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Lifestyle 3 Luglio, 2020 @ 3:31

Bulgari aprirà il suo primo hotel a Roma nel 2022, ecco come sarà

di Forbes.it

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Bulgari Hotel Roma -rendering
Rendering della facciata del nuovo Bulgari Hotel Roma (Courtesy Bulgari)

Perché possa accogliere i primi ospiti occorrerà aspettare il 2022, ma la prima pietra, metaforicamente parlando, è già stata posta. Bulgari ha infatti ufficialmente annunciato il progetto del nuovo Bulgari Hotel a Roma.

“Riscriveremo la storia dell’ospitalità di lusso nella città di Roma”,  ha detto Jean-Christophe Babin, amministratore delegato di Bulgari. E in effetti, tanto per cominciare, il nuovo hotel sorgerà in una posizione strategica, nella centrale Piazza Augusto Imperatore, il cuore pulsante del quartiere Campo Marzio, a pochi passi da Via del Corso e Via del Babuino, dall’iconica Piazza di Spagna e dalla storica boutique Bulgari di Via Condotti.

Bulgari Hotel Roma - rendering
Il panorama visibile da uno dei punti di osservazione del nuovo Bulgari Hotel Roma (Courtesy Bulgari)

Il nuovo Bulgari Hotel Roma occuperà un edificio, di proprietà di Edizione Property, costruito tra il 1936 e il 1938 su progetto dell’architetto Vittorio Ballio Morpurgo. La costruzione in stile razionalista, che si affaccia su due dei monumenti più iconici di Roma, l’Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto, dedicato al primo imperatore di Roma e al momento sottoposto a un importante intervento di restauro, rivela un’imponente architettura enfatizzata dall’uso di materiali e colori tipicamente romani, come il marmo Travertino color ocra e i mattoni rosso bruciato. Il rigore razionalista dell’architettura del palazzo è bilanciato dagli affreschi di Antonio Barrera, che decorano l’atrio di via della Frezza riproducendo diverse vedute del Mausoleo di Augusto, mentre la facciata sud è abbellita da un mosaico di 70 mq di Ferruccio Ferrazzi, che ha ricreato la sua personale interpretazione del mito della fondazione di Roma.

Bulgari Hotel Roma
Panoramica del nuovo Bulgari Hotel Roma (Courtesy Bulgari)

Come per tutti gli altri Bulgari Hotels nel mondo, lo studio di architettura italiano Antonio Citterio Patricia Viel si occuperà sia della progettazione architettonica che dell’interior design del nuovo Bulgari Hotel Roma, che conterà 114 stanze, la maggior parte delle quali suite, il prestigioso “Il Ristorante Niko Romito, curato dallo chef stellato, e il “Bulgari Bar”, entrambi posti all’ultimo piano per offrire una vista mozzafiato della Città Eterna. Un’ampia serie di servizi sarà a disposizione degli ospiti tra cui una spa di 1000mq spa dotata di una piscina indoor e una palestra altamente tecnologica dove si potrà beneficiare dell’esclusivo metodo di allenamento Workshop, sviluppato in esclusiva per Bulgari.

Bulgari Hotel Roma -rendering facciata
Rendering della facciata del nuovo Bulgari Hotel Roma (Courtesy Bulgari)

Il Bulgari Hotel Roma ospiterà anche una biblioteca con una collezione di preziosi volumi dedicati al mondo della gioielleria. A questa ‘Reading Room’ potranno accedere sia gli ospiti dell’hotel sia i visitatori esterni su appuntamento.

Celebrando il proprio impegno nella protezione del patrimonio storico e il proprio costante supporto e promozione delle arti, Bulgari supporterà anche progetti legati al restauro di Piazza Augusto Imperatore.

Bulgari Hotels e Resorts vanta al momento sei proprietà, a Milano, Londra, Bali, Beijing, Dubai e Shanghai, a cui si aggiungeranno, tra il 2021 e il 2023, Parigi, Mosca e Tokyo. Bulgari Hotels & Resorts, fondata nel 2001, vanta primati importanti in quanto è sia l’unica collezione di alberghi Italiani presente a livello internazionale, sia il più grande gruppo alberghiero appartenente a un marchio del lusso, nonché’ l’unico le cui proprietà sono tutte leader nei loro mercati.

 

 

Responsibility 25 Giugno, 2020 @ 12:03

Bulgari istituisce un fondo per la ricerca contro il Covid-19 e altri tipi di virus

di Roberta Maddalena

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JEAN CHRISTOPHE BABIN CEO BULGARI

Ancora una volta, Bulgari rinnova il suo impegno a favore della ricerca scientifica. La maison romana ha annunciato infatti la nascita del fondo Bvlgari Virus Free, un’organizzazione no profit che finanzierà istituzioni all’avanguardia che perseguono strategie di ricerca innovative per la remissione e la cura di diversi tipi di virus. In particolare, il fondo supporterà il Jenner Institute dell’Università di Oxford, un polo che raccoglie ricercatori impiegati nella creazione di numerosi vaccini, e l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani a Roma, già supportato dall’azienda allo scoppio dell’emergenza Covid-19 attraverso il finanziamento di un microscopio tecnologico. In collaborazione con il Jenner Institute, inoltre, il fondo offrirà due borse di studio a copertura dei quattro anni di dottorato.

