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Life 10 Dicembre, 2019 @ 2:09

3 isole private in vendita in Italia da regalare a Natale

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

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(christiesrealestate.com)

Trovare un nascondiglio privato non è forse così difficile. Su Christie’s International Real Estate, ci sono infatti tre isole private in vendita in Italia, autentici gioielli di lusso e relax.

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Porto Rotondo, Sardegna (prezzo su richiesta)
Circondata da mare cristallino, spiagge bianche incontaminate, calette e un folto giardino di ginepro, quest’isola nel cuore della Costa Smeralda si estende su una superficie di quattro ettari. La proprietà, invece, occupa una superficie di 650 metri quadrati e comprende tre camere matrimoniali con bagni privati, un ampio soggiorno, una sala da pranzo, una cucina ben attrezzata e spaziose terrazze per cene all’aperto. Last but not least, una banchina con attracco per diversi yacht. La proprietà infatti è ora utilizzata come yacht club e offre uffici per gli ospiti del club, molo privato e 2 dependance per gli ospiti.

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Isola Ravaiarina, Gorizia (3 milioni di euro)
Conosciuta come la valle dei pescatori, la storia dell’isola in provincia di Gorizia inizia quando gli antichi romani di Aquileia iniziarono a vivere lì. Si trova nella laguna di Grado e ha un suo piccolo porto da cui è possibile raggiungere il mare aperto (dista 54 miglia nautiche da Venezia e 114 da Rimini). Oggi, l’isola possiede tutte le licenze per le attività di pesca, agricoltura, ristoro e alloggio (ci sono pozzi d’acqua dolce, corrente elettrica e linea telefonica). La proprietà si compone di quattro edifici, il principale è già utilizzabile, mentre gli altri tre devono ancora essere completati e arredati. Ideale non solo per eventi o conferenze private, ma anche per chi desidera vivere momenti privati ​​o per escursioni nel mar Adriatico e verso le vicine isole croate.

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Isola delle Femmine, Sicilia (prezzo su richiesta)
A pochi passi dalla costa siciliana, e in uno dei mari più belli d’Italia, quest’isola di 15 ettari è perfetta per gli amanti della privacy (l’isola comprende un golfo sabbioso da utilizzare come spiaggia privata o punto di approdo per le navi). Si estende su una superficie di 15 ettari e si trova nelle vicinanze di Palermo (19 km), Monreale, Trapani e Agrigento. Oltre alla limpidezza delle acque, l’isola si distingue per flora e fauna: principalmente ricoperta di malva, mandragora ed erba stella, laddove la seconda è composta principalmente da lucertole, ma anche alcune specie di farfalle rare. Ma quest’isola ha anche un valore storico con alcune parti risalenti all’età romana, probabilmente dopo il seconda guerra punica, e un pozzo risalente invece al Medioevo. L’edificio, che necessita in alcune parti di manutenzione, può essere ricostruito rispettando il volume originale della struttura, ed è possibile ottenere un finanziamento dall’Unione Europea o dal Ministero dei Beni Culturali.

Life 22 Ottobre, 2019 @ 2:00

C’era una volta: da Roma a Dublino sei castelli in vendita da Christie’s

di Roberta Maddalena

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Roma, Dublino, Marocco, Póvoa de Lanhoso (Portogallo), Isole Vergini americane e Curzay-sur-Vonne (Francia). Sono alcune delle località che ospitano sei lussuosi castelli in vendita sul sito della casa d’aste Christie’s, tra panorami mozzafiato e stanze da mille e una notte.

Attico di lusso, Roma

Nel cuore di Roma, a pochi passi dai monumenti più importanti della città, si trova uno splendido palazzo storico, che nel XV secolo è diventato il palazzo di famiglia dei nobili Boccabella. L’attico di circa 350 mq, che si sviluppa su tre piani e ha tre ingressi separati, gode di una vista incredibile su Roma. Tutte le stanze infatti, e le terrazze di 270 mq, godono di una vista impareggiabile su Piazza Venezia, l’altare della Patria e l’Aracoeli. Al primo piano, l’appartamento pontificio (master suite) è composto da ingresso, zona spogliatoio, ampia camera da letto e due bagni. Al secondo piano invece ci sono un soggiorno, una camera da letto, una cucina e un bagno. Infine, il terzo piano ospita la grande cucina principale. L’attico è dotato di cinque ampie terrazze, alcune completamente chiuse da pannelli di vetro. Marmi intarsiati, intonaci, soffitti affrescati, opere di ebanisteria e pittura su armadi, librerie e porte fanno il resto.

