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Lifestyle 10 Luglio, 2020 @ 9:18

Arriva la Sián Roadster, l’ibrida Lamborghini da soli 19 esemplari

di Emiliano Ragoni

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Lamborghini Sián Roadster,
(Courtesy Lamborghini)

Lamborghini presenta la Sián Roadster, supersportiva open-top ibrida in edizione limitata. Sviluppata a partire dall’iconico V12 della Casa del Toro e tecnologie ibride esclusive, è in grado di offrire prestazioni senza paragoni, in linea con la tradizione Lamborghini. Una vettura che sarà prodotta in sole 19 unità, già tutte vendute, e che vanta uno dei cockpit open-top più spettacolari di sempre, un sound inimitabile del V12 Lamborghini più potente di tutti i tempi, performance straordinarie e tecnologie innovative che preannunciano il viaggio verso l’ibridizzazione.

“La Sián Roadster racchiude in sé tutta l’essenza di Lamborghini”, dice Stefano Domenicali, chairman e chief executive officer di Automobili Lamborghini. “È la sintesi perfetta tra design mozzafiato e prestazioni straordinarie, ma, cosa più importante, è il simbolo delle principali tecnologie del futuro. L’innovativa propulsione ibrida preannuncia quella che sarà la direzione verso cui andranno le supersportive Lamborghini. La versione Roadster open-top non fa che sancire il desiderio di conservare il nostro stile esclusivo, mentre avanziamo verso un domani in cui nuove soluzioni saranno fondamentali”.

Lamborghini Sián Roadster,
(Courtesy Lamborghini)
Lamborghini Sián Roadster,
(Courtesy Lamborghini)

La Sián Roadster fa il suo debutto in blu uranus, colore appositamente selezionato dal centro stile Lamborghini, che insieme al reparto ad personam lavora al fianco di ogni cliente per personalizzare colori e interni dell’auto fin nei minimi dettagli. I cerchi sono invece rifiniti in oro electrum, il colore scelto da Lamborghini come simbolo dell’elettrificazione. Gli interni complementari propongono un’elegante combinazione di bianco, dettagli in Blu Glauco ed elementi in alluminio in oro electrum, mentre le bocchette dal design rinnovato, realizzate mediante stampa 3D, possono essere personalizzate con le iniziali del cliente.

Progettata per il futuro

La Lamborghini Sián Roadster mantiene il design futuristico della Coupé, aggiungendo però, da autentica roadster, una nuova purezza delle forme grazie all’abitacolo open-top. La vista dall’alto rievoca l’iconico taglio periscopio della prima Countach, che corre trasversalmente dal cockpit al retrotreno, per poi culminare nei convogliatori aerodinamici alle spalle di conducente e passeggero. Le lunghe linee flessuose e scultoree, abbinate alle caratteristiche ali aerodinamiche, conferiscono alla Sián un profilo potente e inconfondibile. Sul frontale bassissimo, con splitter integrato in fibra di carbonio, sono alloggiati gli iconici gruppi ottici Lamborghini dalla linea a Y.

(Courtesy Lamborghini)

Elettrificazione e tecnologie ibride

Il telaio basso e potente alloggia un V12 di nuova generazione: il nome “Sián”, che in dialetto bolognese significa “lampo” o “fulmine”, sottolinea come l’elettrificazione della Sián Roadster rappresenti un importante tassello della futura strategia ibrida, pur mantenendo intatte le emozioni straordinarie e le performance dinamiche proprie di ogni supersportiva Lamborghini con motore ad aspirazione naturale.

Il sistema ibrido della Sián Roadster offre la soluzione più potente al peso più contenuto, abbinando al V12 un nuovo gruppo motopropulsore. Per garantire una risposta immediata e migliori prestazioni, sul cambio è stato incorporato un motore elettrico da 48 V, che sviluppa 34 cv, e supporta le manovre a bassa velocità, come retromarcia e parcheggio, sfruttando l’energia elettrica.

