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Business 3 Gennaio, 2020 @ 10:01

Patrick Cohen (Axa Italia) ha in mente un nuovo ruolo per le compagnie di assicurazione

di Marco Barlassina

Direttore, Forbes.it

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Patrick Cohen Axa

È un mondo che accelera verso nuovi scenari. Cambiano così anche le priorità di tutela manifestate da persone e aziende. Costituiscono un esempio in questo senso i risultati di una recente ricerca di Axa Italia condotta da Episteme: il 63,4% degli italiani vede nel cambiamento climatico il rischio emergente con maggiore impatto sulla società nei prossimi tre anni. Seguito dall’instabilità finanziaria, dalla gestione delle risorse del Pianeta e dalle malattie croniche. L’indagine è stata presentata a inizio novembre durante l’AxaForum 2019 di Milano. È stata l’occasione per incontrare Patrick Cohen, che, da fine 2016, guida il colosso francese delle polizze in Italia. E per approfondire con lui la nuova visione del ruolo delle compagnie di assicurazione secondo Axa. Quale può essere il ruolo di una compagnia di assicurazioni di fronte alle nuove sfide come quelle del clima e della salute? In un mondo sempre più volatile e complesso, le assicurazioni giocano un ruolo sempre più rilevante, che è anche nelle attese degli italiani. Hanno per vocazione un ruolo sociale, perché riducono la vulnerabilità di famiglie e imprese e aiutano un percorso di crescita personale e imprenditoriale. Sono poi gli italiani stessi a chiedere maggiore collaborazione tra pubblico e privato e a chiamare in causa le assicurazioni, a partire dall’offrire soluzioni di protezione più inclusiva, adattate a rischi che cambiano, accessibili, con indennizzo automatico. Sull’ambiente, Axa è stato pioniere con iniziative concrete, dal disinvestimento dal carbone e dalle sabbie bituminose, all’implementazione di una politica assuntiva che esclude settori a impatto ambientale negativo, fino a investimenti nella green economy. Supporta inoltre la ricerca per la transizione energetica anche in Italia e punta sull’offerta di servizi all’avanguardia nell’assicurazione parametrica. In ambito salute, la sfida per noi è passare dall’essere un attore che paga i sinistri a un orchestratore del percorso sanitario dei pazienti, dando accesso a servizi a valore aggiunto e tecnologie più moderne, a migliori diagnosi e quindi a migliori esiti clinici.

La sede di Axa Italia a Milano

Come si lega in questo senso il claim della vostra ultima campagna “Know you can”?
In un contesto di cambiamenti sociali ed economici che innestano crescenti disuguaglianze sociali e nuove fragilità, ognuno di noi può portare il proprio contributo positivo per un futuro inclusivo, sostenibile e resiliente che tuteli i diritti delle persone, primo fra tutti quello alla salute. La priorità è oggi fare rete con le eccellenze del nostro paese e trovare soluzioni condivise alle grandi sfide della nostra epoca. Questo è esattamente lo spirito “Know You Can”, il motore dell’ambizione di Axa che vuole diventare un vero partner delle persone e aiutarle a credere che una vita migliore è possibile, realizzando così le proprie ambizioni.

Di recente avete annunciato il vostro ingresso nel settore della diagnostica. Anche questo fa parte di un nuovo modo di concepire l’attività assicurativa?
Assolutamente, vogliamo aiutare i nostri clienti a restare in salute e per questo abbiamo scelto di investire nella diagnostica. È la parte del percorso clinico in cui pensiamo di poterci affiancare più coerentemente con il sistema pubblico. Con la diagnostica si determina infatti l’esito clinico e con la nostra capacità di investimento in tecnologie possiamo fare la differenza. Diagnostica è prevenzione e sulla prevenzione abbiamo un pieno allineamento di interesse tra noi e i clienti. Lato clienti, potremo avvicinarci ulteriormente ai loro bisogni e seguirli dall’inizio alla fine del loro percorso sanitario, garantendo alti livelli di servizio. Per noi significa andare oltre l’assicurazione, con una nuova linea di business, ma anche catturare sinergie evidenti con il business assicurativo. Basti pensare a una migliore gestione dei sinistri o alla fidelizzazione dei clienti.

Un’altra iniziativa riguarda la piantumazione di migliaia di alberi nel comune di Milano. Perché questo progetto?
Si tratta di un altro importante esempio di contributo collettivo. La forestazione urbana è oggi un tema chiave delle grandi metropoli mondiali e il progetto che abbiamo scelto di finanziare prevede la piantumazione di un albero per ogni persona che vive nella città di Milano, raggiungendo così la quota di 3 milioni di nuovi alberi entro il 2030. In particolare, abbiamo scelto di legare l’ambiente all’educazione delle nuove generazioni, investendo in un progetto per rendere più verdi gli spazi esterni delle scuole e coinvolgendo gli stessi studenti nella fase di progettazione. Una scelta che nasce dalla volontà di contribuire alla costruzione di un percorso di educazione ambientale, molto importante per la cittadinanza.

Fin qui abbiamo parlato del settore e di Axa. E quale deve essere invece il ruolo di un amministratore delegato di fronte alle sfide di cui abbiamo parlato? Quali competenze e soft skill occorre coltivare?
In un mondo sempre più complesso, globalizzato e interconnesso, un’azienda deve essere in grado di agire e innovare velocemente e con coraggio, ed è anche compito del top management ispirare i propri collaboratori nel mettere nel proprio lavoro quotidiano spirito di iniziativa, immaginazione, passione, avendo come faro la centralità del cliente e i suoi bisogni. Sempre più occorre inoltre assumere un ruolo di guida per favorire la crescita della società e della cultura ed essere role model su temi oggi centrali come imprenditorialità, etica, valori. È poi
indispensabile ingaggiare i manager a farsi carico delle responsabilità verso tutti gli stakeholder, dai collaboratori alla società nel suo complesso.

Da ultimo, lei non fa mistero della sua passione per la musica. Mi hanno parlato anche di una sua esibizione alla chitarra. Quali crede saranno le corde giuste da toccare con i prossimi clienti delle assicurazioni, ossia gli attuali millennial? La tecnologia che ruolo avrà?
Meglio non parlare delle mie prestazioni musicali anche se ci siamo divertiti…La vera sfida si giocherà sempre più sui servizi e le corde giuste saranno quelle che avranno a che fare con la qualità della relazione che abbiamo con i nostri clienti. Sono loro stessi a chiedercelo. I confini tra settori industriali sono sempre più labili e i clienti richiedono esperienze di acquisto semplici e intuitive in qualsiasi ambito, compreso quello assicurativo. E a partire dal 2025, i clienti più importanti saranno i nativi digitali, cresciuti con internet e il digitale con nuovi
bisogni assicurativi e di esperienza cliente. Noi vogliamo essere all’avanguardia di questa trasformazione ed essere pionieri nell’innovazione. Per farlo, abbiamo creato un ecosistema per identificare, incubare, scalare e investire in idee innovative e servizi, che riunisce start up, università, millennial, scienziati, incubatori, partner della sharing economy e ovviamente i clienti. Obiettivo è offrire ai nostri clienti soluzioni innovative al di là del contratto assicurativo che possono dare loro una vita serena.

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