In tema di impegno sociale, il gruppo è da sempre in prima linea con numerosissime iniziative quali la collaborazione con Save the Children, che ad oggi ha permesso di raccogliere circa 100 milioni di dollari a beneficio di più di 2 milioni di bambini, e il recente supporto nella lotta contro il coronavirus attraverso una serie di progetti a sostegno di ospedali in Italia, Svizzera, Regno Unito e Giappone.

“Bulgari promette non solo di contribuire alla lotta contro il Covid-19, ma anche di lavorare con i leader globali in Scienze Mediche dell’Università di Oxford per nutrire le menti talentuose di domani. Sono onorato e orgoglioso di avere l’opportunità di supportare Oxford in questo obiettivo comune di debellare i virus prevenendo future pandemie”, ha commentato Jean-Christophe Babin, ceo del gruppo.

Il fondo è stato costituito grazie a una significativa donazione da parte della maison che offrirà inoltre anche ai clienti la possibilità di offrire il loro contributo attraverso donazioni volontarie tramite l’AURA blockchain network, uno strumento che permette ai consumatori di tracciare la storia e l’autenticità dei beni di lusso. In che modo? Bulgari applicherà la blockchain alla raccolta fondi, garantendo una totale tracciabilità delle donazioni (i consumatori che vorranno dare il proprio contributo potranno tracciare grazie alla digital experience l’intero percorso delle proprie donazioni e vedere gli effetti concreti del proprio gesto di generosità).

Ma non è finita qui. Motivata dai principi dell’economia circolare, l’azienda ha sviluppato una strategia per ridurre drasticamente l’impatto ambientale delle sue attività. Dopo aver adottato nel 2019 una policy green, oggi l’azienda compie un ulteriore passo, annunciando che tutti i suoi hotel e resort saranno plastic free entro la fine del 2020: servizi in camera ecologici, chiavi magnetiche bio, sacchi per la biancheria in amido di mais, pantofole ecologiche al 100% in cotone, foglie di palma e sughero, nonché mescolatori in metallo e cannucce di canna da zucchero.

Lifestyle 5 Marzo, 2020 @ 11:46

Il design incontra il mito nei nuovi modelli one-off della 500 elettrica

di Roberta Maddalena

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Nuova Fiat 500 elettrica Kartell
Il modello 500 Kartell

C’è un’epoca in cui il design e il gusto italiano sono riuscite a creare un sogno. Un sogno che porta la firma di grandi nomi del lusso quali Altagamma, Bulgari, Kartell e Giorgio Armani. Protagonista indiscussa è la nuova Fiat 500, reinterpretata dalle maison tricolori in stili diversi, riconosciuta da Altagamma nel 2019 come “icona dell’Italian Lifestyle”, simbolo del Made in Italy e ambasciatrice dello stile di vita italiano nel mondo.

E così la nuova 500, la prima full-electric di FCA, viene presentata insieme alle edizioni One-Off: esemplari unici sviluppati con due soci storici di Altagamma: Bulgari con la B.500 “Mai troppo” e Kartell con la 500 Kartell. Minimo comune denominatore di entrambi i modelli è la sostenibilità, valore caro alla Fondazione presieduta da Matteo Lunelli, il quale ha fatto sapere che le vetture saranno a breve battute all’asta e il ricavato sarà devoluto a un ente che promuove i valori e le pratiche della sostenibilità.

La 500 è un’icona del nostro Paese e del design italiano”, ha dichiarato Lunelli. “Con la sua straordinaria popolarità nel corso di più di 60 anni è diventata un simbolo del nostro stile di vita. Le edizioni speciali testimoniano la potenza di iniziative congiunte fra marchi eccellenti e l’importanza del network di Altagamma nel favorire collaborazioni intersettoriali tra il meglio del Made in Italy”.

Il modello Bulgari è un concentrato di interni lussuosi e materiali pregiati tra dettagli impreziositi da gemme e rifiniture su misura: ispirata a Roma, si presenta come auto cabrio e incorpora i colori della città eterna (la sua vernice metallizzata color zafferano imperiale, nuance iconica per Bulgari, è ottenuta attraverso l’integrazione di una speciale polvere d’oro, che consiste nello scarto prezioso derivante dal processo di realizzazione dei gioielli presso la Manifattura della casa di moda a Valenza). La macchina gioiello, inoltre, è rifinita al centro dalla stella Buvlgari ad otto punto incastonata con uno scintillante pavé di diamanti, mentre sul volante si trova un logo montato con diamanti e con una combinazione di ametista, citrino e topazio.

Anche un altro nome del luxury italiano, Giorgio Armani, ha firmato il modello one-off FIAT 500 Armani. In questo caso, l’automobile, elettrica ed ecosostenibile, fa parte di un progetto benefico a sostegno di Earth Alliance, l’organizzazione non profit fondata da Leonardo DiCaprio, che combatte il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità nel mondo. Dotata di capote in tessuto, personalizzato con logo ‘GA’ così come i cerchi in lega, ha interni in pelle naturale e inserti di legno rigenerato.

