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Trending 17 Febbraio, 2020 @ 11:56

Nike Adapt BB 2.0: le scarpe di “Ritorno al Futuro” sono già sold out

di Massimiliano Carrà

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In vendita solamente da ieri, domenica 16 febbraio, eppure le Nike Adapt BB 2.0 sono già sold out. Infatti, come si può vedere dallo store ufficiale della famosa azienda americana, le scarpe che si allacciano da sole, come quelle indossate da Marty McFly in Ritorno al Futuro, non possono essere più acquistate, almeno momentaneamente, perché “l’articolo è esaurito”.

Non si sa se e quando saranno rimesse in vendita, fatto sta che nonostante il loro prezzo di vendita, ossia 353 euro, le Nike Adapt BB 2.0 hanno già convinto tutti e stanno conquistando la scena di StockX, il marketplace online e rivenditore di abbigliamento, principalmente di sneakers.

Infatti, anche se non sono più disponibili sullo store ufficiale, le Nike Adapt BB 2.0 possono essere acquistate proprio su StockX. Ovviamente, il prezzo di vendita è notevolmente superiore a quello fissato dall’azienda americana stessa. Quindi, averle comprate non è stato soltanto uno sfizio, ma un vero e proprio investimento.

Sneakers Nike Adapt BB 2.0: caratteristiche

Come si legge direttamente sul sito ufficiale Nike, le Adapt BB 2.0 “hanno dato nuova energia al parquet con una tecnologia rivoluzionaria per una calzata personalizzata e uniforme premendo un solo pulsante”. Infatti, non è più una novità la scelta da parte della multinazionale di abbigliamento sportivo di realizzare delle calzature basate sulla tecnologia E.A.R.L (Electric Adaptable Reaction Lacing).

Questo tipo di tecnologia permette appunto alle scarpe “di allacciarsi da sole” grazie alla regolazione elettronica di allacciatura, pressione e calzata in base al profilo del piede. Come si vede dalle immagini, l’estetica è tipica di una scarpa da basket e ha una copertura in mesh con ulo swoosh.

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Proprio questa copertura tra l’altro copre il meccanismo di auto allacciatura e una suola icy di supporto che mostra l’unità di ammortizzazione Zoom Air Turbo (posizionata sotto la pianta del piede) reattiva durante la corsa e gli scatti. Come sottolinea Nike, l’allacciatura automatica si attiva premendo un solo pulsante, integrato nella scarpa o controllato tramite smartphone.

Style 27 Giugno, 2019 @ 9:00

Dai tacchi alla scarpa bassa in 5 secondi, una startup ha realizzato il sogno

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

Scrivo di moda, viaggi, arte e nuove tendenze.Leggi di più dell'autore
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Haley Pavone, fondatrice di Pashion Footwear

Pashion Footwear è sicuramente un brand rivoluzionario. Che come riporta Dana Feldman per Forbes è riuscito a coniugare, in un settore tanto competitivo come quello delle calzature donna, funzionalità e design. L’idea è della 23enne Haley Pavone, che a una festa con gli amici si infortuna al piede a causa di tacchi troppo alti. Dopo quell’episodio, l’intuizione: creare la prima scarpa con il tacco convertibile. Ossia l’invenzione di un tacco capace di trasformarsi in meno di cinque secondi in una comoda calzatura flat, praticamente il sogno di ogni donna.

Ben presto, nel team sono arrivati anche Tyler Unbehand, specializzato in tecnologia industriale, e Seiji van Bronkhorst, ingegnere meccanico specializzato nella progettazione di scarpe. E sono arrivati anche i primi successi professionali: dal lancio della startup con base a San Luis Obispo (California) nel 2016, il team ha presentato il concept alla Annual Elevator Pitch Competition di Cal Poly aggiudicandosi il secondo posto. Qualche mese dopo, hanno sviluppato il loro primo prototipo e lo hanno presentato al concorso annuale Innovation Quest, dove hanno portato a casa un altro primo premio di 15mila dollari. E nell’arco di soli due anni la realtà ha raccolto 1,7 milioni di dollari di finanziamenti grazie a due investitori principali: Forrest Fleming ed Entrada Ventures.

La suola della scarpa è realizzata in materiale termoplastico e nylon, il che consente una certa flessibilità tra il tallone e la pianta del piede. Al momento, i modelli presenti sul sito costano 165 dollari e comprendono un pacchetto Tech convertibile completo (due suole e due tacchi, due supporti per arco rimovibili, cappucci in gomma sul tallone per proteggere le scarpe e una borsa con lacci per riporre le parti).

Style 23 Giugno, 2019 @ 11:09

Nuovi materiali e forte identità per il rinnovamento di Fragiacomo

di Anna Rita Russo

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Federico Pozzi Chiesa
Federico Pozzi Chiesa (sulla destra), ceo di Fragiacomo

Fragiacomo, azienda di calzature e accessori made in Italy nata nel 1956 a Milano e acquisita nel 2010 dal gruppo GC Holding della famiglia Pozzi Chiesa, ha debuttato nella settimana della moda maschile presentando la collezione uomo “Works of art” dedicata alla primavera estate 2020, all’interno del suo showroom in Via Montenapoleone, 19.