(Courtesy Lamborghini)
(Courtesy Lamborghini)

La tecnologia di accumulo dell’energia è una novità a livello mondiale. Anziché adottare una batteria agli ioni di litio, la Sián Roadster, così come la versione Coupé, innova l’applicazione del supercondensatore, capace di immagazzinare una quantità di energia dieci volte superiore rispetto a quella di una batteria agli ioni di litio. Il sistema, posizionato tra abitacolo e motore, garantisce una perfetta distribuzione del peso. Tre volte più potente di una batteria dello stesso peso e tre volte più leggero di una batteria di potenza analoga, il sistema elettrico composto da supercondensatore e motore elettrico pesa appena 34 kg, per un sorprendente rapporto peso-potenza di 1,0 kg/CV. Il flusso di potenza simmetrico garantisce la medesima efficienza sia nel ciclo di carica che in quello di scaricamento, dando origine alla soluzione ibrida più leggera ed efficiente.

Questa avanzata tecnologia si affianca al motore V12, che include valvole di aspirazione in titanio ed è stato potenziato fino a 785 cv (577 kW) a 8500 giri/min. Grazie anche ai 34 cv del sistema ibrido, la Sián Roadster è quindi in grado di sprigionare 819 cv (602 kW) e di volare oltre i 350 km/h e fa da 0 a 100 km/h in soli 2,9 secondi. Il miglioramento a livello di fluidità di manovra è ancora più evidente: ne è un esempio la forza di trazione migliorata del 10% in terza marcia.

Lifestyle 30 Giugno, 2020 @ 7:23

C’è una Lamborghini in acqua: il nuovo motor yacht Tecnomar

di Forbes.it

Staff

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Tecnomar for Lamborghini 63
Tecnomar for Lamborghini

The Italian Sea Group ha presentato oggi in anteprima mondiale in streaming Tecnomar for Lamborghini 63, il nuovo motor yacht della flotta Tecnomar. Un concentrato di stile e avanguardia che combina performance, qualità e cura dei dettagli. Il progetto, iniziato con sessioni congiunte di analisi del design, è sviluppato da Tecnomar con il contributo del Centro Stile Lamborghini ed è ispirato alla supersportiva ibrida Lamborghini Siàn FKP 37.

Ispirati dalle performance delle super sports car Lamborghini, due sono gli elementi innovativi alla base del suo concept progettuale: la velocità e la leggerezza dinamica. Grazie alla presenza di due motori MAN V12-2000HP, il motor yacht potrà raggiungere i 60 nodi di velocità e sarà l’imbarcazione più veloce della flotta Tecnomar di The Italian Sea Group, in grado di soddisfare le esigenze dei collezionisti e di chi ama vivere il mare. L’utilizzo di fibra di carbonio, elemento tipico delle vetture Lamborghini, garantisce inoltre la classificazione nel range delle imbarcazioni ultraleggere con un peso massimo di 24 tonnellate per 63 piedi di lunghezza.

Il design degli esterni del motor yacht è caratterizzato da una silhouette supersportiva e fuori da qualsiasi schema tipicamente nautico. Scafo e sovrastruttura nascono da una carena estremamente performante progettata dal team di ingegneri navali specializzati nello studio dell’idrodinamica e rilanciano in chiave contemporanea le storiche linee create da Marcello Gandini per le iconiche vetture Lamborghini Miura e Countach degli anni ‘60 e ‘70. Gli interni, infine, sono il risultato di una progettazione high-tech basata sull’uso di materiali altamente performanti, in termini di peso e funzionalità, perfettamente coniugati con la migliore tradizione artigianale del made in Italy. Le scelte di customizzazione sono infatti molteplici: dal colore degli esterni che riprende le verniciature Lamborghini e specifiche livree, agli interni, disponibili in due versioni con un’ampia possibilità di combinazioni di materiali. Come nelle super sportive Lamborghini, si trovano inoltre i dettagli in fibra di carbonio, l’utilizzo del Carbon Skin, i sedili supersportivi e il timone/volante.

