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Lifestyle 21 Maggio, 2020 @ 9:42

Le Nike di Michael Jordan vendute per la cifra record di 560mila dollari da Sotheby’s

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

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(sothebys.com)

La casa d’aste più famose al mondo, Sotheby’s, ha raggiunto un record in fatto di sneakers. E questo dopo la vendita delle Nike Air Jordan conosciute come “The One”, indossate da Michael Jordan nella prima stagione di Nba con i Chicago Bulls, per 560mila dollari in un’asta online. Un record appunto, che ha superato il precedente stabilito da Sotheby’s per un altro modello Nike, le “Moon Shoe”, venduto per 437.500 dollari a luglio 2019. A seguito di una guerra di offerte che ha portato il valore a 300mila negli ultimi venti minuti, la vendita è stata conclusa in tempo per l’episodio finale del popolare documentario “The Last Dance”, che racconta la leggendaria carriera di Michael Jordan. Non è un caso se, gli appassionati di basket e non solo considerano questo modello un’autentica reliquia.

Il modello autografato di Air Jordan 1 è stato lanciato nel 1985, anno di debutto del campione americano in Nba, ed è presto diventato tra i più celebri al mondo: la combinazione cromatica di bianco, nero e rosso è infatti quella che Michael Jordan indossava più spesso in campo. Nel 1984, Nike ha regalato a Jordan una linea di scarpe e vestiti, una mossa cruciale e senza precedenti che aveva l’obiettivo di convincere Michael Jordan a firmare un contratto con Nike. Il fatto che il celebre giocatore decise di indossare le scarpe in un momento cruciale della sua carriera, poi, non ha fatto altro che incrementare la popolarità del marchio sportivo.

Un successo tale, che Nike ha continuato a creare nuovi Air Jordans firmati ogni stagione.

Business 6 Maggio, 2020 @ 6:20

Michael Jordan e Nike: i retroscena e le cifre del più grande affare sportivo

di Forbes.it

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michael jordan (affare con Nike)
(Photo by John Harrelson – Getty Images)

Articolo di Kurt Badenhausen apparso su Forbes.com

“The Last Dance”, la docu-serie di ESPN (disponibile online su Netflix) che racconta l’ultima stagione di Michael Jordan con i Chicago Bulls, sta affascinando il pubblico americano in un momento in cui gli sport sono bloccati dal coronavirus. I primo quattro episodi della serie (composta da 10 episodi) si sono concentrati sui compagni di squadra di Michael Jordan con cui giocava nei Chicago Bull alla fine degli anni ’90: da Scottie Pippen, fino ad arrivare a Dennis Rodman e all’allenatore Phil Jackson.

Negli ultimi episodi resi disponibili da poche ore da Netflix, invece, “The Last Dance” racconta Michael Jordan da un altro punto di vista: quello di fenomeno globale che porta agli slogan pubblicitari  come: “It’s Gotta Be The Shoes” e “Be Like Mike”.

Il rapporto tra la Nike e Michael Jordan

Nike è sempre stato il principale sostenitore di Michael Jordan, sia dal punto di vista finanziario che commerciale. Da quando il campione di basket ha firmato il suo primo accordo nel 1984, il colosso dell’abbigliamento sportivo gli ha versato, secondo i calcoli di Forbes, la cifra di circa 1,3 miliardi di dollari, rendendolo anche un’icona culturale.

Quello firmato dalla star dell’Nba, non è soltanto il più ricco accordo di sponsorizzazione mai realizzato, ma anche uno dei più grandi affari commerciali. Jordan ha infatti permesso alla Nike di non essere considerato più un marchio di secondo ordine, ma uno dei più grandi e più preziosi al mondo.

Anche se oggi il logo Nike è onnipresente, alla fine degli anni ’80 non era ancora molto considerato. Adidas, infatti, attirava a sé il 50% delle entrate, Reebok era sulla cresta dell’onda (tant’è che nel 1987 era riuscita a superare i ricavi della Nike) e Converse era il marchio preferito dalle star della Nba: Magic Johnson, Larry Bird e Julius Erving. Michael Jordan, per esempio, quando giocava all’Università della Carolina del Nord indossava proprio scarpe da ginnastica della Converse; solo dopo essere ingaggiato dai Chicago Bulls decise di affidarsi all’Adidas.