Seafield House, Dublino

Distribuita su circa 32 ettari, Seafield House è una magnifica dimora palladiana costruita nel 1730. Vicina al centro di Dublino (dista solo 15 Km) e all’aeroporto internazionale della città, la casa e il parco sono totalmente privati ​​e ospitano 80 acri di giardini e un lago. Si ritiene che il castello sia stato costruita da Sir Edward Lovett Pearce, principale esponente del palladianesimo in Irlanda e architetto di Castletown House. All’interno, lo stile si divide tra la grazia sofisticata e la simmetria del periodo georgiano e il calore vittoriano. La master suite, in particolare, gode di una vista unica con finestre profonde, un magnifico camino e un ampio spogliatoio. Il giardino recintato a sud offre infine una privacy totale.

Palace Granada, Marocco

Nel cuore delle Palmeraie di Marrakech si nasconde un palazzo di 1800 mq situato su un terreno di 2 ettari di fronte alla catena montuosa dell’Atlante. La struttura ricorda l’Alhambra di Granada, in Andalusia, e si compone di diversi salotti, una biblioteca, una cucina, 5 suite di cui 4 dotate di due bagni ciascuna e uno spogliatoio. E poi un’area relax composta da un centro benessere, un hammam, accoglienti salotti, un bar e una discoteca. Senza dimenticare il giardino con il suo immenso roseto, la piscina con pool house, il campo da tennis e vari padiglioni dove gli ospiti possono rilassarsi e mangiare.

Vigneto, Póvoa de Lanhoso (Portogallo)

Si tratta di una proprietà secolare che produce vino di eccellente qualità. Il palazzo, poi, in ottime condizioni, presenta rivestimenti su legno, soffitti lavorati e pareti con affreschi dipinti a mano. I giardini sono curatissimi e si affacciano sul fiume verso Ave con una facciata di circa 1.200 piedi. Dotata inoltre di una moderna cantina completamente attrezzata per la vinificazione, l’imbottigliamento e lo stoccaggio, dista solo 10 minuti da Póvoa de Lanhoso e 40 minuti da Porto.

Castello nelle Isole Vergini, costa di Saint Croix 

Questo favoloso castello caraibico fu acquistato inizialmente dalla contessa Nadia Farber. La proprietà, affacciata sulla costa di St. Croix, risente dell’architettura moresca e orientale e si estende su una superficie di circa 10mila piedi quadrati. Considerata la posizione più desiderabile di St Croix, adiacente allo yacht club, la sua laguna riparata si trova proprio di fronte allo spettacolare parco nazionale di Buck Island.

Dimora del 18esimo secolo, Francia

Situato tra Poitiers e Niort, questa dimora del 18esimo secolo è costituita da un castello con tanto di cappella privata, due grandi case indipendenti, una fattoria, un aranceto e strutture equestri. Il castello e la sua ala sud sono composti da ingresso, diversi salotti, sale da pranzo, sala riunioni e 22 camere/suite con bagno privato. La tenuta copre 112 ettari, di cui 40 di prati per cavalli e 60 ettari di bosco.

Business 3 Ottobre, 2019 @ 10:11

Perché Unicredit mette all’asta da Christie’s i capolavori della sua collezione

di Glenda Cinquegrana

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L’arte contemporanea come serbatoio di risorse che possono diventare liquide, carburante per finanziare progetti di sostenibilità sociale ed ambientale. E’ questa la visione innovativa che si trova alla base della decisione di UniCredit di mettere in vendita alcune eccellenti opere della sua storica collezione d’arte moderna e contemporanea, costruita negli anni dall’assemblaggio delle raccolte d’arte delle singole banche locali accorpate nel gruppo.

L’iniziativa Social Impact Banking rappresenta l’impegno di UniCredit nel costruire una società più equa e inclusiva. Il suo scopo è identificare, finanziare e promuovere persone e imprese che possono avere un impatto sociale positivo. Nel 2018 Social Impact Banking ha approvato in Italia 72,9 milioni di euro di finanziamenti a impatto e sarà estesa nel 2019 in altri dieci mercati in cui opera il gruppo.

I proventi ottenuti dalla vendita delle opere saranno usati a supporto di questo grande progetto che implementa i valori etici di responsabilità sociale del più grande gruppo bancario italiano.

