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26 marzo 2026

La storia di Karel Komarek, il miliardario diventato il re del gioco d'azzardo

Nato in Moravia sotto il comunismo, il fondatore del conglomerato Kkcg ha costruito una fortuna personale da 10 miliardi di dollari
La storia di Karel Komarek, il miliardario diventato il re del gioco d'azzardo

Il miliardario Karel Komarek

Francesco Nasato
Scritto da:
Francesco Nasato

Contenuto tratto dal numero di marzo 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Karel Komarek ha vissuto una vita intensa, che lo ha portato ad accumulare un patrimonio stimato da Forbes in circa 10 miliardi di dollari. Con la sua società di investimento Kkcg, partendo da quella che oggi è la Repubblica Ceca, è stato in grado di diversificare il proprio portafoglio di investimenti, esplorando settori e mercati che, nella maggior parte dei casi, si sono rivelati ottime intuizioni. Con l’aiuto, qualche volta, della buona sorte. 

Il colosso del gioco d’azzardo

La fortuna ha avuto un ruolo importante nella storia di Komarek, ha avuto un peso notevole nei suoi ultimi investimenti e potrebbe determinare una buona porzione del futuro dell’imprenditore e delle sue società. Come ricorda il Financial Times, l’ingresso nel settore delle lotterie e dei casinò dell’imprenditore 56enne risale al 2011, quando il suo gruppo di investimento acquistò l’operatore di lotterie ceco Sazka, in quel momento a rischio bancarotta. Nel 2016 la creazione di Sazka Group, che dal 2021 si chiama Allwyn. E proprio Allwyn ha fatto notizia nei mesi scorsi, quando, grazie alla fusione da 16 miliardi di euro con la sua controllata greca Opap, è diventato il secondo gruppo di gioco d’azzardo quotato al mondo.

A livello europeo, la società primeggia grazie alla gestione di lotterie e casinò in sette paesi, possiede una partecipazione nella società di scommesse sportive online Betano e ha recentemente acquisito l’operatore statunitense di fantasy sport PrizePicks. L’ambizione di Komarek è, però, conquistare un ruolo di rilievo nel mercato americano, enorme territorio da esplorare in un comparto che, secondo il Lottery Global Market Report 2024 di The Business Research, dovrebbe crescere dai 283 miliardi di dollari del 2023 ai 425 del 2028. Negli Stati Uniti le scommesse sportive hanno avuto un’espansione molto rapida dopo una sentenza della Corte Suprema del 2018. Ora sono legali in 39 stati e a Washington Dc, e i ricavi del settore sono schizzati da meno di 1 miliardo di dollari nel 2019 a quasi 14 miliardi, secondo l’American Gaming Association.

La storia di Karel Komarek

Il sogno americano è tema ricorrente nella storia di tanti imprenditori, e Komarek non fa eccezione. Da bambino cresciuto nell’allora Cecoslovacchia comunista, la Rivoluzione di Velluto del 1989 cambiò scenario e prospettive. “Quando arrivò la Rivoluzione di Velluto e fummo liberi, la prima destinazione che volevo visitare era Londra. Ed ero innamorato degli Stati Uniti, anche se non mi era permesso andarci”, ha raccontato Komarek a Vanity Fair. “Alcune settimane fa eravamo seduti con mia madre, ricordando i vecchi tempi. Diceva: ‘Quando avevi otto o nove anni, parlavi sempre del tuo futuro, dicevi che saresti diventato direttore o presidente di qualcosa. Ci credevi davvero’. A quel tempo non avevo idea che il regime sarebbe cambiato. Quando arrivò la Rivoluzione, mi sentii come se fossi nato una seconda volta”.

La prima nascita, invece, fu in una famiglia modesta che viveva in un appartamento con due camere da letto a Hodonín, cittadina della Moravia meridionale. Da ragazzino Karel aiutava il nonno in una fattoria con piccoli lavoretti, ma con la caduta del comunismo decise che era arrivato il momento di cercare una propria strada.

Come ricorda tra gli altri la Reuters, Komarek prese in prestito 13mila dollari dal padre per avviare un’attività di valvole e tubazioni nei primi anni ‘90. Un periodo di formazione che ha ricordato così a Vanity Fair: “Lavoravo 15-20 ore al giorno, sabato e domenica, per assicurarmi che le fatture e gli stipendi fossero pagati. Ero così ingenuo, non avevo la minima idea di cosa stessi facendo. Ma ho sempre cercato di fare un piccolo passo ogni giorno”.

