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14 aprile 2026

Florence Cocktail Week 10ª edizione: eventi, guest shift e nuove tendenze della mixology a Firenze

Eventi, libro e giovani talenti: Firenze diventa hub della mixology tra ospitalità, formazione e dialogo internazionale
Florence Cocktail Week 10ª edizione: eventi, guest shift e nuove tendenze della mixology a Firenze

Federico Silvio Bellanca
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Federico Silvio Bellanca

La Florence Cocktail Week arriva al suo decimo anno e, oltre agli eventi istituzionali organizzati direttamente da Paola Mencarelli — come il ritorno del Contest con i protagonisti dell’edizione 2016, momento simbolico che riporta al centro le figure che hanno dato avvio al progetto — costruisce un programma che si muove su più livelli: celebrazione, formazione, ospitalità e confronto tra città.

Tra questi appuntamenti si inserisce anche la presentazione del volume “Cocktails in Florence”, realizzato dalla Florence Cocktail Week in collaborazione con Gruppo Editoriale: una guida bilingue (italiano e inglese) che raccoglie 59 cocktail bar selezionati, raccontati attraverso i loro drink iconici, ricette, immagini e testimonianze dirette dei bartender. Un progetto editoriale che restituisce una fotografia aggiornata della scena fiorentina e ne costruisce una narrazione strutturata, pensata tanto per il pubblico locale quanto per quello internazionale.

Accanto a questa dimensione più istituzionale e narrativa, la manifestazione mantiene un forte investimento sul ricambio generazionale con Fcw26 Young Guest Bartender, l’iniziativa coordinata da Antonia Lo Casto che coinvolge 31 bartender under 25, chiamati a lavorare ogni giorno dietro ai banconi di sette cocktail bar della città. Un formato diffuso che attraversa l’intera settimana e che inserisce stabilmente le nuove leve all’interno del sistema della manifestazione.

Dal 16 al 22 aprile, Firenze diventa così un perimetro esteso in cui il cocktail non è solo oggetto finale, ma strumento per leggere trasformazioni più ampie: del consumo, del linguaggio, dei luoghi in cui si beve, e della stessa comunità professionale che negli ultimi dieci anni ha contribuito a definire l’identità della mixology italiana.

Ecco i 15 da non perdere

Reverso Martini

Il Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia costruisce una delle operazioni più riconoscibili dell’intera settimana. Il “Reverso Martini Contest”, ospitato al Sina Villa Medici, prende uno dei codici più consolidati della miscelazione e lo rovescia in maniera quasi programmatica: il Martini non accompagnato dall’oliva, ma contenuto nell’oliva stessa. Un gesto che sembra minimale e invece costringe a ripensare equilibrio, concentrazione, struttura. La sera, al Giacosa 1815, il discorso prosegue con il guest shift di Elisa Favaron, vincitrice dell’edizione veneziana, che traduce quella stessa idea in una drink list completa. Contest e banco diventano così due parti dello stesso esercizio: prima la sperimentazione, poi la sua applicazione davanti al pubblico.

Piano 35 & Kempinski a Saporium Lounge

Il Saporium Lounge diventa punto di incontro tra realtà che operano in contesti molto diversi. Da una parte Piano 35 di Torino, ristorante che lavora in altezza e con una forte identità gastronomica; dall’altra il Kempinski di St. Moritz, espressione di un’ospitalità alpina strutturata e internazionale. Ansony Murcia, Simone Sacco ed Edoardo Felsini portano a Firenze queste esperienze e le comprimono in una serata. Non è soltanto un guest shift, ma un trasferimento temporaneo di contesti: il Lungarno si apre a una geografia più ampia.

“Dalla Vite al Vetro: I segreti di Nonino”

All’interno di un calendario dominato da appuntamenti serali, la masterclass con Francesca Nonino introduce una pausa di riflessione. Il titolo chiarisce già l’impostazione: seguire il percorso dalla materia prima al bicchiere, attraversando produzione, distillazione e utilizzo nella miscelazione. Il valore dell’incontro sta nel collegare una storia produttiva ben definita con i linguaggi attuali della mixology, senza ridurla a semplice racconto aziendale. È uno dei momenti in cui la settimana rallenta e si organizza.

“I nuovi drinker: la clientela è cambiata, l’offerta si adegua”

Coqtail presenta, da Fede Cocktailab, una masterclass che affronta una questione concreta: il cambiamento del pubblico. Simone Covan, Lorenzo Querci, Benjamin Cavagna e Ansony Murcia partono da dati osservabili — maggiore attenzione alla qualità, alternanza tra alcolico e analcolico, richiesta di esperienze più immediate — e li traducono in scelte operative. Drink list più corte, più leggibili, inserimento stabile del no e low alcohol, ridefinizione del rapporto tra bartender e cliente. Non una riflessione astratta, ma un tentativo di mettere ordine in trasformazioni già in atto.