La collezione è una rivisitazione contemporanea degli archivi del brand e rientra nel percorso di rinnovamento intrapreso da Fragiacomo per conquistare una nuova generazione di consumer. “Il nostro obiettivo è far evolvere il marchio, ricercando materiali particolari, come lo squalo che è molto difficile da lavorare, oppure utilizzando cuciture in contrasto che rendono la calzatura più eccentrica e le conferiscono una forte identità”, dichiara a forbes.it l’amministratore delegato Federico Pozzi Chiesa. “Ma il driver dell’espansione riguarda in particolare le modalità attraverso cui stiamo proponendo i prodotti – continua il ceo – “Abbiamo sviluppato l’e-commerce in house, potenziato i canali digital e la parte social network anche per l’uomo, già solido per la donna, in modo da trasmettere ciò che sta dietro alle quinte, far vedere come viene costruito il prodotto, comunicare il suo valore intrinseco e affascinare la clientela sulla lavorazione artigianale. Inoltre puntiamo molto sulla trasversalità in termini di età, il nostro cliente va dai 20 agli 80 anni ed è alla costante ricerca di un prodotto unico e non scontato. Infine il focus dell’azienda è senza dubbio la qualità del prodotto e una distribuzione internazionale e selettiva”.

Infatti i piani dello sviluppo della griffe sono chiari. “Al momento l’azienda ha un giro di affari di 2 milioni di euro e non abbiamo intenzione di aumentare il fatturato, preferiamo rimanere ancorati a un settore di nicchia. Oggi siamo presenti in Europa, Medio Oriente e sud est asiatico, ma per noi è fondamentale più che il negozio fisico, soprattutto il nostro canale e-commerce, che ci permette di raggiungere una clientela sempre più vasta”, commenta Pozzi Chiesa.

Attualmente Fragiacomo conta due boutique in Italia a distribuzione diretta, a Milano un flagship store in Via Turati 8 curato dall’architetto Sergio Calatrone e a Roma in Via delle Carrozze 32, oltre a una rete di punti vendita worldwide ben selezionata. “Stiamo consolidando la nostra presenza all’estero grazie ad accordi con partner locali per aprire negozi monomarca in franchising”, conclude il manager.

Così Fragiacomo, piccolo brand di calzature di lusso che usa pelli 100% italiane e che vanta una lunga storia alle spalle, mira a una clientela trasversale e scommette sull’innovazione, lo sviluppo dell’e-commerce e il rafforzamento internazionale della brand awareness. Contando anche sul supporto e l’efficienza in materia di GC Holding, gruppo a cui fanno capo le principali attività di Italmondo, società di servizi logistici internazionali, la piattaforma di logistica integrata Sendabox che crea e gestisce spedizioni e-commerce e l’acceleratore di start up Supernova Hub. Si tratta di un nuovo corso per Fragiacomo iniziato già lo scorso anno con la nomina del nuovo direttore creativo Alessio Spinelli, stilista romano forte di esperienze con Prada, Jimmy Choo, Lanvin e Caovilla, il quale ha introdotto nella linea donna materiali come il neoprene e il Pvc, rivoluzionando l’immagine classica e il dna del marchio con creazioni originali e all’avanguardia. Un tratto distintivo che Fragiacomo ha introdotto anche nei metodi di pagamento: è stato infatti il primo brand di lusso a utilizzare dallo scorso anno la tecnologia delle criptovalute per effettuare i pagamenti sull’e-commerce Rockerchain.

Style 9 Maggio, 2019 @ 2:00

Racine Carrée, a tu per tu con la mente creativa Viviana Vignola

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

Scrivo di moda, viaggi, arte e nuove tendenze.Leggi di più dell'autore
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Un modello Racine Carrée
(racinecarree.it)

Regola numero uno: mantenere l’aplomb di una donna moderna. Regola numero due: rimanere sempre fedele alla qualità artigianale. Regola numero tre: creare scarpe che permettano alle donne di sentirsi a proprio agio e diano loro il coraggio di intraprendere decisioni importanti. Sono gli assiomi di Racine Carrée, brand di luxury shoes nato nel 2016 dalla creatività e passione della sua fondatrice Viviana Vignola che è riuscita in tre anni a conquistare i mercati di Italia, Usa, Canada, Europe Middle East, Cina e Russia.

In attesa di salutare la prima collezione bridal del marchio, che prevede di raggiungere quota 15 milioni di ricavi entro il 2022, Forbes.it ha chiesto a Viviana Vignola di raccontarci i segreti del suo successo.

persona nero bianco
La stilista Viviana Vignola
Quando è nato il brand?