Nei prossimi giorni Christie’s, partner scelto per mettere in atto la vendita, e alcune delle sue aste più prestigiose a Londra, saranno il palcoscenico delle prime vendite; fra queste la celebre asta dedicata all’arte italiana Thinking Italian, erede della ventennale Italian Art Sale.

Per capire di più di questo progetto di gestione innovativa, abbiamo intervistato Maurizio Beretta, responsabile per Unicredit dell’Institutional Affairs & Sustainability, ed in particolare del progetto Social Impact Banking, chiedendogli il perché di questa politica di deaccessioning varata dal gruppo. “Dal nostro punto di vista, la gestione dell’arte non è parte costitutiva della nostra mission come banca. Per noi di UniCredit, la messa in vendita delle opere rappresenta un processo di trasformazione del valore con l’obiettivo di riallocare la ricchezza e generare un bene sociale concreto alle nostre comunità locali”. Beretta non ha dubbi nell’affermare che il modello SIB sia lo strumento pratico atto a rafforzare la vocazione sociale della banca: “Il Social Impact Banking è parte del nostro impegno a costruire una società più giusta e inclusiva, secondo una visione che guarda oltre i ritorni economici dei nostri investimenti per produrre un impatto positivo tangibile sulla società ovunque operiamo”.

Gli strumenti operativi del SIB sono il micro credito alle imprese – “che sono generalmente escluse dai prestiti bancari, finalizzato all’inclusione sociale e all’ampliamento dell’occupazione”, afferma Beretta. Il secondo strumento è il finanziamento a impatto, ovvero il sostegno a quelle imprese e organizzazioni no profit che secondo la banca possono generare risultati sociali chiari e misurabili per la comunità a supporto dell’innovazione sociale come motore positivo di cambiamento. Il terzo è la leva dell’educazione e inclusione finanziaria, con cui UniCredit si pone l’obiettivo di promuovere alcune iniziative di sensibilizzazione finanziaria a sostegno delle microimprese e le imprese sociali nella fase iniziale, incoraggiando lo sviluppo di una cultura finanziaria e commerciale tra i segmenti più fragili delle popolazioni locali, compresi i giovani.

In un ampio ventaglio di iniziative promosse dal gruppo alcune sono dedicate all’arte contemporanea, a sostegno della giovane arte nell’ambito dei singoli paesi. Ad esempio, in Germania, UCB AG ha istituito il cosiddetto K4 – Künstlercube, in cui i giovani artisti sono invitati a esporre una delle loro opere in un CUBE dedicato presso gli uffici del private banking tedesco per un periodo di sei mesi. A Venezia, invece, nell’ambito della sponsorizzazione della mostra ‘Rothko in Lampedusa’ a fianco delle Nazioni Unite, UniCredit ha chiesto a un gruppo di artisti rifugiati di creare un’opera per la sede centrale della banca.

Cristiano De Lorenzo, managing director di Christie’s Italia, racconta della grande opportunità della casa d’aste di lavorare con UniCredit in modo innovativo.  ‘Avere l’opportunità di lavorare con UniCredit per portare sul mercato capolavori è un privilegio, aggiunge. Il progetto ha una matrice innovativa e di lungo periodo: le opere della collezione non saranno messe in unico catalogo, poiché provenienti da collezioni e provenienze diverse; saranno allocate in battute differenti, secondo una pianificazione strategica, per “massimizzare il potenziale ritorno a supporto del Social Impact Banking e di altre iniziative UniCredit pertinenti”.

 

La descrizione delle opere di Mariolina Bassetti, Head of Continental Europe per il dipartimento di Post-War & Contemporary Art.

All’asta serale Post-War and Contemporary sono presenti 3 opere di collezione UniCredit:

• Lot 12. Gerhard Richter, Abstraktes Bild (559-1) (1984, stima: £ 6.500.000-9.500.000) è una visione monumentale risalente a un momento spartiacque nella carriera di Richter. Acquistato poco dopo la sua creazione, è tra le più grandi tele prodotte durante l’anno cardine del 1984.
• Lot 13. Gerhard Richter Wiese (Meadow) (1983, stima: £ 3.500.000-5.500.000) è uno squisito esempio dei celebri paesaggi tedeschi fotorealistici che Gerhard Richter ha prodotto negli anni ’80.
• Lot 11. Gerhard Richter. 7.3.86 (1986, stima: £ 550.000-750.000) proviene dal seminale dopo la data della loro creazione, questi complessi lavori su carta punteggiano la pratica dell’artista a vari intervalli dai primi anni ’80 in poi.