“A maggio abbiamo annunciato di aver siglato l’accordo con Automobili Lamborghini e oggi presentiamo Tecnomar for Lamborghini 63, un motor yacht che sono certo diventerà un’icona futuristica come la vettura a cui si ispira. Selezionati armatori in tutto il mondo possiederanno non solo il motor yacht Tecnomar più veloce della flotta, ma un Tecnomar for Lamborghini 63 unico. Sono orgoglioso di aver scelto di realizzare con Automobili Lamborghini questo progetto innovativo e sfidante che coniuga tecnologia, eccellenza nel design, qualità e performance e che ci darà grandi soddisfazioni”, commenta Giovanni Costantino, ceo di The Italian Sea Group.

Il primo esemplare di Tecnomar for Lamborghini 63 sarà pronto per l’inizio del 2021.

Lifestyle 9 Maggio, 2020 @ 7:01

Lamborghini presenta la Huracán EVO Spyder, per la prima volta in realtà aumentata

di Forbes.it

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La nuova Huracán EVO Rear-Wheel Drive Spyder (Courtesy Lamborghini)

Lamborghini ha presentato la nuova Huracán EVO Rear-Wheel Drive Spyder e ha scelto per la prima volta la realtà aumentata per il lancio virtuale sul suo sito ufficiale Lamborghini. Il nuovo modello V10 offre una celebrazione open air di soluzioni ingegneristiche leggere, trazione posteriore e un sistema P-TCS (Performance Traction Control System) appositamente sviluppato. A capote chiusa o abbassata, la guida di ogni giorno e il divertimento ad alte prestazioni sono accompagnati dal sound di un propulsore V10 aspirato, in grado di sprigionare 610 CV (449 kW) e una coppia di 560 Nm, al pari della versione Coupé. Con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 3,5 secondi e una velocità massima di 324 km/h, anche la versione Spyder è pensata per chi ama una guida fatta di istinti, in cui il divertimento al volante è assicurato dall’hardware piuttosto che dal software.

Il design della Huracán EVO RWD Spyder ottimizza l’integrazione e la funzionalità della capote. Le linee esterne garantiscono una riduzione della resistenza e una deportanza analoga a quella della Coupé, senza necessità di componenti aerodinamici aggiuntivi.

Il design

La Huracán EVO RWD Spyder porta avanti il design della gamma delle V10 Lamborghini con nuovi elementi anteriori e posteriori, che la distinguono nettamente dalla sua omologa 4WD. Sfoggia un nuovo splitter anteriore e alette verticali accompagnate da prese d’aria anteriori più ampie e ben definite, mentre il paraurti posteriore, in nero lucido, integra un nuovo diffusore che fa il suo debutto proprio sulla Huracán EVO RWD Spyder.

La capote della Spyder si ripiega sotto al cofano posteriore in 17 secondi, anche mentre si guida, fino a una velocità di 50 km/h. Disponibile in diversi colori, la capote si abbina alle linee della carrozzeria e alle opzioni di colore di questa vettura a trazione posteriore, oltre a consentire di conversare e divertirsi in tranquillità, che sia chiusa o abbassata. A prescindere dalla posizione della capote, il conducente può anche azionare elettronicamente il lunotto posteriore, che funge da paravento, se alzato, e in grado di amplificare il suono del motore V10, quando abbassato. Sono stati inoltre previsti due cristalli laterali rimovibili, che attutiscono il rumore aerodinamico nell’abitacolo e permettono di conversare anche ad alte velocità.

Il touchscreen HMI da 8,4” nella console centrale della Spyder, controlla le funzioni della vettura e garantisce la connettività per telefonate, accesso a Internet e Apple CarPlay.

La Huracán EVO RWD Spyder può essere arricchita da una gamma di colori e finiture pressoché illimitata grazie al programma Lamborghini Ad Personam: ogni cliente può personalizzare la propria vettura secondo i propri gusti.