“Azotea Beyond Alcohol: Low & No Pairing Method”

Da Atto, Matteo Fornaro costruisce una cena che lavora sull’analcolico come metodo e non come categoria residuale. Il punto non è sostituire l’alcol, ma applicare le stesse logiche — equilibrio, precisione, coerenza — a un sistema diverso. L’utilizzo di Beefeater 0.0, Almave e Malfy Originale diventa un banco di prova per verificare se il linguaggio della mixology regge anche quando cambia uno degli elementi principali. Il risultato è un formato che si muove tra cucina e bar senza gerarchie.

“The Italian Affair” al Picteau – Hotel Lungarno

Antonio Ferrara e Jacopo Schioppetto, dal The Bar at Aman Venice, arrivano al Picteau con una serata costruita su tecnica e misura. Il contesto dell’hotel non è secondario: definisce ritmo, servizio, aspettative. Qui il guest shift si inserisce in una macchina già strutturata e ne modifica temporaneamente il funzionamento. Più che un semplice scambio di bartender, è un confronto tra modelli di ospitalità.

Presentazione “100 Esperienze Analcoliche da Vivere in Italia. Dolce Vita 0.0”

Al Caffè Concerto Paszkowski, la presentazione edita da Colors Of Riyad con focus sul pubblico del Middle East e sui luoghi italiani dove bere analcolico segnala un cambiamento che non riguarda solo i bar, ma anche il turismo e la percezione internazionale dell’offerta italiana. Un libro che vuole uno strumento per leggere questa trasformazione, che non è più nicchia ma cuore pulsante della richiesta.

“Bere alla Cibrèo”

Al Cibrèo Ristorante & Cocktail Bar, l’evento ruota attorno al Bullshot, affrontato a partire dalla sua componente primaria: il brodo. Luisanna Messeri ne ricostruisce il significato gastronomico, mentre il drink viene presentato come estensione alcolica di quella base, mantenendo un legame diretto con la materia da cui deriva. L’incontro si sviluppa così lungo una linea continua tra cucina e miscelazione, con la partecipazione di Peperita e Laura Peri. A guidare la serata, Paola Mencarelli, in un formato che si concentra sul racconto e sulla costruzione del piatto-bicchiere.

“Nikka Highball Tour” da Akira Back Florence

Nel nuovissimo e  ambizioso ristorante asiatico di Firenze, Akira Back, Angelo Canessa costruisce un percorso che accompagna l’intero pasto attraverso i malti giapponesi di Nikka. Il formato highball, spesso associato a un momento specifico della giornata, ovvero l’aperitivo, qui diventa struttura portante di una sequenza più lunga. Il risultato è un’esperienza che si sviluppa in continuità, senza separare nettamente aperitivo, cena e fine pasto.

Il trittico Yurt Vodka

Tre appuntamenti distinti, distribuiti tra il 19, 20 e 21 aprile, firmati dalla Vodka kazaka. Il primo si tiene al Bar Artemisia dell’Hotel Savoy con “Florence Artemisia–Venice Orient Express: un viaggio insolito”, un aperitivo che vede protagonista Francesco Ardagna, bar manager dell’Orient Express Venezia. Il riferimento al viaggio non è solo evocativo: l’idea è trasferire a Firenze un immaginario legato al servizio ferroviario di lusso, lavorando su ritmo, eleganza e costruzione del momento aperitivo. Il giorno successivo ci si sposta all’Harry’s Bar Firenze 1953 con “Le Olimpiadi di Cortina da Harry’s Bar Firenze”. Qui Filippo Borghi, dal Bar del Posta dell’Hotel de La Poste di Cortina d’Ampezzo, porta una selezione di cocktail legati alla tradizione delle Olimpiadi ampezzane, rievocando un altro contesto storico preciso, quello della mondanità alpina e della sua ritualità liquida. Il terzo appuntamento si svolge al Caffè Gilli 1733 con “Quello che il mondo ci invidia… storia, tradizioni, Aperitivo”. Mauro Varagnolo, dal Caffè Florian di Venezia, introduce a Firenze l’Aperitivo di Mezzogiorno, pratica radicata nella cultura veneziana, accompagnata da piccoli tramezzini e tartine preparate per l’occasione. L’incontro tra due caffè storici — Florian 1720 e Gilli 1733 — diventa così un confronto diretto tra modelli di servizio e tradizioni.