Anche nell’asta serale del Post-War and Contemporary:

• Lot 14. Yves Klein Sculpture Éponge bleue sans titre di Yves Klein, (SE 244) – un esempio delle pionieristiche Sculptures Éponges (Sponge Sculptures). L’opera risale al 1959: l’anno cardine in cui l’artista espose una selezione di queste straordinarie creazioni insieme ai suoi monocromi blu nella mostra seminale Bas-Reliefs in un forêt d’ponges alla Galerie Iris Clert di Parigi.

Un punto culminante della SELEZIONE di UniCredit offerto in Thinking Italian è (Lot 111). la Superficie bianca di Enrico Castellani (1989, stima: £ 250.000-350.000).
Concepito come una meditazione sul gioco di luci e ombre, tra profondità positiva e negativa, è un elegante esempio della continua evoluzione della pratica pittorica dell’artista attraverso gli anni ’80.

Questo è presentato in Thinking Italian insieme a (LOT. 110) Untitled di Giuseppe Gallo (2002, stima: £ 25.000-35.000).
Nell’opera dell’artista ricorre spesso l’uso di foglie, numeri, lettere, simboli ed elementi, che commemorano tradizioni e culture lontane. La serie di foglie, che si possono trovare sull’opera, è una sorta di classificazione del mondo naturale, che comprende matematica, cosmogonia, filosofia, materiali naturali ed elementi del paesaggio.

SpaceEconomy 16 Luglio, 2019 @ 1:54

I cimeli dello sbarco sulla Luna all’asta da Christie’s

di Glenda Cinquegrana

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luna
(Shutterstock)

‘Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità’, con questa frase Neil Armstrong sigillò l’impresa più grande mai compiuta fino ad allora dall’uomo nello spazio, ovvero il primo allunaggio. Tutto questo accadeva esattamente cinquanta anni fa, il 21 luglio 1969.

In un periodo ricco di celebrazioni e commemorazioni in tutto il mondo, Christie’s  New York non poteva perdere l’occasione. Il prossimo 18 luglio, la casa d’aste celebra la ricorrenza con una sessione specifica composta da una selezione di lotti molto particolari legati a questo storico evento. Intitolata One Giant Leap: Celebrating Space Exploration 50 Years After Apollo 11, vedrà in vendita alcune memorabilia e testimonianze particolarmente significative di quell’impresa.

Qual è il lotto più desiderato? Il diario di bordo di Neil Armstrong e Buzz Aldrin, ovvero il Timeline Book dell’Apollo 11, sul quale fu stesa la primissima scrittura mai realizzata da un uomo su un altro pianeta. Il testo in questione è rappresentato dalle coordinate dell’atterraggio sulla Luna, vidimate a mano da Buzz Aldrin. Il libro è stato una proprietà personale di Aldrin fino a quando non fu venduto da lui stesso a un privato collezionista, che ora lo mette in vendita per l’occasione ghiotta del cinquantenario.

Composto da ventidue pagine e altre quarantatré realizzate in carte di diversa grammatura, il diario dell’allunaggio si configura come un quaderno ad anelli, sul quale si trova il diagramma basato sulle coordinate dell’orientamento dell’Apollo 11 rispetto alla Terra al momento dell’allunaggio. Sembra che all’interno della navicella questo libro mastro  fosse collocato fra i due comandanti Armstrong e Aldrin. Parte fondamentale del taccuino sono gli appunti scritti a mano da Aldrin, circa tutti i movimenti ed avvenimenti accaduti alla navicella Eagle nelle trentaquattro ore che seguirono lo sbarco. Nelle pagine dalla 3 alla 62 si trovano tutte le primissime istruzioni su come effettuare l’atterraggio lunare. Il quaderno costituisce un elemento chiave per comprendere e conoscere l’impresa del primo atterraggio dell’uomo sulla Luna: la lettura di questo rilevante documento consente una dettagliatissima ricostruzione di tutte le fasi tecniche che hanno portato al compimento dell’impresa, in un racconto affascinante che ne restituisce tutta la complessità.