Prezzo e consegne

La consegna ai primi clienti della Lamborghini Huracán EVO RWD Spyder è prevista per l’estate del 2020, al prezzo di 175.838 euro, il prezzo al pubblico consigliato, tasse escluse.

Trending 1 Aprile, 2020 @ 10:39

Anche Lamborghini si riconverte: via alla produzione di mascherine e visiere protettive

di Massimiliano Carrà

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Lamborghini produrrà mascherine e visiere per combattere il coronavirus
Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato di Lamborghini. (Courtesy Lamborghini)

Anche Lamborghini scende in campo contro il coronavirus. Come ufficializzato in una nota, la famosa azienda automobilistica italiana ha deciso di “riconvertire alcuni reparti del suo stabilimento produttivo di Sant’Agata Bolognese”.

L’obiettivo, come afferma la stessa Automobili Lamborghini, è quello di produrre “mascherine chirurgiche e visiere protettive mediche in favore del Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna, impegnato nella lotta alla pandemia di Covid-19”.

In questo modo, Lamborghini è l’ultima azienda italiana (anche se facente parte del gruppo Volkswagen), in ordine cronologico,  ad aver deciso di riconvertire la sua tradizionale produzione a favore di dispositivi medici utili per la lotta contro il coronavirus. Nel mondo dell’automotive, la collaborazione Ferrari-Fca-Siare ne è un esempio. 

Lamborghini: quante mascherine e visiere saranno prodotte

Entrando nel dettaglio di come sarà organizzata questa nuova produzione, l’azienda afferma che “il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche si occuperà dei test di validazione dei dispositivi sanitari realizzati da Lamborghini, prima della consegna in struttura”.

Presso la selleria (il reparto dedicato alla realizzazione degli interni e delle personalizzazioni delle Lamborghini) – sottolinea l’azienda – “verranno realizzate 1.000 mascherine al giorno. Contemporaneamente, all’interno dello stabilimento di produzione compositi e presso il reparto di Ricerca e Sviluppo verranno realizzate ogni giorno 200 visiere protettive mediche in policarbonato con l’uso di stampanti 3D.

“In un momento di emergenza come questo, ci sentiamo di dover dare un contributo concreto”. Così Stefano Domenicali, chairman e ceo di Automobili Lamborghini, commenta la decisione da parte di Lamborghini di fornire il proprio aiuto in questa lotta contro il Covid-19.

La decisione di supportata l’Ospedale S.Orsola-Malpighi, rivela Domenicali, è dettata dal fatto “che è un’istituzione con cui da anni abbiamo un rapporto di collaborazione, sia per quanto riguarda la consulenza per la promozione dei programmi di tutela della salute delle nostre persone, tramite professionisti del Policlinico, sia su progetti di ricerca. Infine – conclude il ceo di Lamborghini – è con l’unione e il sostegno di chi è tutti i giorni in prima linea nella lotta a questa pandemia, che vinceremo insieme questa battaglia.”

Lifestyle 28 Novembre, 2019 @ 9:35

L’ultimissima Lambo è virtuale. Non si può comprare, ma solo guidare

di Forbes.it

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Lambo V12 Vision Gran Turismo, la concept virtuale di Lamborghini
(Courtesy Lamborghini)

Automobili Lamborghini presenta una nuova concept car, la Lambo V12 Vision Gran Turismo, in concomitanza con le finali mondiali del FIA Certified Gran Turismo Championships 2019 in programma a Monte Carlo. Il nuovo capolavoro targato Lamborghini è una concept assolutamente visionaria, che mette l’accento sul divertimento di guida nel contesto digitale di Gran Turismo Sport, iconico videogioco per la PlayStation 4 di Sony, dove sarà disponibile in versione virtuale a partire dalla primavera del 2020. Insomma, non si potrà comprare ma sarà possibile solo guidarla.