La storia delle Air Jordan

L’agente di Jordan, David Falk, che ha coniato il brand Air Jordan, aveva altre idee. Grazie ai suoi contatti con la Nike, incoraggiò Jordan ad ascoltare la proposta della società. La Nike, alla fine, gli offrì un accordo di cinque anni che prevedeva un incasso di 500mila dollari l’anno, il triplo rispetto a qualsiasi altro affare che riguardasse delle sneaker Nba.

La prima scarpa firmata Michael Jordan-Nike fu bandita dall’Nba, perché non soddisfaceva gli standard di colore della lega. L’azienda, quindi, pagò la multa e approfittò dell’occasione per dare vita nel 1984 a uno spot molto iconico: “Il 15 ottobre Nike ha creato una scarpa da basket rivoluzionaria”, raccontava una voce mentre Jordan dribblava un pallone da basket. “Il 18 ottobre, l’NBA le ha messe fuori dal gioco. Fortunatamente, l’NBA non può impedirti di indossarle “.

La prima hit delle sneaker Air Jordan viene venduta l’anno successivo e in soli 12 mesi accumula vendite record: 100 milioni di dollari. E più il marchio Jordan diventava grande e più Michael incrementava le sue buste paga. L’anno scorso, per esempio, ha guadagnato dalla Nike 130 milioni di dollari, quattro volte di più rispetto a LeBron James, colui che, tra i giocatori attivi dell’NBA, ha in essere il contratto più remunerativo quando si parla di sneaker.

La Nike, negli anni ’90 e 2000, ha iniziato a mettere sotto contratto numerosi giocatori dell’NBA e grazie anche a stelle, come Kobe Bryant e Lebron James, ha spinto sempre di più il proprio business negli Usa e in Cina. Tra i vari talenti della NBA, Nike ha reclutato Zion Williamson e Luka Doncic per promuovere il marchio Jordan.

La crescita esponenziale di Nike e i guadagni

Il colosso dell’abbigliamento sportivo ora ha un monopolio virtuale nel settore delle sneaker da basket, un tempo molto competitivo. Secondo la società di ricerche di mercato NPD, la quota di Nike nel mercato attinente al basket, incluso il marchio Jordan, era dell’86%. Il logo, detto anche “baffo”, era ancora più dominante nella categoria del basket lifestyle, con una quota del 96%. Inoltre, secondo il sito del database di scarpe Baller Shoes DB, il 77% dei giocatori della NBA ha indossato scarpe Nike o Jordan durante la stagione 2019-20.

Quindi, se da una parte Nike ha avuto un ruolo fondamentale nel rendere miliardario Michael Jordan  (con un patrimonio netto attuale di 2,1 miliardi di dollari), dall’altra lui ha permesso all’azienda americana di seminare Adidas e di lasciare tutte le altre società concorrenti nella polvere. Tant’è che negli ultimi 12 mesi, i ricavi di Nike si sono attestati a 40 miliardi di dollari, il 60% in più rispetto a quelli di Adidas e 43 volte in più rispetto a quanto si registrassero prima di Michael Jordan. Reebok, acquistata da Adidas nel 2005, l’anno scorso ha registrato entrate inferiori rispetto al 1990. La capitalizzazione di mercato di Nike, che si attesta a 136 miliardi di dollari, risulta tre volte rispetto a quella di Adidas.

Nello scorso anno fiscale, che si è concluso a maggio 2019, Il marchio Jordan ha registrato ricavi per 3,1 miliardi di dollari – solo l’ 8% dei ricavi dell’azienda – ma probabilmente rappresenta una fetta maggiore del valore di mercato, perché il suo tasso di crescita del 10% è più veloce di quello complessivo dell’azienda. Il marchio vale facilmente a più di 10 miliardi di dollari, senza contare tutti i miliardi di profitti che ha generato in 35 anni e il suo impatto sulle vendite di altri prodotti a marchio Nike.

Il marchio Michael Jordan non mostra segni di rallentamento. “La cosa più interessante è che siamo ancora nelle prime fasi di diversificazione del portafoglio Jordan”, ha dichiarato l’ex CEO Mark Parker quando ha annunciato i risultati fiscali del secondo trimestre di Nike a dicembre.