Considerando che in qualunque progetto futuro dell’uomo nello spazio non saranno mai più utilizzati libri cartacei ma piuttosto strumenti digitali, questo libro resterà un unicum nella storia delle iniziative spaziali dell’uomo. Questa riflessione va a supporto di una stima compresa fra i 7 e i 9 milioni di dollari.

Fra gli altri lotti, veri oggetti di culto capaci di scatenare la caccia da parte degli appassionati troviamo la spazzola usata per pulire la telecamera che per prima filmò l’atterraggio e ne permise la condivisione con tutto il mondo. Questo oggetto, secondo la dicitura del catalogo ‘ancora sporco di polvere lunare’, è stimato fra i 125 e i 175mila dollari. Last but not the least, nella lista degli oggetti all’incanto troviamo una splendida mappa della Luna stampata dalla NASA su tre fogli, firmata a mano da tutti i membri dell’equipaggio. La stima è meno selettiva, compresa fra i 40 e i 60.000 dollari.

Life 11 Luglio, 2019 @ 3:00

All’interno della casa di Jackie Kennedy in vendita da Christie’s

di Roberta Maddalena

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verde casa cielo
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Una bellissima via di fuga proprio davanti all’Oceano Atlantico, nel cuore della costa del New England. Ma soprattutto residenza estiva e rifugio di Jacqueline Kennedy Onassis, conosciuta come Red Gate Farm. La stessa che sul sito di Christie’s, casa d’aste più famosa al mondo, è ora in vendita per un valore di 65 milioni di dollari.

La fattoria di lusso è stata acquistata nel 1979 e si è conservata per 40 anni grazie al lavoro dell’architetto Hugh Newell Jacobson, che ha progettato la casa principale in stile Cape Cod (poi rinnovata nel 2000 per volere della figlia Caroline Kennedy da Deborah Berke). La residenza principale si estende su una superficie  di oltre 6mila metri quadrati in legno di cedro e praticamente tutte le stanze tranne la sala da pranzo si affacciano sull’Atlantico. Qui troviamo un salotto con camino, un soggiorno, una camera familiare, una biblioteca, una sala da pranzo e un’ampia cucina.

Al piano superiore invece ci sono quattro ampie camere da letto con bagno privato, una camera più piccola per gli ospiti o il personale, due uffici o studi d’arte e tre camini. Senza dimenticare l’ex allevamento di pecore, la guest house in stile Shingle, parte del design originale di Jacobson, e il giardino curato da Bunny Mellon, che aveva progettato il Rose Garden della Casa Bianca.

La Red Gate Farm vanta inoltre un chilometro di spiaggia privata sull’Oceano con due stagni d’acqua dolce, un orto, una piscina all’aperto, un campo da tennis e una casa sull’albero, che la signora Onassis ha costruito per i suoi nipoti. Un luogo fortemente legato alla personalità di Jackie Kennedy, forse una delle leggende dello stile più amate e invidiate di sempre, che rappresenta ancora oggi un’icona di eleganza senza tempo.

Blockchain & Co 4 Luglio, 2019 @ 11:29

Il futuro del mercato dell’arte è nella blockchain?

di Glenda Cinquegrana

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quadri colori
(christies.com)

La blockchain non è più solo la tecnologia applicata alle criptovalute, ma uno strumento utile per gli usi più diversi. Nell’arte le catene di blockchain cominciano a essere utilizzate come database elettronici certificati capaci di custodire le informazioni sulle opere. È questo l’uso sperimentale che ne ha fatto recentemente Christie’s, casa d’asta leader al mondo nel settore per giro d’affari, da sempre anche all’avanguardia per quanto riguarda la messa in pratica delle nuove tecnologie.

Ricordiamo che fu la prima auction house a creare una piattaforma apposita per l’on-line bidding nel 2011, oggi strumento ampiamente usato nel mercato. Quella che all’epoca era una feature sperimentale legata all’asta della collezione di Elizabeth Taylor fu adottato su base permanente, per poi essere adottato anche dai concorrenti. Lo stesso potrebbe accadere con la blockchain. Il primo esperimento di applicazione di catena certificata a un’asta è accaduto lo scorso novembre, quando in occasione della vendita la collezione Barney A. Ebsworth a New York i clienti hanno avuto a disposizione un catalogo interamente registrato su blockchain realizzato da Artory, società da due anni attiva nella costruzione di tecnologie di ‘catena dei blocchi’ per l’arte con sedi a New York e Berlino.