La presentazione a Monte Carlo. (Courtesy Lamborghini)
Stefano Domenicali, presidente e ceo di Lamborghini, alla presentazione a Monte Carlo. (Courtesy Lamborghini)

“Lamborghini è un brand giovane”, dice Stefano Domenicali, presidente e ceo di Lamborghini, “per questo oggi presentiamo qui il nostro ultimo progetto virtuale sotto forma di vero e proprio modello: il suo design futuristico è stato pensato per il divertimento dei giovani appassionati di videogiochi e supersportive”.

(Courtesy Lamborghini)
(Courtesy Lamborghini)
(Courtesy Lamborghini)

L’incredibile estetica della Lambo V12 Vision GT è frutto del lavoro e della creatività del Centro Stile Lamborghini di Sant’Agata Bolognese. Si tratta di una monoposto in versione virtuale, che monta lo stesso gruppo propulsore della Sián FKP 37. In termini di design, le sue radici affondano nello storico dna Lamborghini, facendo leva sul potenziale di questo linguaggio estetico declinato in senso futuristico. La silhouette è imperniata sulla linea centrale, tratto iconico di tutti i modelli Lamborghini, e accentua il layout da monoposto pensato per un racing game in cui non sono previsti passeggeri.

(Courtesy Lamborghini)
(Courtesy Lamborghini)

Nel complesso, il potente design di questa concept car è fortemente orientato a sviluppare una sofisticata aerodinamica. Un’ampia ala, dove è alloggiato il gruppo ottico posteriore che riprende il classico stilema a Y, domina il retrotreno. Ogni elemento è progettato per ottenere superfici ad alte prestazioni, in una sintesi perfetta di design e aerodinamica. Il corpo principale non è collegato ai parafanghi, mentre il motivo esagonale dei cristalli laterali si ispira alle linee della Marzal del 1968. La Lambo V12 Vision GT recupera l’inconfondibile motivo a Y tipico delle Lamborghini su entrambi i gruppi ottici, anteriore e posteriore.

(Courtesy Lamborghini)

Un concept visionario ha bisogno di interni altrettanto orientati al futuro: si accede all’abitacolo dalla parte anteriore della vettura, come i piloti dei caccia da combattimento. I principali comandi di guida si trovano sul volante futuristico e tutte le informazioni di guida sono proiettate in forma virtuale davanti agli occhi del pilota.

Business 6 Settembre, 2019 @ 10:30

Non solo Lamborghini Siàn, nella strategia Vw l’auto elettrica è per tutti

di Ugo Bertone

Contributor, ho visto cambiare l’economia italiana.Leggi di più dell'autore
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lamborghini Siàn
La Lamborghini Siàn, prima elettrica della casa di Borgo Panigale (Courtesy: Lamborghini)

“General Motors, che un tempo era il gigante di Detroit, qui è quasi scomparso. Non ci sono più fabbriche degne di questo nome perché hanno spostato tutto in Cina, nonostante i capitali per gli investimenti siano arrivati da qui. MA QUESTO E’ AVVENUTO PRIMA CHE ARRIVASSI IO. Saranno in grado di tornare indietro?”. Con questo tweet pubblicato alla vigilia dell’appuntamento alla Casa Bianca con Mary Barra, la numero uno del gruppo Gm, il presidente Usa è tornato su uno dei temi a lui più cari: il rilancio dell’industria dell’auto made in Usa, un argomento chiave per puntare alla rielezione tra un anno.

Non è difficile prevedere che le bordate anti-Pechino, che nel frattempo medita di reintrodurre gli incentivi al settore, in difficoltà sul mercato interno, saranno presto seguite dall’offensiva più volte annunciata contro l’altro pericolo numero uno, agli occhi del presidente: l’auto tedesca. Ovvero come ebbe a sostenere, “quel fiume di Mercedes e Bmw che vedo sfilare sullo Quinta Strada a New York”. Oltre a sistemare i dazi con la Cina, cosa peraltro mica facile né rapida, Trump intende mettere nel mirino “il grande nemico” a quattro ruote, già indebolito dalla frenata della Cina, il principale cliente dell’auto tedesca, ma anche dallo spauracchio della Brexit che ha già colpito l’import/export di Berlino (-20% gli scambi commerciali nei primi sei mesi, prima causa del calo del prodotto interno lordo d’oltre Reno).