Trending 17 Febbraio, 2020 @ 11:56

Nike Adapt BB 2.0: le scarpe di “Ritorno al Futuro” sono già sold out

di Massimiliano Carrà

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nike.com

In vendita solamente da ieri, domenica 16 febbraio, eppure le Nike Adapt BB 2.0 sono già sold out. Infatti, come si può vedere dallo store ufficiale della famosa azienda americana, le scarpe che si allacciano da sole, come quelle indossate da Marty McFly in Ritorno al Futuro, non possono essere più acquistate, almeno momentaneamente, perché “l’articolo è esaurito”.

Non si sa se e quando saranno rimesse in vendita, fatto sta che nonostante il loro prezzo di vendita, ossia 353 euro, le Nike Adapt BB 2.0 hanno già convinto tutti e stanno conquistando la scena di StockX, il marketplace online e rivenditore di abbigliamento, principalmente di sneakers.

Infatti, anche se non sono più disponibili sullo store ufficiale, le Nike Adapt BB 2.0 possono essere acquistate proprio su StockX. Ovviamente, il prezzo di vendita è notevolmente superiore a quello fissato dall’azienda americana stessa. Quindi, averle comprate non è stato soltanto uno sfizio, ma un vero e proprio investimento.

Sneakers Nike Adapt BB 2.0: caratteristiche

Come si legge direttamente sul sito ufficiale Nike, le Adapt BB 2.0 “hanno dato nuova energia al parquet con una tecnologia rivoluzionaria per una calzata personalizzata e uniforme premendo un solo pulsante”. Infatti, non è più una novità la scelta da parte della multinazionale di abbigliamento sportivo di realizzare delle calzature basate sulla tecnologia E.A.R.L (Electric Adaptable Reaction Lacing).

Questo tipo di tecnologia permette appunto alle scarpe “di allacciarsi da sole” grazie alla regolazione elettronica di allacciatura, pressione e calzata in base al profilo del piede. Come si vede dalle immagini, l’estetica è tipica di una scarpa da basket e ha una copertura in mesh con ulo swoosh.

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Proprio questa copertura tra l’altro copre il meccanismo di auto allacciatura e una suola icy di supporto che mostra l’unità di ammortizzazione Zoom Air Turbo (posizionata sotto la pianta del piede) reattiva durante la corsa e gli scatti. Come sottolinea Nike, l’allacciatura automatica si attiva premendo un solo pulsante, integrato nella scarpa o controllato tramite smartphone.

Style 2 Settembre, 2019 @ 5:31

Nike ha realizzato una scarpa che si allaccia con i comandi vocali

di Forbes.it

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Nike Adapt Huarache
Nike Adapt Huarache (Courtesy Nike.com)

Nike presenta le nuove Huarache. In commercio dal prossimo 13 settembre le Nike Adapt Huarache portano a un nuovo livello la tecnologia FitAdapt, già vista sulle Nike Adapt BB, le scarpe autoallaccianti che si comandano con lo smartphone presentate a gennaio dal campione Nba Jason Tatum.

La novità delle Nike Adapt Huarache è che la tecnologia FitAdapt dialogherà non soltanto con lo smartphone, ma anche con l’app installata su Apple Watch e le scarpe saranno in grado di ricevere persino i comandi vocali direttamente da Siri.

Ciò che l’innovativa tecnologia applicata per la prima volta alle Nike Huarache consente è la regolazione autonoma della tensione dei lacci grazie a un motorino integrato nella suola. Così che i lacci possano allentarsi o stringersi a seconda della situazione che il piede affronta, come una corsa o una passeggiata. Anche sulla base di configurazioni pre-programmate. Associando inoltre alle diverse situazioni differenti colorazioni dei led sulla suola.

Un upgrade tecnologico che – come spiega un comunicato di Nike – ha un duplice obiettivo. Da un lato, aprire una nuova frontiera nel comfort di un modello iconico nato nel 1991 e che prende il nome dal tradizionale sandalo messicano cantato dai Beach Boys in Surfin Usa. Dall’altro, proiettare prodotto e brand Nike in un futuro tecnologico e integrato.

Business 28 Agosto, 2019 @ 3:30

Michael Jordan è ancora il re delle scarpe da ginnastica

di Forbes.it

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Michael Jordan l’anno scorso ha incassato 130 milioni di dollari dalle vendite delle sneaker Nike a marchio Jordan. (Photo by Jordan Brand via Getty Images)

Michael Jordan non calca i palazzetti da quasi vent’anni. Oggi molti stanno mettendo in discussione il suo titolo di “più grande giocatore di basket di tutti i tempi”, di fronte alle prodezze e ai record di campioni come LeBron James, Kobe Bryant e James Harden. Eppure quando si tratta di scarpe da ginnastica, Jordan non è secondo a nessuno.