“Boulevard to Florentis Cocktail Competition – La Finale”

La finale della competition dedicata al primo whisky fiorentino si svolge in una location ancora non svelata, destinata a diventare la futura sede della Distilleria di Firenze: un progetto che segna un passaggio ulteriore nello sviluppo della scena locale, con l’ambizione di radicare anche la produzione di whisky all’interno della città. L’iniziativa si lega al lavoro di Florentis, linea che nasce all’interno di Winestillery e che sviluppa una gamma di Tuscan Malt Whisky affinati in botti ex vino, con l’obiettivo di costruire un’identità territoriale anche per un distillato tradizionalmente non italiano. Il riferimento al Boulevardier, già nel nome della competition, introduce un collegamento diretto con la storia del bere miscelato: il cocktail nasce negli anni Venti come variazione del Negroni — ideato a Firenze — sostituendo il gin con il whisky e mantenendo la struttura bitter–vermouth che lo rende immediatamente riconoscibile. In questo senso, la competition lavora su una linea di continuità: dal Negroni fiorentino alla sua declinazione a base whisky, riportata oggi dentro un contesto produttivo locale. Dopo la proclamazione, la serata prosegue con il guest shift di Peppe Doria di Volare Bologna, al Rasputin, speakeasy nel quartiere di Santo Spirito, spazio raccolto e riconoscibile per un’impostazione che privilegia whisky e variazioni sul Negroni, tra cui proprio il Boulevardier.

“Fumo Lento e Hampden 15”

Al Bar Bertelli, nel Collegio alla Querce, l’abbinamento tra Hampden 15 anni e sigari guidata da Angelo Canessa mette il focus sulla relazione con il distillato di una delle distillerie più identitarie della Giamaica. Hampden Estate è nota per la produzione di rum ad alto contenuto di esteri, ottenuti attraverso fermentazioni lunghe e l’uso di dunder e muck pit, pratiche tradizionali che generano profili aromatici estremamente intensi, spesso segnati da note di frutta tropicale matura, spezie e componenti quasi fermentative. Il 15 anni rappresenta una delle espressioni più strutturate di questo stile: un distillato che mantiene una forte impronta aromatica pur attraversando un lungo affinamento in botte. L’abbinamento con il sigaro è costruito per lavorare su intensità e persistenza, mettendo in relazione due mondi che condividono tempi lunghi e una stratificazione aromatica marcata.

Locale Firenze x Geranium

Pochi coperti, uno spazio definito, un incontro costruito per essere osservato da vicino. Il team del Geranium di Copenaghen — tre stelle Michelin e presenza stabile nelle classifiche internazionali — arriva a Firenze con una cucina che negli ultimi anni ha scelto di abbandonare completamente la carne, concentrandosi su vegetali, stagionalità e precisione tecnica. Un lavoro che nasce in un contesto nordico segnato da cicli estremi e da una relazione molto stretta con il ritmo delle materie prime. A guidare la componente di sala e beverage è Giulia Caffiero, figura centrale nella costruzione dell’esperienza complessiva del ristorante. Il suo lavoro si muove su un equilibrio delicato tra servizio, racconto e gestione del ritmo, con una particolare attenzione alla coerenza tra cucina, bevande e relazione con l’ospite, oltre che alla valorizzazione di bevande analcoliche come succhi e fermentati. Il confronto si sviluppa con il team di Locale Firenze, guidato dallo chef Simone Caponnetto, che lavora su una rilettura della tradizione toscana attraverso tecniche contemporanee.

“Il Fuoco del Sud incontra l’Anima Botanica” presso Sevi

Nel  ristorante peruviano contemporaneo guidato dallo chef Francys Salazar, si nasconde Fragmentos, cocktail bar sotterraneo che è, continuazione del racconto gastronomico: i cocktail sono costruiti per accompagnare i piatti, utilizzando distillati latinoamericani, acidità marcate e richiami diretti alla materia prima della cucina. All’interno di questo spazio la guest di Lucas Kelm, che porta a Firenze il lavoro sviluppato alla Terrazza Gellivs, che per una notte affiancherà il giovane residente Lionel Guevara. La proposta si estende alla cucina con le tapas firmate da Francys Salazar, costruite su una matrice peruviana contemporanea con influenze Nikkei.

I brunch di Gucci Giardino

Alla corte di Martina Bonci, distribuiti su più giornate, i brunch di Gucci Giardino funzionano come una rassegna nella rassegna. Ogni appuntamento porta a Firenze una realtà diversa — Moebius, Freni e Frizioni, 1930 Cocktail Bar, Drink Kong, The Jerry Thomas Project — e utilizza il formato del brunch per spostare la miscelazione fuori dal suo orario più consueto.

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