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Business 3 Ottobre, 2019 @ 10:11

Perché Unicredit mette all’asta da Christie’s i capolavori della sua collezione

di Glenda Cinquegrana

Dirigo una galleria d’arte e mi occupo di consulenza.Leggi di più dell'autore
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L’arte contemporanea come serbatoio di risorse che possono diventare liquide, carburante per finanziare progetti di sostenibilità sociale ed ambientale. E’ questa la visione innovativa che si trova alla base della decisione di UniCredit di mettere in vendita alcune eccellenti opere della sua storica collezione d’arte moderna e contemporanea, costruita negli anni dall’assemblaggio delle raccolte d’arte delle singole banche locali accorpate nel gruppo.

L’iniziativa Social Impact Banking rappresenta l’impegno di UniCredit nel costruire una società più equa e inclusiva. Il suo scopo è identificare, finanziare e promuovere persone e imprese che possono avere un impatto sociale positivo. Nel 2018 Social Impact Banking ha approvato in Italia 72,9 milioni di euro di finanziamenti a impatto e sarà estesa nel 2019 in altri dieci mercati in cui opera il gruppo.

I proventi ottenuti dalla vendita delle opere saranno usati a supporto di questo grande progetto che implementa i valori etici di responsabilità sociale del più grande gruppo bancario italiano.

Nei prossimi giorni Christie’s, partner scelto per mettere in atto la vendita, e alcune delle sue aste più prestigiose a Londra, saranno il palcoscenico delle prime vendite; fra queste la celebre asta dedicata all’arte italiana Thinking Italian, erede della ventennale Italian Art Sale.

Per capire di più di questo progetto di gestione innovativa, abbiamo intervistato Maurizio Beretta, responsabile per Unicredit dell’Institutional Affairs & Sustainability, ed in particolare del progetto Social Impact Banking, chiedendogli il perché di questa politica di deaccessioning varata dal gruppo. “Dal nostro punto di vista, la gestione dell’arte non è parte costitutiva della nostra mission come banca. Per noi di UniCredit, la messa in vendita delle opere rappresenta un processo di trasformazione del valore con l’obiettivo di riallocare la ricchezza e generare un bene sociale concreto alle nostre comunità locali”. Beretta non ha dubbi nell’affermare che il modello SIB sia lo strumento pratico atto a rafforzare la vocazione sociale della banca: “Il Social Impact Banking è parte del nostro impegno a costruire una società più giusta e inclusiva, secondo una visione che guarda oltre i ritorni economici dei nostri investimenti per produrre un impatto positivo tangibile sulla società ovunque operiamo”.

Gli strumenti operativi del SIB sono il micro credito alle imprese – “che sono generalmente escluse dai prestiti bancari, finalizzato all’inclusione sociale e all’ampliamento dell’occupazione”, afferma Beretta. Il secondo strumento è il finanziamento a impatto, ovvero il sostegno a quelle imprese e organizzazioni no profit che secondo la banca possono generare risultati sociali chiari e misurabili per la comunità a supporto dell’innovazione sociale come motore positivo di cambiamento. Il terzo è la leva dell’educazione e inclusione finanziaria, con cui UniCredit si pone l’obiettivo di promuovere alcune iniziative di sensibilizzazione finanziaria a sostegno delle microimprese e le imprese sociali nella fase iniziale, incoraggiando lo sviluppo di una cultura finanziaria e commerciale tra i segmenti più fragili delle popolazioni locali, compresi i giovani.

In un ampio ventaglio di iniziative promosse dal gruppo alcune sono dedicate all’arte contemporanea, a sostegno della giovane arte nell’ambito dei singoli paesi. Ad esempio, in Germania, UCB AG ha istituito il cosiddetto K4 – Künstlercube, in cui i giovani artisti sono invitati a esporre una delle loro opere in un CUBE dedicato presso gli uffici del private banking tedesco per un periodo di sei mesi. A Venezia, invece, nell’ambito della sponsorizzazione della mostra ‘Rothko in Lampedusa’ a fianco delle Nazioni Unite, UniCredit ha chiesto a un gruppo di artisti rifugiati di creare un’opera per la sede centrale della banca.

Cristiano De Lorenzo, managing director di Christie’s Italia, racconta della grande opportunità della casa d’aste di lavorare con UniCredit in modo innovativo.  ‘Avere l’opportunità di lavorare con UniCredit per portare sul mercato capolavori è un privilegio, aggiunge. Il progetto ha una matrice innovativa e di lungo periodo: le opere della collezione non saranno messe in unico catalogo, poiché provenienti da collezioni e provenienze diverse; saranno allocate in battute differenti, secondo una pianificazione strategica, per “massimizzare il potenziale ritorno a supporto del Social Impact Banking e di altre iniziative UniCredit pertinenti”.

 

La descrizione delle opere di Mariolina Bassetti, Head of Continental Europe per il dipartimento di Post-War & Contemporary Art.

All’asta serale Post-War and Contemporary sono presenti 3 opere di collezione UniCredit:

• Lot 12. Gerhard Richter, Abstraktes Bild (559-1) (1984, stima: £ 6.500.000-9.500.000) è una visione monumentale risalente a un momento spartiacque nella carriera di Richter. Acquistato poco dopo la sua creazione, è tra le più grandi tele prodotte durante l’anno cardine del 1984.
• Lot 13. Gerhard Richter Wiese (Meadow) (1983, stima: £ 3.500.000-5.500.000) è uno squisito esempio dei celebri paesaggi tedeschi fotorealistici che Gerhard Richter ha prodotto negli anni ’80.
• Lot 11. Gerhard Richter. 7.3.86 (1986, stima: £ 550.000-750.000) proviene dal seminale dopo la data della loro creazione, questi complessi lavori su carta punteggiano la pratica dell’artista a vari intervalli dai primi anni ’80 in poi.

Anche nell’asta serale del Post-War and Contemporary:

• Lot 14. Yves Klein Sculpture Éponge bleue sans titre di Yves Klein, (SE 244) – un esempio delle pionieristiche Sculptures Éponges (Sponge Sculptures). L’opera risale al 1959: l’anno cardine in cui l’artista espose una selezione di queste straordinarie creazioni insieme ai suoi monocromi blu nella mostra seminale Bas-Reliefs in un forêt d’ponges alla Galerie Iris Clert di Parigi.

Un punto culminante della SELEZIONE di UniCredit offerto in Thinking Italian è (Lot 111). la Superficie bianca di Enrico Castellani (1989, stima: £ 250.000-350.000).
Concepito come una meditazione sul gioco di luci e ombre, tra profondità positiva e negativa, è un elegante esempio della continua evoluzione della pratica pittorica dell’artista attraverso gli anni ’80.

Questo è presentato in Thinking Italian insieme a (LOT. 110) Untitled di Giuseppe Gallo (2002, stima: £ 25.000-35.000).
Nell’opera dell’artista ricorre spesso l’uso di foglie, numeri, lettere, simboli ed elementi, che commemorano tradizioni e culture lontane. La serie di foglie, che si possono trovare sull’opera, è una sorta di classificazione del mondo naturale, che comprende matematica, cosmogonia, filosofia, materiali naturali ed elementi del paesaggio.

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