Video 4 Marzo, 2020 @ 1:00

Jean Christophe Babin, il ceo di Bulgari ospite stasera a Cenacolo Artom

di Forbes.it

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Cenacolo Artom: Arturo Artom incontra Jean Christophe Babin, il ceo di Bulgari

Torna questa sera alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

In questo ventiquattresimo appuntamento Arturo Artom ospita Jean Christophe Babin, ceo di Bulgari, lo storico marchio del lusso testimonial dell’eccellenza italiana nel mondo e, dal 2012, parte del gruppo francese LVMH.

Guardate le stelle e non i vostri piedi. Siate curiosi”, spronava  Stephen Hawking. E sempre verso “l’oltre” è posato lo sguardo vivace di Jean Christophe Babin, il carismatico manager che dal 2013 è alla guida di Bulgari. Perché la voglia di conoscere e comprendere è il leitmotiv che risuona costante lungo tutto il percorso della sua vita sino ad oggi.

Col Dna del viaggiatore nel sangue (nell’albero genealogico di Babin sono presenti anche esploratori) Jean Christophe, a soli 21 anni, conclude gli studi  universitari presso la Scuola di studi superiori commerciali di Parigi (HEC Paris). Il perché di questa fretta? Semplice, voleva esplorare il mondo per comprenderne le diversità. Così, con i soldi guadagnati tramite lavori extra-scolastici e zaino in spalla, Jean Christophe parte solo verso l’Asia per tornare un anno dopo con un bagaglio fuori misura di esperienze ed emozioni. Ed è nuovamente in Asia che torna dopo i successivi due anni trascorsi nella marina militare francese.

Ora però tocca mettersi a lavorare sul serio e, dato ai suoi compagni di studio il tempo di recuperare il gap che li distanziavano da lui (come si diverte a dire lo stesso ceo), nel 1994 Babin rivolge le proprie attenzioni verso le più importanti multinazionali attive nelle grande distribuzione con una parentesi anche nella consulenza. Ciò che lo spinge non è semplicemente l’ambizione, ma, a livello più profondo, ritroviamo la sua inesauribile voglia di conoscenza, di mettersi in gioco per crescere come persona, non solo come manager. Jean Christophe colleziona così nel suo curriculum aziende del calibro di Procter & Gamble, Boston Consulting Group, Reckitt Benckiser e Henkel e in ognuna di queste ricopre ruoli dirigenziali di altissimo livello.

Ormai Jean Christophe è un manager con qualità riconosciute a livello mondiale e le proposte lavorative non esitano ad arrivare. Ad una Babin non riesce a dire no: si tratta di prendere in mano il marchio svizzero di orologi e cronografi di lusso sportivi TAG Heuer, acquisito da LVMH nel 1999, e fargli fare il salto emancipandolo dai circuiti di Formula 1 ai quali, sino a quel momento, era legata la sua notorietà. Entrare nel settore dei beni di lusso rappresenta per Jean Christophe una nuova sfida, e, nemmeno a dirlo, è proprio questo l’aspetto che rende l’offerta irrifiutabile. Attraverso il coinvolgimento di personalità del mondo dell’arte e dello sport tra i quali Leonardo di Caprio, Lewis Hamilton e Maria Sharapova, il marchio esplode toccando rapidamente un successo mai ottenuto prima di allora.

A TAG Heur Babin dedica ben tredici anni del suo lavoro sino a quando nel 2013 si spalancano le porte di una nuova avventura: la posizione di amministratore delegato di tutte le divisioni mondiali (gioielli, orologi, pelletteria, fragranze e hotel) del marchio Bulgari. Dalla svizzera a Roma, Babin torna a casa, perché per lui, che si definisce più genericamente “latino” e che in Italia aveva già vissuto,  il nostro Paese è proprio come una seconda casa tanto da aver preso la doppia nazionalità franco-italiana. Obiettivo: fare di Bulgari il desiderio di esperienza di lusso più irresistibile al mondo. Come? Grazie all’eredità romana che materializza il sogno universale di bellezza nel suo patrimonio storico e artistico e generosamente lo dona allo sguardo di chi attraversa Roma, la capitale. Ma anche grazie ai nuovi modi di comunicare che la rivoluzione tecnologica ci propone, per essere là dove le nuove generazioni si confrontano e accompagnare lo storico marchio verso un’idea di lusso moderna.

Sinceramente innamorato di Roma, Jean Christophe Babin propone la sua ricetta per ridare alla capitale gli onori che merita e si mette in prima linea. Come accade per Milano e Parigi, Babin sente la responsabilità dei grandi marchi quali appunto Bulgari, Fendi e Valentino, nel dare a Roma la giusta visibilità. Solo partendo dal cuore pulsante delle sue eccellenze, dalle sue unicità, Roma potrà ritornare la Roma della Dolce Vita, ovviamente in chiave moderna, perché bisogna sempre guardare oltre.

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