Non è un caso che la seconda tappa del tour 2026 di Forbes Small Giants abbia fatto scalo all’ombra delle Due Torri. In un territorio dove il distretto industriale non è solo un aggregato di capannoni, ma un modello di condivisione di know-how unico al mondo, le piccole e medie imprese locali hanno dimostrato di saper trasformare la complessità dei tempi moderni in un trampolino di lancio verso l’internazionalizzazione. Sotto la conduzione di Edoardo Prallini, giornalista di Forbes Italia, l’evento, tenutosi nella sede di Stefauto Mercedes-Benz Bologna, ha acceso i riflettori su quella ‘visione romantica’ delle Pmi: realtà di modeste dimensioni capaci però di fare passi da giganti nell’innovazione e nell’occupazione.
Il cuore pulsante dell’economia emiliana
Ad aprire le danze è stato Andrea Pizzardi, presidente della piccola industria di Confindustria Emilia, che ha tratteggiato il profilo di una regione che non ha paura delle sfide globali. Secondo Pizzardi, il segreto risiede nella specializzazione: “Le aziende che oggi fanno la differenza creano un prodotto di nicchia per elevarlo poi a livello globale”. Gli ha fatto eco Francesca Stefanelli, ceo di Stefauto e ‘padrona di casa’ della serata, sottolineando come la longevità aziendale — oltre 70 anni di storia — si fondi sulla coerenza dei valori: “Nei momenti di grande difficoltà la serietà paga, è la nostra bussola”.
Innovazione: tra siderurgia “umanistica” e tavole digitali
Il primo confronto ha visto protagonisti gli imprenditori che stanno ridisegnando i confini dei propri settori. Claudio Testi, alla guida di Socfeder, ha commosso la platea raccontando una siderurgia dal volto umano: “La bussola che ci guida è fatta da quattro punti cardinali: economico, ambientale, sociale e culturale”. Spostandosi nel mondo del food, Simone Samoggia di Lesepidado ha spiegato come la tecnologia possa rendere unico un rito antico: “Una torta di riso è sempre una torta di riso, l’innovazione sta nel come la presento per raccontare una storia”.
La sicurezza e la velocità sono emerse come pilastri fondamentali per la competitività. Rosario Lumia di Vianova ha ribaltato il concetto di assistenza: “Il nostro claim è ‘rispondiamo in tre squilli’; nel 2025 abbiamo anticipato il guasto nel 73% dei casi senza che il cliente se ne accorgesse”. Un concetto di efficienza ribadito da Valeria Basile di G.A. Ricambi: “Il cliente non compra un ricambio, compra del tempo per far ripartire la propria macchina e tornare a fatturare”. A chiudere il cerchio delle Pmi, Giacomo Gadda di Mochem ha lanciato una sfida al territorio: “L’unione fa la forza: vogliamo creare un polo unico unendo le sinergie delle tantissime bellissime realtà locali”.



