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5 marzo 2026

Snam accelera sulle infrastrutture energetiche: piano da 14 miliardi entro il 2030

Il gruppo italiano punta a rafforzare la sicurezza energetica e a sostenere la transizione del settore con un progetto di lungo periodo
Snam accelera sulle infrastrutture energetiche: piano da 14 miliardi entro il 2030

Eleonora Fraschini
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Eleonora Fraschini

Snam prepara una nuova fase di espansione con un piano di investimenti da 14 miliardi di euro entro il 2030, puntando sul rafforzamento della rete energetica e sulla sicurezza degli approvvigionamenti in un contesto globale ancora segnato da tensioni geopolitiche e domanda crescente di energia.

Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Agostino Scornajenchi ha presentato il piano strategico 2026-2030 insieme ai risultati finanziari del 2025, che mostrano una crescita solida e superiore alle attese. L’obiettivo è rafforzare il ruolo di Snam come infrastruttura chiave del sistema energetico europeo, con il gas destinato a restare una fonte centrale nel mix energetico nel medio e lungo periodo.

I fatti chiave

  • Investimenti da 14 miliardi di euro entro il 2030, con focus sul potenziamento della rete di trasporto del gas e delle infrastrutture energetiche italiane.
  • 9,2 miliardi destinati alla rete gas, mentre oltre 2 miliardi andranno allo sviluppo degli stoccaggi per rafforzare la sicurezza energetica.
  • Circa 1 miliardo è destinato alle infrastrutture per il gas naturale liquefatto, tra cui Panigaglia e l’impianto offshore al largo della Toscana.
  • Spazio anche alla transizione energetica, con investimenti nel progetto di Ravenna per catturare e immagazzinare la CO₂ prodotta dall’industria, oltre allo sviluppo di biometano e delle prime infrastrutture dedicate all’idrogeno.
  • Rotazione del portafoglio con dismissioni per 1,6 miliardi e acquisizioni selettive fino a 1,2 miliardi, mentre l’utile netto è salito a 1,42 miliardi nel 2025 (+10,3%).

Il cuore del piano: le infrastrutture del gas

La parte più consistente del piano riguarda le infrastrutture tradizionali del gas, che assorbiranno la maggioranza dei nuovi investimenti. Circa 9,2 miliardi di euro saranno destinati al potenziamento della rete di trasporto, con interventi per aumentare capacità, flessibilità e integrazione con i corridoi energetici europei.

Altri 2,1 miliardi saranno dedicati allo sviluppo e all’ammodernamento dei siti di stoccaggio, asset ritenuti strategici per garantire stabilità al sistema energetico soprattutto durante i picchi di domanda e in presenza di possibili shock dell’offerta.

Il piano prevede inoltre circa 1 miliardo di euro per il rafforzamento delle infrastrutture di gas naturale liquefatto (GNL), inclusa l’espansione del terminale di Panigaglia e il consolidamento della partecipazione nel terminale OLT offshore in Toscana.

Secondo Scornajenchi, la strategia riflette un approccio pragmatico alla transizione energetica: la domanda globale di energia è destinata a crescere e il gas continuerà a svolgere un ruolo fondamentale come fonte di transizione, soprattutto per garantire stabilità ai sistemi energetici sempre più integrati con le rinnovabili.

Transizione energetica e nuove tecnologie

Accanto alle infrastrutture tradizionali, Snam sta destinando una quota crescente di risorse a progetti legati alla decarbonizzazione e all’innovazione tecnologica.

Tra i principali interventi figurano circa 800 milioni di euro per il progetto di cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS) a Ravenna, uno dei progetti più avanzati in Europa nel campo della gestione delle emissioni industriali.

Il piano include inoltre investimenti per lo sviluppo del biometano e per le prime infrastrutture dedicate all’idrogeno, con circa 200 milioni di euro destinati all’avvio della futura “dorsale dell’idrogeno”, che dovrebbe progressivamente integrarsi con la rete esistente.

A questi si aggiunge circa 1 miliardo di euro per innovazione tecnologica e digitalizzazione, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa e aumentare l’affidabilità e la resilienza del sistema.

Rotazione degli asset e nuove acquisizioni

Snam prevede anche una gestione più dinamica del portafoglio partecipazioni. Il piano strategico contempla dismissioni di asset non core per circa 1,6 miliardi di euro e possibili acquisizioni selettive fino a 1,2 miliardi.

Questa strategia di asset rotation è pensata per liberare capitale da reinvestire nelle attività infrastrutturali considerate più strategiche, mantenendo al contempo una disciplina finanziaria che rimane uno dei pilastri della società.

Risultati solidi e crescita prevista

I risultati del 2025 mostrano una performance finanziaria robusta. L’utile netto adjusted ha raggiunto 1,42 miliardi di euro, in crescita del 10,3% rispetto all’anno precedente, mentre i ricavi totali sono saliti a 3,9 miliardi di euro.

Per il 2026 il gruppo prevede un utile di circa 1,45 miliardi e una crescita media annua del risultato netto del 4,5% fino al 2030.

Il consiglio di amministrazione ha inoltre proposto un dividendo di 0,3021 euro per azione, in aumento del 4% rispetto all’anno precedente, confermando la politica di remunerazione progressiva per gli azionisti.

Infrastruttura strategica per l’Europa

Il piano da 14 miliardi arriva in un momento in cui la sicurezza energetica è tornata al centro delle politiche industriali europee. L’Italia, grazie alla sua posizione geografica e alla rete infrastrutturale, punta a rafforzare il proprio ruolo di hub del gas nel Mediterraneo.

In questo scenario, Snam si propone come uno degli attori chiave della trasformazione del sistema energetico europeo: consolidando le infrastrutture del gas, sviluppando nuovi vettori, tra cui l’idrogeno, e accompagnando la transizione verso un sistema più decarbonizzato.

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