Le tre opzioni sul tavolo dell’Italia al Consiglio Europeo. E l’allarme del Financial Times

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La sala plenaria del Consiglio Europeo a Bruxelles (Shutterstock)
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La sala plenaria del Consiglio Europeo a Bruxelles (Shutterstock)

Il futuro economico dell’Italia è davanti a un bivio. Oggi si terrà (virtualmente) il tanto atteso Consiglio Europeo che dovrà decidere quali saranno gli aiuti economici garantiti dall’Ue (e soprattutto con quali strumenti finanziari) agli Stati membri: dal discusso Mes fino ad arrivare ai coronabond richiesti espressamente dal governo italiano.

Cosa aspettarsi dal vertice? E quali opzioni ha a disposizione l’Italia? Nei giorni scorsi l’editorialista del Financial Times Wolfgang Münchau ha effettuato un’analisi in questo senso, prendendo in considerazione i problemi economici del Belpaese e soffermandosi sulle tre possibili strade che l’Italia potrebbe seguire con o senza l’appoggio dell’Ue per rispondere alla crisi dettata dallo scoppio della pandemia da coronavirus. Un’analisi impietosa, testimoniata dal titolo dell’articolo: “L’Italia è più in pericolo di quanto l’Europa non pensi”.

Crisi Italia: il problema è il debito pubblico

Partendo proprio dal primo aspetto, ossia quale è il reale problema economico dell’Italia, il giornalista del Financial Times non ha dubbi: è il debito pubblico e non l’aumento dello spread Btp-Bund (che la scorsa settimana è salito di circa di due punti percentuali). Infatti, “a differenza del 2012 – evidenzia Wolfgang Münchau – non vi è alcuna minaccia incombente di una crisi di liquidità”.

Di conseguenza, concentrandosi esclusivamente sul debito pubblico italiano, tutto appare più chiaro. Infatti, come si legge nell’articolo pubblicato sul Financial Times, se a fine 2019 il debito pubblico era pari al 136% del Pil, “nel 2020 potrebbe incrementare fino al 180%” a causa dell’emergenza dettata dal coronavirus.

Ciò, come evidenzia Münchau, è dettato da due aspetti: in primo luogo dal fatto che il debito pubblico italiano nel decennio precedente è aumentato di 30 punti percentuali e in secondo luogo dalle stime del Fondo Monetario Internazionale che prevedono che il Pil italiano, a causa del lockdown, andrà incontro a una decrescita del 10%. Con un aumento del 20% del debito il rapporto debito/Pil salirebbe al 180 per cento.

Le tre strade da seguire per rispondere alla crisi

Partendo dal presupposto che, secondo Münchau, oggi i leader dell’Ue troveranno un compromesso per la ristrutturazione del debito e che la “Bce per quest’anno sarà ancora una volta l’unica salvezza”, secondo l’opinionista del Financial Times l’Italia ha tre possibili strade da seguire per evitare che la crisi dettata dal Covid-19 la trascini verso il baratro:

  • adottare il Mes, la condizione necessaria per consentire lo sblocco dell’Omt: il piano evocato dall’ex presidente della Bce Mario Draghi che permetterebbe all’istituto europeo di effettuare acquisti illimitati di debito italiano. Ovviamente, bisognerà vedere, come sottolinea Münchau, se il governo italiano deciderà di adottare il Mes e se la Bce accetterà di attivare l’Omt.
  • ricorrere alla ristrutturazione del debito, ossia alla decurtazione del valore dei titoli di Stato, il cosiddetto haircut. Ciò, evidenzia il giornalista tedesco, “richiederebbe il coinvolgimento della Bce”. In questo caso però ci sarebbe un problema: le banche (non solo italiane). Esse, detenendo gran parte del debito, potrebbero andare incontro a grossi problemi.
  • Dire addio all’euro. Anche se per Münchau non è un “evento probabile”, tuttavia il giornalista nota che similmente a quanto avvenuto nel Regno Unito per la Brexit, “anche gli italiani stanno iniziando a incolpare l’Ue per tutto ciò che non va”.