Alle spalle del debutto sul mercato americano c’è una storia nata sui banchi di scuola a Copenaghen, in Danimarca. È lì che si sono conosciuti Matteo Danieli, Luca Ferrari, Francesco Patarnello e Luca Querella, i quattro amici che nel 2013 hanno co-fondato Bending Spoons a Milano. Il successo della tech company arriva dopo il passo falso di Evertale, una startup di note-taking sviluppata insieme e rivelatasi fallimentare.
Da quel momento, i quattro soci hanno cambiato strategia, scommettendo sull’acquisizione e sul rilancio di app e aziende dal pubblico fedele ma dal potenziale inespresso (come Evernote, Meetup e WeTransfer), autofinanziandosi fino al primo grande round del 2022. Oggi, dopo aver raccolto gli ultimi 270 milioni di dollari a ottobre 2025 per l’acquisizione di Aol e Vimeo, Bending Spoons è la startup di maggior valore in Italia. Un’escalation verticale che ha proiettato i quattro co-fondatori nell’élite del business: secondo le stime di Forbes, ciascuno di loro vanta oggi un patrimonio personale di circa 1,3 miliardi di dollari.
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La strategia e il portafoglio
Il modello operativo di Bending Spoons è stato descritto dal ceo Luca Ferrari come un sistema composto al “25% da logiche di private equity e al 75% da quelle di una società tecnologica”. Questa filosofia ha guidato una campagna di acquisizioni che conta decine di aziende. Nel portafoglio del gruppo spiccano nomi noti come WeTransfer, la piattaforma per il trasferimento di file di grandi dimensioni, ed Evernote, l’app dedicata al note-taking e all’organizzazione digitale. Più recente è l’ingresso di Tractive, realtà austriaca specializzata nel tracciamento e nel monitoraggio della salute dei pet.
Il salto dimensionale della società milanese è legato soprattutto a due grandi operazioni oltreoceano concluse tra settembre e ottobre 2025: l’acquisizione della piattaforma video Vimeo per 1,38 miliardi di dollari e quella del portale web Aol, per una cifra non ufficiale ma stimata da Reuters intorno agli 1,4 miliardi di dollari.