Come scrive Kurt Badenhausen nella sua daily cover su Forbes.com, i ricavi globali della filiale Nike Jordan Brand hanno raggiunto i $ 3,14 miliardi nell’anno fiscale conclusosi a maggio 2019, con un aumento del 10% rispetto al 2018. Il reddito annuo di MJ derivante dalla vendita di scarpe è stimato a $ 130 milioni (su un totale di reddito annuo di $ 145 milioni), quattro volte più di quello di Lebron James, al secondo posto, con $ 32 milioni. Probabilmente, 16 anni dopo il suo ultimo match, vengono vendute più scarpe e vestiti a marchio Jordan rispetto alle linee di ogni altro giocatore che milita attualmente in Nba.

Secondo i calcoli di Forbes, ci sono 14 star Nba, tra chi è ancora in attività e chi no, che guadagnano almeno $ 9 milioni dal merchandising di scarpe. Ecco la classifica.

14. Klay Thompson (Anta)
$9 milioni

13. Damian Lillard (Adidas)
$10 milioni

12. Giannis Antetokounmpo (Nike)
$10 milioni

11. Derrick Rose (Adidas)
$11 milioni

10. Kyrie Irving (Nike)
$11 milioni

9. Russell Westbrook (Jordan)
$12 milioni

8. Dwyane Wade (Li-Ning)
$12 milioni

7. Zion Williamson (Jordan)
$13 milioni

6. James Harden (Adidas)
$14 milioni

5. Kobe Bryant (Nike)
$16 milioni

4. Stephen Curry (Under Armour)
$20 milioni

3. Kevin Durant (Nike)
$26 milioni

2. LeBron James (Nike)
$32 milioni

1. Michael Jordan (Jordan)
$130 milioni

Style 3 Maggio, 2019 @ 12:00

Le prime Converse con “tecnologia” Nike stanno arrivando sul mercato

di Anna Rita Russo

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scarpe bianco nero stella
Il nuovo modello All Star Pro BB

È trascorsa un’epoca e quelle scarpe di tela e gomma, emblema di generazioni e generazioni (con grande eco negli anni ’70 e ’80) sia dentro sia fuori dai campi da gioco, oggi si rinnovano. Era il 1917 quando Converse introdusse sul mercato la Non-Skid, la prima sneaker progettata per il basket e resa famosa dal giocatore di pallacanestro Chuck Taylor, tanto che nel 1934 l’azienda aggiunse il suo nome alla silhouette.

Dopo quasi cento anni in cui la Converse si è sostanzialmente identificata con modelli che erano tutti derivazione proprio di quelle prime Non-Skid, il marchio americano ha deciso di lanciare un nuovo modello, frutto della collaborazione con Nike, l’azienda che l’ha acquisita nel 2003. La nuova sneaker, battezzata All Star Pro BB, è disponibile da questo mese nelle colorazioni del bianco e nero con incursioni in vistoso arancione.

La All Star Pro BB richiama l’iconico design della tipica All Star ma è stata realizzata sulle base di tecnologie più innovative introdotte da Nike: la suola presenta un nucleo Nike React drop-end leggero, duraturo e reattivo che consente tagli veloci, decollo morbido e gioco prolungato, mentre la tomaia è in maglia Nike Quadifit che rende la scarpa più flessibile e naturale oltre che assicurare un bloccaggio perfetto, distribuendo il carico del piede e attenuando l’attrito.

Negli ultimi anni,negli ultimi anni Converse ha intrapreso una serie di co-branding con prestigiose case di moda quali Maison Martin Margiela, Off-White, Comme des Garçons e il giovane stilista inglese JW Anderson, con cui ha creato una capsule per la primavera estate 2019 che include le Run Star Hike e Chuck 70. Ma la Pro BB è solo la prima delle prossime iniziative che Converse ha in cantiere per il suo “ritorno in grande stile nel basket”, infatti il brand è pronto al rilancio della Converse VLTG, la sneaker degli anni ’90, realizzata questa volta esclusivamente per le donne, e darà inoltre il via alla creazione di un’altra scarpa da basket presa dagli archivi, la Pro Leather.