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Business 19 luglio, 2019 @ 4:10

Gli acquisti online rivelano chi siamo. E c’è chi può approfittarne

di Nicola Bernardi

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Sono fondatore e Presidente di Federprivacy, mi occupo di tutto quello che riguarda i dati personali. Per molti anni sono stato HR manager e nell'attività professionale sono Consulente del Lavoro e Privacy Officer. chiudi
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(Pixabay)

Quando aggiorniamo il nostro stato su WhatsApp o mettiamo un “like” su Facebook raccontiamo al web qual è il nostro stato d’animo e quali sono le nostre preferenze, fornendo informazioni personali che potranno essere analizzate da sofisticati algoritmi e utilizzate per proporci pubblicità mirata sulla base dei nostri comportamenti online.

Come se gli effetti di internet non fossero già abbastanza invasivi nella nostra sfera privata, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Psychological Science, ora anche il modo in cui spendiamo i nostri soldi può essere usato per rivelare certi aspetti della nostra personalità.

I ricercatori dell’University College di Londra e della Columbia University di New York hanno infatti testato con quale accuratezza sia possibile prevedere i tratti psicologici degli individui in base alle loro abitudini di spesa. Per fare ciò, hanno reclutato 2.193 persone per partecipare a un’indagine in cui sono state analizzate un totale di 2 milioni di transazioni di spese da carte di credito e operazioni bancarie.

Anche se i risultati dello studio, effettuato con l’ausilio di una tecnica di machine-learning, hanno mostrato una precisione predittiva più elevata per alcuni tratti psicologici rispetto ad altri, tuttavia i risultati hanno fornito previsioni accurate per caratteristiche specifiche come “materialismo” e “autocontrollo”.

Esaminando poi specifiche correlazioni tra categorie di spesa e caratteristiche, gli psicologi hanno scoperto che le persone più aperte a fare esperienze tendono a spendere di più per i voli aerei, quelle più estroverse a fare più acquisti per ristoranti e drink, quelle più coscienziose a investire i propri soldi nel risparmio, e quelle più materialiste a spendere di più in gioiellerie e meno in donazioni rispetto a quelle predisposte per iniziative umanitarie.

I ricercatori hanno anche scoperto che coloro che hanno rivelato un maggiore self-control riescono a risparmiare sulle commissioni bancarie, mentre quelli più ansiosi sono più riluttanti a fare acquisti con pagamenti rateali.

Le metodologie analitiche utilizzate dalla ricerca hanno un’estesa applicabilità nei settori bancari e finanziari. Sorgono, pertanto, significative sfide di carattere etico. Le società finanziarie potrebbero, a insaputa degli utenti e senza il loro consenso, sfruttare informazioni predittive riguardanti la personalità per identificare e schedare individui con determinati tratti psicologici ed emotivi. Indirizzando così gli acquisti (ad esempio attraverso la pubblicità mirata) ad una varietà di prodotti e servizi sui quali le decisioni dell’individuo potrebbero essere fortemente influenzate, compresi investimenti a rischio elevato.

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