Più di 560 dipendenti di Google hanno firmato una lettera indirizzata all’amministratore delegato Sundar Pichai, chiedendo all’azienda di non autorizzare l’impiego delle proprie tecnologie di intelligenza artificiale in operazioni militari classificate del governo degli Stati Uniti.
“Vogliamo che l’Ai vada a beneficio dell’umanità, anziché essere impiegata in modi disumani o estremamente dannosi. Questo include le armi autonome letali e la sorveglianza di massa, ma non si limita a questi casi”, si legge nel documento.
La lettera dei dipendenti Google
I firmatari sostengono che, in assenza di trasparenza, l’azienda non avrebbe strumenti reali per verificare come le proprie tecnologie vengano impiegate una volta integrate in sistemi governativi riservati. Da qui la richiesta di un rifiuto dei carichi di lavoro classificati, considerato l’unico modo per evitare un coinvolgimento indiretto in possibili violazioni dei diritti umani.
Secondo la lettera, una decisione sbagliata in questa fase non avrebbe solo implicazioni etiche, ma potrebbe tradursi in un danno duraturo per la reputazione, il business e il ruolo globale dell’azienda. I dipendenti avvertono inoltre che, proprio per la natura dei programmi classificati, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale potrebbe avvenire senza piena visibilità o possibilità di intervento da parte degli sviluppatori.
Il testo richiama infine una responsabilità diretta del management: “Oggi chiediamo a te, Sundar, di agire secondo i valori su cui questa azienda è stata costruita e di rifiutare i carichi di lavoro classificati”.