
Forbes Small Giants Firenze
Il viaggio di Forbes Small Giants ha fatto tappa a Firenze, unendo l’anima storica dell’artigianato fiorentino alle nuove frontiere dell’innovazione tecnologica. Un incontro straordinario nato per raccontare le eccellenze del territorio toscano, capaci di guidare l’economia destreggiandosi tra una tradizione inestimabile e le soluzioni più all’avanguardia.
Ad aprire l’evento è stato il giornalista di Forbes Italia Edoardo Prallini, il quale ha spiegato come le Pmi siano aziende di modeste dimensioni che ogni giorno “devono compiere passi da giganti” in termini di innovazione. L’evento ha preso vita in TaniniHome, show-room del gruppo Giulio Tanini, introdotto da Giulia Baccelli, contract & business development, la quale ha celebrato gli ottant’anni del brand ricordando che “siamo partiti dalla tradizione, ma con la visione di adattarsi a quello che è il cambiamento del mercato”. Il dibattito si è poi focalizzato sul valore dell’artigianato locale con Lorenzo Cei, direttore di Cna Firenze Metropolitana, che ha poeticamente descritto gli artigiani come “i lampionai del nostro tempo, perché illuminano alcune aree dell’economia un po’ grigie” e custodiscono fedelmente il saper fare.
La narrazione ha successivamente coinvolto i diretti protagonisti di questo mondo, a partire da Catia Scarpelli di Scarpelli Mosaici, che ha evidenziato come, per avvicinare le nuove generazioni, sui social “si racconta la verità” e si deve assolutamente abbandonare l’idea della bottega intesa come un “posto polveroso”. Subito dopo, Tommaso Fedeli di Fedeli Restauri ha ricordato la profonda responsabilità del suo mestiere, affermando che “con il nostro lavoro salvaguardiamo le opere e le tramandiamo alle generazioni future”. La conversazione si è poi spostata su Matteo Mirenda della Galleria Montelupo, il quale ha individuato il loro più grande punto di forza nella capacità di “mantenere il prodotto sempre artigianale, ma anche scalarlo a livello industriale”.
Sul fronte del mutato rapporto con la committenza, Alessandro Bianchi, della bottega Bianco Bianchi, ha ricordato con nostalgia i tempi in cui i clienti mandavano “la foto dei figli”, testimoniando un “rapporto molto più diretto”, ben diverso dalle attuali e asettiche clausole di riservatezza. A chiudere questa preziosa finestra sul passato rivolto al futuro è intervenuta l’avvocato Diana Palomba, di Ingad Trust, la quale ha ribadito quanto il trust sia uno strumento fondamentale, poiché queste storiche aziende “vanno ben oltre quello che è il valore economico”, rivelandosi autentiche “portatrici di identità, di storie, di famiglie”.
La seconda parte della serata è stata magistralmente orchestrata dal giornalista Enzo Argante, che guidando il pubblico alla scoperta dell’ecosistema delle startup ha ricordato con orgoglio come “l’Italia ha un grande ruolo” nello scenario delle tecnologie del domani. Gianni D’Errico, head of project management office di Fondazione Toscana Life Sciences, ha illustrato la missione di supportare le imprese che si occupano di “scienze della vita”, delineando un hub strategico nato nel 2004. Tra queste eccellenze è emersa Biomvis, il cui chief scientific officer Alberto Grandi ha presentato una piattaforma capace di sviluppare vaccini in “tempi brevissimi con un processo industriale semplicissimo” e a costi irrisori. A seguire, Davide De Rossi, cto e cofondatore di Ambra, ha affascinato la platea sostenendo che non si dovrebbe puntare unicamente sulla sintesi molecolare, ma “solamente preservare quello che le piante già ci offrono” per ottenere alti livelli di biocompatibilità. Successivamente, Gabriele Messina, professore dell’Università di Siena e cofondatore di EgoHealth, ha illustrato un innovativo dispositivo UV-C per disinfettare gli stetoscopi, ammonendo che la missione primaria del medico deve rimanere l’antico principio primum non nocere. Il focus si è in seguito spostato sull’innovazione digitale con Serle Siliani Esclapon de Villeneuve, program manager dell’acceleratore Nana Bianca, che ha spiegato come il loro obiettivo sia generare una “forte trazione gravitazionale” al fine di “attrarre talento sul territorio di Firenze”. In questo dinamico contesto, Niccolò Cipriani, founder di Rifò, ha rimarcato che l’ostacolo della moda sostenibile “oggi in realtà è un problema culturale perché in realtà dobbiamo tornare ad acquistare meno e ad acquistare meglio”. Questa visione lungimirante è stata condivisa in pieno da Gaia Rialti, ceo e fondatore di Menabòh, che ha esortato i presenti al riutilizzo consapevole ricordando che “i capi d’abbigliamento più importanti per voi sono già all’interno del vostro armadio, dovete solo trasformarli”. A coronare le testimonianze è stato Mario Puccioni, fondatore di Binoocle, che ha dimostrato le enormi potenzialità dell’Intelligenza Artificiale applicata ai cantieri edili, spiegando che i loro sofisticati modelli estraggono “eventi di rischio molto importanti e le regole che servono per essere compliant con la sicurezza”.
La perfetta riuscita di questo indimenticabile appuntamento fiorentino è stata infine garantita dall’indispensabile supporto di una rete di sponsor d’eccellenza che, intrecciandosi con il tessuto dell’evento, hanno offerto il loro incondizionato sostegno: a partire dalla calorosa ospitalità del partner TaniniHome, affiancato lungo tutto il percorso organizzativo dall’innovazione di Acqua Chiara Collection e dalle avanzate soluzioni di intelligenza artificiale di Cogit AI, passando per le raffinate tradizioni vitivinicole dei Viticoltori Dal Cero Family, il celebre design outdoor di Emu, l’inconfondibile idratazione e benessere offerti da Fiuggi, i prodotti d’eccellenza di Tenuta Fratini e le impareggiabili competenze di tutela patrimoniale fornite da Ingad Trust.
Questo articolo è stato notarizzato in blockchain da Notarify.

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