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L’Unione europea avvisa Musk: “Anche X deve rispettare le leggi sulle fake news”

L’Unione Europea avverte Musk: X deve rispettare le nuove leggi in materia di fake news e di contrasto alla propaganda russa. Il tutto avviene dopo che X, il social precedentemente conosciuto come Twitter, è stata identificato come la principale fonte di fake news e disinformazione.

Il dato è emerso dal report realizzato dalla Commissione Europea che espone per la prima volta l’entità delle fake news sui social media in Spagna, Polonia e Slovacchia ai sensi del Digital Services Act (Dsa), normativa entrata in vigore il 26 agosto che impone regole più severe alle piattaforme con più di 45 milioni di utenti.

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I dati

Tra le sei piattaforme prese in considerazione, Facebook è stato il secondo peggiore trasgressore. Tuttavia, sia il social di Meta che Google, TikTok e Microsoft, hanno aderito al codice di condotta redatto dall’Ue per assicurarsi di essere pronte in tempo a operare nel rispetto delle nuove leggi.

Twitter ha abbandonato il codice di condotta a maggio, ma è obbligato dalla nuova legge a conformarsi alle regole o rischia di essere vietata in tutta l’Ue. “Il signor Musk sa che non è esentato dall’obbligo di rispettare il codice di condotta”, ha dichiarato la commissaria europea Věra Jourová, responsabile dell’attuazione del nuovo codice anti-disinformazione. “Ci sono obblighi previsti dalla legge. Quindi il mio messaggio per Twitter/X è che dovete rispettarli. Osserviamo quello che farete”.

La propaganda russa

Il report riassume e analizza il lavoro svolto dalle grandi piattaforme nei primi sei mesi del 2023 per prepararsi al rispetto della nuova legge e svela gli sforzi fatti da Facebook e altri per contrastare la propaganda russa, l’incitamento all’odio e altre forme di disinformazione.

“Lo stato russo è impegnato nella guerra delle idee per inquinare il nostro spazio informativo con mezze verità e bugie per creare un’immagine falsa che la democrazia non è migliore dell’autocrazia”, ha aggiunto Jourová.

L’azienda a capo di LinkedIn, Microsoft, ha impedito la creazione di 6,7 milioni di account falsi e rimosso 24.000 post o articoli non veritieri. YouTube, di proprietà di Google, ha comunicato all’Ue di aver rimosso oltre “400 canali coinvolti in operazioni di influenza coordinate legate all’Internet Research Agency sponsorizzato dallo stato russo”.

Cosa hanno fatto le altre piattaforme

Secondo quanto riporta il Guardian che ha analizzato il report, TikTok ha rimosso quasi 6 milioni di account falsi e 410 annunci non verificabili. Google ha rimosso la pubblicità da quasi 300 siti legati a “siti di propaganda finanziata dallo stato” e ha respinto più di 140.000 inserzionisti politici per “fallimento nei processi di verifica dell’identità”. Meta, secondo il rapporto, ha esteso il fact-checking a 26 partner che coprono 22 lingue nell’Ue, includendo anche il ceco e lo slovacco.

TikTok ha segnalato che il 29,93% degli utenti annulla l’azione di condivisione quando incontra un’etichetta di ‘contenuto non verificato’ sulla piattaforma. Inoltre, sono stati rimossi dalla piattaforma 140.635 video che rappresentavano più di 1 miliardo di visualizzazioni per violazione della politica sulla disinformazione.