In questa cornice che s’inquadra l’avvio della grande offensiva elettrica dell’industria a quattro ruote tedesca che si accinge a sparare tre missili nel cielo dell’auto il 10 settembre, in occasione del salone dell’auto di Francoforte. Ce n’è sarà per tutti i gusti, a partire da Taycan, la prima Porsche al 100% elettrica, una vera rivoluzione culturale per i seguaci del credo di Ferdinand Porsche, che non nasconde l’intenzione di scalzare Tesla dalla leadership dell’elettrico di lusso. Per centrare l’obiettivo non si è badato a spese: il piano Porsche su elettrico e digitale vale 6 miliardi di euro, una cifra esagerata per un produttore dai volumi limitati, ma che si giustifica con la ricerca di un mix che non tradisca il mito.  Per questo si è deciso di partire subito con le versioni Turbo e Turbo S dotate di due unità elettriche di grande efficienza, una sull’asse anteriore e una sul posteriore, così da realizzare un sistema di trazione integrale con prestazioni degne della 911 (da zero a 100 chilometri all’ora in 2 secondi e 8 decimi per la Turbo S) ma con una batteria che si può ricaricare, utilizzando la corrente continua erogata dalle reti ad alta potenza in soli 5 minuti per consentire un percorrenza fino a 100 chilometri oppure in 22 minuti e mezzo in condizioni ideali. Un gioiello da 191mila euro (versione Turbo S) ma che già dall’anno prossimo verrà offerto in versioni più abbordabili.

La seconda mossa del gruppo Volkswagen è meno spettacolare ma ben più significativa sul fronte del business. A Francoforte sarà presentato l’ID.3, cioè il primo modello di Wolfsburg sviluppato sulla Meb, la piattaforma (costo 33miliardi di euro) su cui verranno sviluppati i futuri modelli di massa con cui il gruppo intende sbaragliare la concorrenza. L’avvio è più che promettente: ancor prima della presentazione la vettura ha già ricevuto più di 30.000 prenotazioni in Germania, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito, e oltre 100.000 fan si sono registrati alla newsletter per ricevere aggiornamenti regolari sulla nuova gamma totalmente elettrica ID, l’avanguardia della flotta di 70 modelli elettrici che il gruppo, con un investimento attorno ai 100 miliardi, intende sfornare nei prossimi dieci anni. Sarà, nei propositi del gruppo, “l’auto elettrica per tutti” con un prezzo inferiore alla soglia dei 30.000 euro in Germania e una capacità di ricarica che, in 30 minuti, consente un’autonomia di 290 chilometri.

Inoltre, in termini di strategia industriale, l’operazione si presenta come una vera rivoluzione, con l’obiettivo di recuperare parte dei costi ma anche, se non neutralizzare, almeno ridurre la pressione di Trump. Volkswagen ha deciso di consentire, dietro adeguata fee, l’uso della piattaforma Meb (che sta per Modulare E-Antriebs-Baukasten) anche a Ford e non esclude di ripetere l’operazione. Per la cronaca, Mike Manley, ceo  di Fiat Chrysler, ha smentito che il gruppo italoamericano sia interessato.

Ma la strada delle alleanze sembra la via obbligata, visti i costi e il valore strategico della sfida che sta ridisegnando le sfere d’influenza delle varie potenze: al blocco Volkswagen (cui potrebbe aggiungersi l’asse Bmw-Mercedes) si contrappone Toyota che ha attratto nella sua orbita Suzuki e Mazda.  In attesa che prenda nuova forma l’alleanza Renault-Nissan (allargata a Fca).