Il brand Racine Carrée (in italiano radice quadrata, ndr) è nato nel 2016 e rappresenta la radice quadrata di una passione, un percorso tutto al femminile a partire dal nome, che esprime l’unicità del suo stile. Allure francese, condita da materie prime e lavorazioni artigianali 100% Made in Italy. La radice quadrata di uno stile che conduce appunto all’essenza dello stile e della seduzione al femminile.  La scelta di tradurre in francese il mio  simbolo deriva dal mio forte legame con il Paese: francesi sono i primi designer che mi hanno emozionato e sempre Parigi è una delle mie prime mete di lavoro e ispirazione. Parigi e Napoli, la mia città natale, sono apparentemente contrapposte ma di fatto non poi così tanto.

Qual’è stata la tua formazione e come è nato il tuo amore per le scarpe?

Sono nata a Napoli, sotto il segno della Vergine, e ho vissuto in diverse città come Roma e Parigi prima di trasferirmi a Milano. In un certo senso, penso di essere una “figlia d’arte”. Sono cresciuta vicina all’impresa di famiglia, una conceria di alta tradizione partenopea dove si lavorano materie prime d’eccellenza come i pellami. E’ dal luogo “misterioso” della conceria che parte la mia storia. Ma se sia da questa esperienza che è partita la mia passione per le scarpe, non so dire. So solo che, dopo un apprendistato nell’impresa di famiglia e al termine degli studi in giurisprudenza, sono corsa ad iscrivermi all’Accademia di Costume e Moda, che sommato a tre anni di “vera bottega” e ricerca in un calzaturificio, mi hanno avvicinata al percorso che desideravo intraprendere. Così, sono arrivate anche le prime collaborazioni importanti come direttore creativo di alcune linee.

A che tipo di donna si rivolge il marchio?

Vogliamo parlare alle it-girls, millenials e globetrotter che amano essere riconoscibili. Che siano sexy, irriverenti, capricciose, determinate, e soprattutto grintose.

Cosa ti ispira quando crei un nuovo modello?

Ho sempre amato i viaggi, capaci di trasmetterti suggestioni, profumi, emozioni. Amo osservare le persone, il loro stile, le loro abitudini e soprattutto le loro diverse culture. Dalla diversità nasce il bisogno di comunicare un’emozione ed è fonte di stimolo per la creatività. Bisogna poi trasformare le sensazioni in materia ed è qui che prende forma uno schizzo su carta. Cerco poi di rielaborare quelle linee guardando alle abitudini, alle esigenze delle donne per riuscire a creare un oggetto del desiderio.

scarpe rosa colori
Alcuni modelli Racine Carrée

Per cosa si distingue la tua ultima collezione?

Ho scelto la montagna, la roccia e l’arrampicata come elementi di rottura e forza per esprimere al meglio la tensione e l’impegno del mio lavoro. Il climbing come metafora del percorso di ricerca per la mia nuova collezione primavera-estate. Un momento di svolta e insieme di rafforzamento della mia identità di designer. Così è nato il progetto “Vertical shoes’ climbing”: idea, collezione e campagna raccontano l’emancipazione al femminile attraverso lo sport estremo. La scalata, inoltre, ha per me un significato più intimo, che va oltre la voglia di stupire: riguarda la passione, lo sforzo, l’impegno verso nuovi traguardi. E soprattutto svela la fatica, unita alla scoperta dell’emozione dell’ascesa.

Hai un modello di riferimento?

Frida Kahlo è sicuramente una grande fonte di ispirazione. L’arte come specchio di se stessi. Mi rispecchio in certi aspetti e cerco con l’arte e con le mie creazioni di comunicare i bisogni delle donne.

Quali sono i tuoi stilisti di riferimento e con chi ti piacerebbe collaborare in futuro?

Adoro Alessandro dell’Acqua, lo trovo sensazionale.

Quante scarpe deve avere secondo te una donna? E quante ne hai tu?

Posso dire con fermezza che le scarpe non bastano mai, sono come le proprie emozioni: non smettono mai di sorprenderci e abbiamo sempre bisogno di un nuovo paio. La voglia di cambiare, di sentirci amate o semplicemente comode sono bisogni tipicamente femminili che causano disastri all’interno della cabina armadio. Nella mia casa a Napoli ho tre cabine dedicate alle scarpe che colleziono dal mio primo paio.

Che consigli daresti a un giovane designer che vuole intraprendere la tua stessa carriera?

Bisogna essere sicuri, audaci e avere tanta forza. La moda è molto complessa, diversa dagli altri settori, richiede sacrificio e dedizione. Se queste sono le premesse, allora bisogna crederci, perseverare e costruire il proprio percorso. E’ fondamentale essere determinati e proiettarsi con tenacia per trasformare il proprio sogno in una storia concreta.

Qual’è il tuo motto?

“Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso” (Fëdor Dostoevskij)