L’impero Kkcg

Il passo dell’acquisto di Sazka, invece, è stato tutto meno che piccolo in termini di rischio imprenditoriale, ma è stato quello che ha permesso a Komarek di trovare uno slancio nuovo in un settore per lui inesplorato: “Era chiaro che c’era molto potenziale non sfruttato e che avremmo potuto replicare questo approccio a livello internazionale, utilizzandolo come piattaforma da cui partire”, ha detto alla Reuters. “Siamo sempre aperti a nuove opportunità, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, specialmente quando possiamo contare sulle competenze esistenti nel gruppo per sbloccare il potenziale di crescita. La crescita dell’intrattenimento basato sulle lotterie è fondamentale per la strategia del gruppo”.

Kkcg, tra tutte le sue società, impiega oltre 16mila persone in 41 paesi, con oltre 10 miliardi di euro di asset in gestione. Oltre ad Allwyn, comprende Mnd Group, produttore e fornitore internazionale di energia tradizionale e rinnovabile, attivo nei settori della perforazione e dell’esplorazione, dello stoccaggio di energia, della vendita al dettaglio e del trading; Aricoma Group, fornitore di servizi It in Europa e negli Stati Uniti; e Kkcg Real Estate, che crea progetti di architettura nei settori residenziale, commerciale e industriale, con un focus sullo sviluppo innovativo e sostenibile.

La rottura con Gazprom

Proprio il settore energetico ha determinato per Komarek un riposizionamento. Nel 2022, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, ha attirato l’attenzione la joint venture creata nel 2013 con il gruppo energetico statale russo Gazprom per costruire un impianto di stoccaggio sotterraneo di gas nella Repubblica Ceca. Dapprima Komarek ha pubblicato una lettera aperta sul sito di Kkcg: “Noi di Kkcg e Allwyn Entertainment siamo profondamente inorriditi per la brutale invasione russa dell’Ucraina. Si tratta di un atto di aggressione insensato che deve essere condannato con la massima fermezza, e stiamo facendo tutto il possibile per sostenere i coraggiosi ucraini colpiti dalla barbarie del regime di Vladimir Putin. Molte nostre persone sono cresciute sotto il comunismo e l’ombra totalitaria dell’Unione Sovietica. Pur essendo costretti in questa camicia di forza, sognavamo di vivere, lavorare e crescere le nostre famiglie in una Repubblica Ceca che valorizzasse la libertà, l’apertura e la democrazia. Ecco perché ora dobbiamo schierarci, in totale solidarietà, al fianco del popolo ucraino per proteggere i valori democratici su cui si fondano le nostre società moderne. Non possiamo tollerare il brutale imperialismo che ancora una volta si sta ripresentando alle nostre porte”. Infine, intorno alla metà del 2024, lo stop a qualunque residuo elemento dell’accordo firmato oltre dieci anni prima.

Le donne in F1

Tra i progetti di Komarek merita una menzione anche More than Equal, fondato insieme all’ex pilota di Formula 1 David Coulthard: il primo e unico programma di ricerca dedicato alle donne nel motorsport, con il più grande database al mondo sulle prestazioni femminili nel settore. Un’organizzazione senza scopo di lucro, il cui obiettivo dichiarato è identificare e sviluppare i migliori talenti femminili. Il sogno è vedere una donna campionessa del mondo di F1, iniziando a portarne una nel campionato entro il 2032. Un piano che di recente ha ottenuto il premio Pioneering and Innovation Award da Autosport, la principale rivista mondiale dedicata al motorsport, che ne ha evidenziato la portata innovativa.

“Quattro anni fa abbiamo avviato una missione per trovare e far crescere la prima campionessa del mondo di Formula 1”, ha affermato Tom Stanton, ceo di More than Equal, a cui è stato consegnato il premio. “All’epoca non sapevamo che fossero più le persone che hanno viaggiato nello spazio che i campioni del mondo di F1. Ci stiamo impegnando per fare di più e andare avanti. Il futuro sarà diverso”. Al momento il programma ha selezionato per il percorso di crescita e sviluppo un totale di otto giovani tra i 13 e i 16 anni provenienti da tutto il mondo.