Ma nell’attesa che evolvano i grandi scenari merita soffermarsi sulla terza carica che il gruppo Volkswagen vuole accendere al salone di Francoforte: il varo della Lamborghini elettrica. I numeri, in questo caso, sono relativi: la Siàn, la prima ibrida della marca di Sant’Agata Bolognese, prodotta in soli 63 esemplari. Si tratta di una supercar sportiva da 819 cv spinta da un motore V12 aspirato ma abbinato ad un motore elettrico in grado di schizzare da 0 a 100 chilometri in meno di 2,8 secondi fino alla velocità di 280 km/h.  E’ il prototipo del futuro del marchio, in linea con l’evoluzione dell’Aventador, anch’essa destinata a passare all’elettrico. Anche questo conferma il valore strategico dell’elettrico per tutta la gamma sviluppata dal gruppo tedesco.

Bloomberg al proposito ha ipotizzato una quotazione in Borsa del marchio che potrebbe aspirare ad una Ipo attorno agli 11 miliardi di euro, in linea con il successo di Ferrari che vanta una capitalizzazione di 28 miliardi di euro pari ad un rapporto prezzo/utili di 32,7 volte, come le griffe del lusso e assai più elevato della media dell’auto. E’ senz’altro un obiettivo raggiungibile, vista anche la crescita geometrica delle vendite del primo semestre (+96%) grazie al boom di Urus.  Ma è difficile che si realizzi nel prossimo futuro, vuoi per le prospettive incerte dei mercati finanziari ai tempi della Brexit di cui è stata vittima Aston Martin (sotto del 70% rispetto all’Ipo), vuoi perché, prima di passare ai realizzi, in casa Volkswagen si vogliono vedere i frutti della semina elettrica, la sfida industriale più importante non solo per il gruppo che vuol cancellare con un elettrochoc l’incubo del dieselgate.

Soprattutto, però, c’è da chiedersi se Volkswagen intende imitare il modello Fca oppure evitare incroci finanziari che, in passato, non hanno portato bene al colosso teutonico. Il gruppo italo americano, come dimostra l’operazione Cnh Industrial, ha magistralmente utilizzato la Borsa per creare valore. Wolfsburg è cresciuta a suon di acquisizioni finanziate dagli utili industriali, frutto il più delle volte dell’eccellenza tecnologica che ha garantito l’autosufficienza. Fino a ieri, perché i costi di sviluppo dell’auto elettrica impongono soluzioni condivise, come la cessione in affitto della piattaforma Mep all’americana Ford.

Leader 11 Giugno, 2019 @ 10:30

L’uomo che ha domato il toro da corsa

di Federico Morgantini

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Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato di Lamborghini. (Courtesy Lamborghini)

Articolo tratto dal numero di giugno 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

Benché oggi sia interamente controllata dai tedeschi di Audi, da 56 anni è ambasciatrice nel mondo della meccanica e dello stile italiano, orgoglio di Sant’Agata Bolognese, dove dal 1963 realizza tutti i modelli, pezzo per pezzo. Mai come negli ultimi due anni, però, Lamborghini corre anche sui libri contabili. A pilotarla c’è un uomo che fra i motori c’è cresciuto: Stefano Domenicali. Nato a Imola l’11 maggio 1965, laureato in economia, sin dai tempi di Michael Schumacher è stato per anni l’uomo chiave del reparto corse Ferrari, fino alla nomina ad amministratore delegato di Ferrari Spa. Lasciata Maranello, nel 2014 è entrato in Audi e dal 2016 è presidente e amministratore delegato di Lamborghini. Con lui l’azienda ha cambiato passo già nel 2017 raggiungendo per la prima volta il fatturato di un miliardo e poi nel 2018 è letteralmente decollata: vendite, fatturato e redditività hanno raggiunto livelli senza precedenti nella storia del marchio. Il fatturato anno su anno è cresciuto del 40%, passando da 1.009 milioni a 1.415 milioni. Le consegne ai clienti sono aumentate del 51%, per un totale di 5.750 unità, con vendite record in tutti i principali mercati: America, Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) e Asia-Pacifico.