L’asta è stata un successo: ha segnato anche un record mondiale per il maestro della pittura americana Edward Hopper, la cui tela Chop Suey è stata venduta per quasi 92 milioni di dollari. Ma non solo. Richard Entrup, Chief Information Officer di Christie’s ci spiega che una volta creata, la catena blockchain è concepita come servizio aggiuntivo per i clienti: ad ogni collezionista viene data una tessera elettronica che consente l’accesso personalizzato al database che contiene sostanzialmente le informazioni presenti in catalogo. La presenza di un database di transazioni certificate renderà semplificate le procedure di stima delle opere, realizzate non più da un professionista del settore con un certo grado di soggettività, ma calcolate in modo automatico da un algoritmo.

La seconda novità dovuta alla creazione di database elettronici è il contenuto di validazione che la catena porta con sé: attraverso l’uso della tecnologia blockchain, Christie’s può mettere a disposizione del cliente un certificato digitale, firmato crittograficamente, strumento di convalida della veridicità delle informazioni sulle opere fornite. E questo servizio in futuro potrebbe essere fornito anche dagli altri operatori dell’arte. Secondo Entrup il nuovo applicativo in questa fase è importante per attrarre ‘technology-minded people’, ovvero i clienti che percepiscono come un’attrattiva questo strumento di trasparenza, che nell’immediato futuro potrà aumentare la fiducia nell’operato professionale delle case d’asta.

Christie’s in questo senso vuole giocare di anticipo sui cambiamenti tecnologici, offrendo già oggi le risposte ai bisogni che verranno. Per Nanne Dekking, ceo di Artory, la maggiore diffusione di questi strumenti diventerà importante per i dealer per la validazione delle informazioni sulle opere. Un mercato percepito come più trasparente e efficiente potrebbe diventare in futuro più ampio: è dalla maggiore fiducia dipende nell’operato degli attori che dipende l’ingresso di nuovi acquirenti. In Europa dove le normative sulla tutela dei dati personali sono al momento più restrittive, lo scioglimento del nodo legato protezione delle informazioni di proprietà delle opere è il requisito essenziale per mettere in pratica il sistema blockchain.

 

Life 20 Giugno, 2019 @ 3:00

Cosa c’è nella collezione privata di gioielli più grande al mondo

di Roberta Maddalena

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asta persone
(christies.com)

Dopo un tour mondiale che ha visto migliaia di persone accorrere alle sale di Christie’s, una mostra di New York appositamente progettata e un’asta di 12 ore presieduta da cinque diverse case, la collezione Maharajas & Mughal Magnificence ha messo a segno 109,3 milioni di dollari: il valore più alto per qualsiasi asta di arte indiana e la seconda più alta per una collezione di gioielli privata, appartenuta allo Sheikh Hamad bin Abdullah Al-Thani, emiro del Qatar che possedeva pezzi unici (dal 17esimo al 21esimo secolo).

Sul piatto circa 400 lotti, dai leggendari diamanti di Golconda alle abbaglianti pietre colorate e accessori usati nelle corti reali fino a spade e pugnali un tempo di proprietà dei sovrani indiani. Pezzi unici come una collana Rivière con diamanti venduta per $ 2.145.000, una spilla con diamanti e smeraldi di Bhagat, il più grande gioielliere indiano ($ 399.000), uno smeraldo intagliato Cartier ($ 735.000) e una fibbia in smeraldo Art Déco del marchio francese di lusso, che ha attirato l’applauso generale quando è stata venduta per $ 1.545.000 (il prezioso oggetto fu progettato per Sybil Sassoon, Marchesa di Cholmondeley, che la indossò per le incoronazioni di Re Giorgio VI nel 1937 e della Regina Elisabetta II nel 1953).

Non solo gioielli: simboli dell’abilità militare e dell’autorità politica, le armi e le armature indiane usate nelle processioni reali comprendono una spada cerimoniale del Nizam di Hyderabad ($ 1.935.000), record mondiale d’asta per una spada indiana, e la collana Nizam di Hyderabad, venduta allo stesso prezzo.

“Dai pugnali eccezionali indossati dai nobili d’élite e dalle famiglie reali dell’India a gioielli importanti ispirati alla tradizione e all’architettura indiana, l’asta ha rappresentato un momento culturale significativo per l’arte indiana e islamica”, ha commentato William Robinson, direttore internazionale di World Art presso Christie’s.