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11 maggio 2026

Strade alternative: le soluzioni total return di Pictet Asset Management per un equilibrio tra rischio e rendimento

Tensioni globali e instabilità finanziaria stanno ridisegnando le logiche di costruzione dei portafogli. In questo scenario Pictet Asset Management offre strategie di investimento per generare rendimenti positivi indipendentemente dall’andamento dei mercati
Strade alternative: le soluzioni total return di Pictet Asset Management per un equilibrio tra rischio e rendimento

Eleonora Fraschini
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Eleonora Fraschini

Contenuto tratto dal numero di maggio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Tensioni globali e instabilità finanziaria stanno ridisegnando le logiche di costruzione dei portafogli. In questo scenario Pictet Asset Management offre soluzioni total return, strategie di investimento che puntano a generare rendimenti positivi indipendentemente dall’andamento dei mercati.

Nel 2026 il tema centrale per gli investitori non è soltanto inseguire il rendimento, ma gestire un rischio che si presenta in forme nuove. I riferimenti tradizionali hanno perso efficacia e la costruzione di portafoglio richiede maggiore flessibilità e capacità di adattamento. In questo contesto, l’esperienza di chi si occupa della gestione patrimoniale diventa un osservatorio privilegiato.

“I mercati finanziari sono entrati in una fase di stabilità solo apparente, caratterizzata da un profilo di rischio strutturalmente più elevato rispetto al passato”, osserva Paolo Paschetta, equity partner, country head Italia di Pictet Asset Management. “L’inasprirsi della guerra commerciale, l’escalation delle tensioni in Medio Oriente e la scarsa visibilità sulla traiettoria delle banche centrali hanno generato distorsioni nelle catene di approvvigionamento, shock energetici e improvvisi picchi di volatilità”.
A rendere il quadro più complesso è anche il venir meno di alcune relazioni tra asset. “Si è assistito a una crescente instabilità delle correlazioni tra azioni e obbligazioni, un elemento che ha messo in discussione l’efficacia dei modelli di diversificazione tradizionali”. Uno degli effetti più evidenti riguarda proprio il ruolo delle obbligazioni, considerate un pilastro difensivo. Oggi mostrano limiti crescenti sia nella capacità di generare rendimento, sia nella protezione del capitale. “Gli investitori che si sono affidati ai bond come rifugio si sono trovati spiazzati”, prosegue Paschetta. “Non solo è diventato più difficile creare valore, ma anche preservare il capitale nelle fasi di turbolenza”.

A complicare lo scenario contribuiscono valutazioni azionarie ancora impegnative, soprattutto in alcuni segmenti del mercato, e spread creditizi che, pur avendo mostrato maggiore variabilità, si mantengono su livelli storicamente contenuti. In altre parole, la distanza tra i rendimenti degli attivi rischiosi e quelli più sicuri resta relativamente ridotta. Il risultato è un contesto in cui il premio per il rischio rimane compresso e gli investitori dispongono di minori margini di protezione. “È proprio questo combinato di rialzi e ribassi a creare il terreno ideale per integrare soluzioni total return”, afferma Paschetta, “strategie che puntano a generare rendimenti positivi indipendentemente dall’andamento dei mercati”.

Il punto di forza di queste strategie è la flessibilità operativa. Le soluzioni long/short (che combinano posizioni in acquisto e in vendita su diversi titoli) permettono di sfruttare sia le opportunità di crescita, sia quelle di ribasso. “Questo approccio combina posizioni lunghe su titoli sottovalutati e corte su titoli sopravvalutati, mantenendo un’esposizione netta al mercato generalmente moderata”. Un ulteriore passo è rappresentato dalle strategie market neutral, che mirano a ridurre al minimo l’impatto dei movimenti di mercato, mantenendo una bassa sensibilità alle oscillazioni. “In questo caso la generazione di rendimento, deriva proprio dalla selezione dei titoli e non dalla direzione del mercato”, precisa Paschetta. I dati confermano la validità dell’approccio. “Queste strategie hanno evidenziato volatilità annualizzate tra il 4% e l’8%, contro il 14-16% degli indici azionari globali”. Anche le perdite nelle fasi più difficili risultano contenute: “I drawdown, ovvero le perdite dai picchi ai minimi, si sono attestati intorno all’8-12%, contro il 30-40% delle azioni tradizionali”.

Le strategie non direzionali introducono anche un beneficio chiave in termini di diversificazione: “Offrono una fonte di rendimento meno legata alla direzionalità dei mercati e contribuiscono a migliorare la stabilità complessiva del portafoglio”, osserva Paschetta. Il beneficio si riflette in un miglior equilibrio tra rendimento e rischio, misurato da indicatori quali lo Sharpe ratio. A sostenere la crescita di queste strategie contribuiscono inoltre le strutture Ucits, che ne facilitano l’accesso, garantendo al tempo stesso liquidità e trasparenza.

In questo ambito, realtà come Pictet Asset Management hanno sviluppato competenze nelle strategie alternative. “Le nostre soluzioni nascono con un obiettivo di tutela del capitale e di generazione di rendimenti assoluti stabili nel tempo”, sottolinea Paschetta. La gamma Pictet Tr gestisce circa 7 miliardi di dollari con diverse strategie, tra cui long/short, market neutral, multi strategy (che combinano più approcci) ed event driven (focalizzate su eventi societari straordinari).

L’innovazione tecnologica sta inoltre ampliando le possibilità. “Oggi, sfruttando l’infrastruttura proprietaria Pictet, siamo in grado di integrare modelli quantitativi avanzati e intelligenza artificiale per gestire simultaneamente centinaia di posizioni long e short con un livello di diversificazione e controllo del rischio non comune”.

Le strategie total return non stravolgono l’asset allocation, ma la integrano. “La costruzione del portafoglio parte sempre da quei prodotti core capaci di preservare e accrescere il patrimonio nel medio-lungo periodo. Ci riferiamo, ad esempio, all’azionario tematico su trend cruciali, come robotica e transizione energetica, investibili anche tramite piani di accumulo (pac), o a strumenti multi-asset a gestione attiva, come Pictet-Mago, per un approccio globale e flessibile. L’utilizzo di soluzioni di questo tipo consente di aggiustare il profilo rischio/rendimento senza snaturare il portafoglio, rafforzando la capacità di affrontare le sfide di un contesto globale sempre più dominato da repentini cambi di direzione e da una crescente imprevedibilità delle dinamiche di mercato”.

Questo articolo è stato notarizzato in blockchain da Notarify.

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