale, perché il carattere innovativo e tecnologico attrae un target di visitatori solitamente lontani dal mondo della cultura tradizionale e non avvezzi a visitare le mostre. Nostro grande vanto è che quasi il 30% dei nostri visitatori è composto da persone di età inferiore ai 35 anni”.

L’importanza della scalabilità del prodotto

Next Exhibition vede una crescita di produzioni proprio grazie alla scalabilità dei progetti multimediali. Negli ultimi due anni la società ha infatti avuto uno sviluppo esponenziale dal punto di vista geografico. La prima società controllata è stata aperta nel 2021 in Spagna, a Madrid, dove ha riprodotto i progetti italiani di maggior successo. A oggi l’azienda ha mostre attive a Madrid, Valencia e Siviglia.

Il secondo passaggio è stato l’apertura della filiale in Gran Bretagna, a Londra, con la Next Exhibition Group Ltd, società controllata al 100% da quella italiana. L’ultima nata è la società americana, anch’essa partecipata al 100%, che fungerà da apripista della progettualità nel mercato americano, culla dell’edutaiment, che rappresenta sicuramente uno dei mercati più importanti sia per bacino d’utenza potenziale, sia per l’attenzione che viene data a questo tipo di progetti. Infine il business dell’azienda si è arricchito di una produzione nella città di Doha, in Qatar, partita in concomitanza con i mondiali di calcio. Qui, nei seguenti 14 mesi, la società svilupperà quattro esposizioni consecutive mescolando tradizione e innovazione.

Espansione geografica e consolidamento: cosa c’è nel futuro di Nel Exhibition

“Come in ogni piano strategico, per noi la scalabilità diventa il focus primario, il più importante. Il prossimo step è sicuramente quello di consolidare il mercato italiano e quello spagnolo, mentre quello inglese avrà il suo boom nel 2023. Gli Stati Uniti vedranno l’apice nel 2024 e 2025 e nel contempo puntiamo al mercato del far east, in cui stiamo già muovendo i primi passi attraverso dei promoter locali”.

Alberto Bressan, direttore finanziario

“La finanza deve sostenere spesso i progetti strategici, e proprio per questo Next Exhibition è sempre più attenta all’inserimento nel proprio capitale di investitori privati, istituzionali e nuovi soci imprenditori” afferma Alberto Bressan, direttore finanziario. “Il prossimo passaggio sarà quello di utilizzare alcuni strumenti obbligazionari per finanziare, moltiplicare e accelerare la crescita sui mercati anglosassoni. La nostra idea è quella, nel 2025, di fare un passaggio sul mercato borsistico, attraverso una Ipo, arrivando a una quotazione sul mercato, tramite la borsa di Sydney o quella di Parigi, entrambe molto attente alle società tecnologiche come la nostra. Questo naturalmente ci consentirà di avere una visibilità internazionale importante a livello b2c, ossia con i consumatori finali, ma soprattutto a livello di b2b, inteso come bacino d’utenza di finanziatori e potenziali investitori”.

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