Immagini della Urus durante i test drive organizzati da Lamborghini a Nazarè, in Portogallo. (Courtesy Lamborghini)

Tutto questo si deve principalmente al lancio sul mercato del nuovo super suv Urus. Le consegne sono iniziate solo a metà 2018, ma hanno impresso un forte accelerazione all’azienda, che ha registrato comunque un incremento delle vendite anche dei modelli supersportivi Aventador e Huracán. Alla presentazione dell’ultimo bilancio, Stefano Domenicali ha dichiarato: “Nell’esercizio 2018, Lamborghini ha segnato nuovi record storici su tutti i fronti in termini economici. Allo stesso tempo, siamo entrati in una dimensione completamente nuova: Lamborghini ha superato la sorprendente soglia delle cinquemila vetture consegnate ai clienti e anche l’andamento finanziario ha registrato un ulteriore incremento, raggiungendo un livello record. Questo balzo in avanti dimostra il valore del nostro prodotto e della nostra strategia commerciale”.

Alessandro Marcianò, surfista italiano e testimonial della Lamborghini insieme alla Urus durante i test drive organizzati da Lamborghini a Nazarè, in Portogallo. (Courtesy Lamborghini)

La Urus, venduta al pubblico a partire da 200mila euro, ha rivoluzionato le strategie industriali di Lamborghini senza però tradire i suoi punti di forza: design di altissimo livello, cura dei dettagli, sportività e prestazioni estreme. È stato lo stesso Domenicali a spiegarlo il giorno del lancio: “Urus nasce da un approccio visionario ed è il risultato della combinazione del dna Lamborghini con la versatilità tipica di un suv, elevato a un livello finora impossibile: il super suv”.

Come vuole la tradizione Lamborghini, anche il nome Urus viene dal mondo dei tori. I bovini Urus conosciuti anche come Aurochs, sono tra i grandi antenati selvatici delle razze attuali. Quattro porte, addirittura cinque con il portellone posteriore, spaziosa, alta sulla strada: un’auto adatta alla guida di tutti i giorni anche su terreni molto diversi fra loro, ma pur sempre una vera Lamborghini con potenza, accelerazione, frenata e stabilità mozzafiato. La Urus è un concentrato di tecnologia ed elettronica che permettono una guida sicura e nello stesso tempo performante in ogni condizione. Ha tutto ciò che si può desiderare su un’autovettura di serie: sistema a trazione integrale con ripartizione attiva della coppia e quattro ruote sterzanti per una perfetta manovrabilità; freni carboceramici, sospensioni pneumatiche adattative e barre antirollio attive per ottimizzare sicurezza e comfort; sei differenti assetti di guida pre-impostati (chiamate Anime) e perfino la modalità Ego personalizzabile.

Immagini della Urus durante i test drive organizzati da Lamborghini a Nazarè, in Portogallo. (Courtesy Lamborghini)

Dalla pista allo sterrato più difficile anche per un vero fuoristrada, la Urus promette di regalare emozioni uniche. Per convincere i potenziali clienti, Lamborghini organizza degli esclusivi test-drive in giro per il mondo. Non su circuiti da corsa, come verrebbe da immaginare pensando al marchio. Ma attraverso deserti, spiagge,
paludi e bellissimi percorsi misti dove la Urus dà il meglio di sé. Più che dei test-drive, sono delle vere Esperienze, così vengono chiamate dalla casa di Sant’Agata Bolognese, tra paesaggi mozzafiato, alberghi di lusso e ristoranti raffinati. Sono già state organizzate l’Esperienza Sabbia a Dubai e l’Esperienza Terra a Matera e a Nazarè (in Portogallo). Forte di un sorprendente successo, quest’ultima sarà probabilmente replicata a settembre.