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31 marzo 2026

I piccoli giganti arrivano a Bologna: la ricetta dell'Emilia-Romagna tra tradizione e algoritmi

La seconda tappa stagionale del tour targato Forbes racconta le Pmi e le startup del capoluogo, dove innovazione e tradizione si fondono
I piccoli giganti arrivano a Bologna: la ricetta dell'Emilia-Romagna tra tradizione e algoritmi

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Non è un caso che la seconda tappa del tour 2026 di Forbes Small Giants abbia fatto scalo all’ombra delle Due Torri. In un territorio dove il distretto industriale non è solo un aggregato di capannoni, ma un modello di condivisione di know-how unico al mondo, le piccole e medie imprese locali hanno dimostrato di saper trasformare la complessità dei tempi moderni in un trampolino di lancio verso l’internazionalizzazione. Sotto la conduzione di Edoardo Prallini, giornalista di Forbes Italia, l’evento, tenutosi nella sede di Stefauto Mercedes-Benz Bologna, ha acceso i riflettori su quella ‘visione romantica’ delle Pmi: realtà di modeste dimensioni capaci però di fare passi da giganti nell’innovazione e nell’occupazione.

Il cuore pulsante dell’economia emiliana

Ad aprire le danze è stato Andrea Pizzardi, presidente della piccola industria di Confindustria Emilia, che ha tratteggiato il profilo di una regione che non ha paura delle sfide globali. Secondo Pizzardi, il segreto risiede nella specializzazione: “Le aziende che oggi fanno la differenza creano un prodotto di nicchia per elevarlo poi a livello globale”. Gli ha fatto eco Francesca Stefanelli, ceo di Stefauto e ‘padrona di casa’ della serata, sottolineando come la longevità aziendale — oltre 70 anni di storia — si fondi sulla coerenza dei valori: “Nei momenti di grande difficoltà la serietà paga, è la nostra bussola”.

Innovazione: tra siderurgia “umanistica” e tavole digitali

Il primo confronto ha visto protagonisti gli imprenditori che stanno ridisegnando i confini dei propri settori. Claudio Testi, alla guida di Socfeder, ha commosso la platea raccontando una siderurgia dal volto umano: “La bussola che ci guida è fatta da quattro punti cardinali: economico, ambientale, sociale e culturale”. Spostandosi nel mondo del food, Simone Samoggia di Lesepidado ha spiegato come la tecnologia possa rendere unico un rito antico: “Una torta di riso è sempre una torta di riso, l’innovazione sta nel come la presento per raccontare una storia”.

La sicurezza e la velocità sono emerse come pilastri fondamentali per la competitività. Rosario Lumia di Vianova ha ribaltato il concetto di assistenza: “Il nostro claim è ‘rispondiamo in tre squilli’; nel 2025 abbiamo anticipato il guasto nel 73% dei casi senza che il cliente se ne accorgesse”. Un concetto di efficienza ribadito da Valeria Basile di G.A. Ricambi: “Il cliente non compra un ricambio, compra del tempo per far ripartire la propria macchina e tornare a fatturare”. A chiudere il cerchio delle Pmi, Giacomo Gadda di Mochem ha lanciato una sfida al territorio: “L’unione fa la forza: vogliamo creare un polo unico unendo le sinergie delle tantissime bellissime realtà locali”.

Finanza e futuro: l’era del “As a Service”

La seconda tavola rotonda ha esplorato i nuovi strumenti a disposizione dei Small Giants per navigare le transizioni energetiche e digitali. Andrea Rotunno di Affide ha presentato un modello di liquidità immediata che affonda le radici nel passato ma guarda al futuro: “Portiamo le antiche capacità degli artigiani orafi nelle nuove generazioni tramite strumenti tecnologici”. Sulla gestione dei dati, Marco Bonarelli di QGS ha lanciato un monito culturale: “Non basta implementare un software per cambiare la testa delle persone; bisogna avere le idee chiare su dove si vuole arrivare”.

Il tema dell’energia è stato affrontato da Andrea Faini di Greenvolt, che ha proposto una soluzione pragmatica alla volatilità dei costi: “Veniamo noi a fare l’investimento fotovoltaico, così le aziende pagano solo la corrente che consumano senza impattare sui propri capitali”. Infine, Mauro Isoardo di Hpe Italia ha rassicurato le piccole imprese sulla portata dell’Intelligenza Artificiale: “Oggi l’AI è diventata una commodity: non è più solo appannaggio delle grandi aziende, ma un plug-and-play per ogni realtà”.

Il vivaio delle idee: le startup bolognesi

In chiusura, Enzo Argante ha introdotto le giovani promesse del territorio, evidenziando quella “agilità intellettuale” che caratterizza l’Emilia-Romagna. Tra le storie più brillanti: Cristiana Vitali (Loki) ha parlato di democratizzazione della salute mentale , Marco Battaglia (Sfridu) della trasformazione dello scarto in valore economico , e Davide Romano (Bronzo) di un pastificio che è prima di tutto un progetto di reinserimento sociale.

Il futuro tecnologico è stato rappresentato da Stefano Zingaro (Didaflow), pronto a rivoluzionare l’istruzione con i dati , e Giacomo Russo (Magnetic Future), che punta a ridurre drasticamente i consumi per la fusione nucleare. Non sono mancati i “nerd” della sicurezza con Stefano della Torre (Semory) , la nautica green di Leopoldo Cavina (Compet) e l’efficienza hardware di Erik Vendemiati (Daidalos), che ha ricordato: “Vogliamo che la rivoluzione dell’AI passi anche dall’Emilia-Romagna”.


L’evento è stato realizzato grazie al supporto di Confindustria Emilia Area Centro e al contributo di Acqua Chiara Collection, Affide, Cogit AI, Greenvolt Next, Fiuggi, HPE, QGS e Vianova.

Le foto ai protagonisti dell’evento